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“Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che è. Il bambino apprende come deve percepire il mondo per essere pienamente integrato. Passo dopo passo, gli viene resa familiare una descrizione del mondo che egli impara a percepire, mantenere e difendere come “la vera realtà”. La ragione induce gli uomini a dimenticare che la descrizione è soltanto una descrizione, ma prima che arrivino a capirlo, hanno intrappolato la loro essenza in una gabbia da cui emergono raramente nel corso della vita.”

(Carlos Castaneda)

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Veniamo al mondo inconsapevoli e innocenti, ma sin da subito iniziamo ad assorbire e a far nostre tutte le impressioni con cui entriamo in contatto. Crescendo nella realtà costruita da chi ci ha preceduti, giungiamo presto ad accettarla e considerarla come l’unica possibile, adattandoci più o meno bene ad essa. Anche se da adulti quasi tutti avvertono di essere “in gabbia”, sin da bambini siamo suggestionati costantemente a non essere “negativi” o “pessimisti” verso il mondo che ci circonda e spinti verso le varie forme d’intrattenimento (trattenimento-in) che il sistema ha da offrirci. Per questo la nostra “prigione” non è semplicemente fisica ed esterna a noi, ma è soprattutto mentale ed emotiva.

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“Le catene delle abitudini, che limitano la nostra libertà e bloccano la nostra crescita, sono generalmente troppo piccole per essere avvertite, sino a quando diventano troppo grandi per poter essere spezzate.”

(Samuel Johnson)

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“Recuperate la vostra mente e liberatela dalle mani degli ingegneri culturali che vogliono trasformarvi in idioti consumatori di tutta questa spazzatura che viene prodotta dalle ossa di un mondo morente.”

(Terence McKenna)

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Il mondo che ci circonda è il risultato e la proiezione della nostra mente ristretta e deviata, ed è sorretto soltanto dal nostro inconsapevole consenso generale. Le nostre convinzioni, i nostri gusti e le nostre azioni, sono per lo più il risultato di influenze esterne a cui cediamo automaticamente per non essere emarginati e per non soffrire. Perciò non siamo realmente noi a vivere nel mondo, ma è il mondo a vivere attraverso di noi.  Incapaci di vedere che ciò che chiamiamo comunemente “realtà” è solo il frutto di una visione limitata e arbitraria di tutto ciò che realmente è (e che potrebbe o dovrebbe essere), diventiamo a nostra volta carcerieri e aguzzini nei confronti di chi fiuta la verità e cerca la libertà dai condizionamenti.

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“Non è importante quanto a lungo si vive, ma se si sviluppa qualcosa che possa dare significato alla vita. Senza un contatto reale con il vero “io”, la vostra vita non ha significato. Senza quella relazione, non siete nulla.”

(Madame de Salzmann)

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“Non è segno di buona salute mentale essere ben adattati a una società malata.”

(J. Krishnamurti)

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Finchè non comprenderemo chi siamo realmente e quanto sconveniente sia la nostra posizione attuale, non potremo mai cambiare niente, nè fuori, nè dentro di noi. Le nostre paure illusorie ci impediscono di vedere oltre ed osare andare controcorrente. Non possiamo cambiare il mondo fuori se non spezziamo prima le catene mentali che limitano la nostra visione e i nostri pensieri, se non rompiamo le sbarre formate dai pregiudizi e dai sensi di colpa che ci assalgono quando non svolgiamo i “nostri doveri” o se non appaghiamo le aspettative che il mondo ci ha messo in testa e ci fa rincorrere per i suoi fini.

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“Se gli uomini potessero veramente rendersi conto della loro reale situazione, se potessero comprenderne tutto l’orrore, sarebbero incapaci di rimanere tali quali sono, anche per un solo secondo. Comincerebbero subito a cercare una via d’uscita, e la troverebbero molto rapidamente, perchè vi è una via d’uscita; ma gli uomini non riescono a vederla, per la semplice ragione che sono ipnotizzati. “Svegliarsi” per l’uomo, significa essere disipnotizzato.”

(P.D. Ouspensky)

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“Siamo prigionieri della nostra programmazione culturale. La cultura è un’allucinazione di massa, e quando fai un passo al di fuori di essa ti rendi conto di quello che è.”

(Terence McKenna)

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Letture, viaggi, meditazione, shock (volontari o involontari) e alcune sostanze psicotrope, possono “perforare” temporaneamente il nostro “guscio mentale” lasciando penetrare barlumi di verità, e farci comprendere che la realtà comunemente accettata (con i suoi dogmi, morali e doveri sociali) non è affatto l’unica e la migliore possibile o il frutto di un’evoluzione spontanea e naturale, ma che è invece stata plasmata e manipolata da una ristretta minoranza che ha il potere e il dominio sulle masse e l’interesse a mantenere se stessa in quella posizione privilegiata. Questi “individui” possono essere accostati agli “Arconti” della tradizione gnostica, o ai “Los Voladores” della tradizione sciamanica di Castaneda. Il mondo fittizio da noi percepito (a causa della nostra ignoranza) è chiamato “Maya” nell’Induismo e nel Buddismo. La chiave per riprendere contatto con la realtà, è conoscere se stessi e i propri condizionamenti, e come gli alchimisti separare il “sottile dallo spesso”, il vero dal falso.

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“La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcun vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza.”

(Carlo Castaneda)

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“Questo è quanto accade oggi nel mondo; l’uomo non è più importante: sono divenuti importanti i sistemi, le idee. L’uomo non ha più alcun significato. Possiamo distruggere milioni di persone pur di giungere a un risultato, e il risultato è giustificato dalle idee; abbiamo un magnifico castello di idee per giustificare il male. La società usa gli esseri umani come mezzo per sopravvivere ed è diventata più importante dell’umanità stessa. La cultura, la civiltà, l’economia, erano state create per servire l’uomo, ma ora è l’uomo che esiste per queste istituzioni.”

(J. Krishnamurti)

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Più ci liberiamo dai condizionamenti interni, più i nostri impedimenti esterni svaniscono da sè; ma una volta “disintossicati” dal sistema, ci accorgeremo inevitabilmente di essere circondati da automi che, volenti o nolenti, mantengono lo status quo per inerzia; cercare di “svegliarli” senza che essi stessi abbiano un impulso intimo e sincero verso la libertà, è quasi sempre inutile o controproducente. Il sistema (che li possiede) ci avvertirà come “virus” e attiverà le sue difese (etichette, emarginazione, derisione) anche attraverso amici e familiari, utilizzandoli come “anticorpi” per la sua sopravvivenza. Tenendo più al loro ego e alla reputazione che alla loro libertà, la maggioranza preferirà la tranquilla schiavitù del gregge alla rischiosa avventura dell’ignoto.

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“Il mondo intero aspira alla libertà, eppure ogni creatura è innamorata delle proprie catene. Questo è il primo paradosso e l’inestricabile nodo della nostra natura.”

(Sri Aurobindo)

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 Il punto che accomuna la mistica, la psicologia e le dottrine esoteriche è questo: quanto maggiore è l’identificazione con la nostra personalità illusoria, tanto maggiore sarà la nostra sofferenza e la nostra incapacità a vivere consapevolmente nel vero. L’unico modo per entrare in contatto con il reale è imparare a riconoscere e a discernere il falso che è dentro e fuori di noi, da ciò che realmente siamo e che realmente ci appartiene. Per un’esistenza reale, dobbiamo affondare le nostre radici nel Reale. Verità di questo tipo sono tramandate da sempre in “fratellanze” e circoli esoterici più o meno occulti e possono essere rintracciate sotto forma di simboli e metafore in molti racconti, opere d’arte, e film moderni.

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“La Conoscenza è velata dall’ignoranza, e perciò i mortali sono ingannati.”

(Bhagavad Gita)

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“L’uccello lotta per uscire dall’uovo. L’uovo è il mondo. Per nascere devi distruggere un mondo.”

(Hermann Hesse)

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