Taoismo

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Il taoismo o daoismo, termine di conio occidentale, designa sia le dottrine a carattere filosofico e mistico, esposte principalmente nelle opere attribuite a Laozi e Zhuāngzǐ (composte tra il IV e III secolo a.C.), sia la religione taoista, istituzionalizzatasi come tale all’incirca nel I secolo d.C.. Essa è basata sul Dao (in cinese “la via”), il principio indifferenziato che dà origine al cosmo. Nonostante la distribuzione ubiquitaria in Cina e la ricchezza di testi, si tratta probabilmente della meno conosciuta tra le maggiori religioni al mondo.

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“Il Tao di cui si può parlare non è l’eterno Tao,
il nome che si può pronunciare non è l’eterno nome.
Senza nome è l’origine del cielo e della Terra.
Colui che sa, non parla; colui che parla, non sa.”

(Lao-Tzu)

“Il Tao non può essere udito; ciò che si ode non è lui.
Il Tao non può essere visto; ciò che si vede non è lui.
Il Tao non può essere enunciato; ciò che si enuncia non è lui.
Conosci forse l’informe che dà forma alle forme?
Il Tao non ammette nomi.”

(Chuang-tzu)

“Non puoi parlare dell’oceano con una rana che vive in un pozzo: è limitata dallo spazio in cui vive. Non poi parlare del ghiaccio con un insetto che vive una sola estate: conosce una sola stagione. Non puoi parlare del Tao con un letterato pedante: è limitato dagli insegnamenti che ha ricevuto.”

(Chuang-tzu)

“Se non dimori nell’io, la forma delle cose ti si rivela.”

(Chuang-tzu)

“Chi comprende il Tao è in contatto con l’ordine intrinseco delle cose. Chi è in contatto con l’ordine intrinseco delle cose è chiaro nel gestire le circostanze. Chi è chiaro nel gestire le circostanze non permette alle cose di nuocergli.”

(Chuang-tzu)

“Una volta assunta questa forma umana è difficile tornare alla radice: solo la persona grande è in grado di farlo. La vita si trasforma nella morte, la morte è l’inizio della vita.”

(Chuang-tzu)

“Non assoggettarti a etichette;
non dipendere da schemi;
non dare per scontato di avere il controllo delle cose;
non assoggettarti alla conoscenza.
Comprendi l’infinito e vaga in ciò che non lascia traccia.”

(Chuang-Tzu)

“Chi è capace non discute, chi discute non è capace.”

(Lao-Tzu)

“Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi vince gli altri è, si, potente ma chi vince se stesso è ben più forte.
Chi ha volontà è risoluto.
Chi si accontenta è ricco.
Chi non si discosta dal suo giusto posto dura a lungo.
Morire e non finire, è questo vivere a lungo.”

(Lao-Tzu)

“Non serve varcar la porta di casa
Per conoscere il mondo.
Nè dalla finestra scrutare
Per conoscere la Via del Cielo.
Più esci e t’allontani, meno sai.
Il Saggio, pertanto, sa senza muoversi,
Nomina (le cose) senza neppure scorgerle.
(Agli esseri) assicura piena realizzazione, senza adoprarsi.”

(Lao-Tzu)

“La nascita di un uomo è la nascita della sua pena. Più a lungo egli vive, più stupido diventa perchè la sua ansia di evitare l’inevitabile si fa sempre più acuta. Che amarezza! Egli vive per ciò che è perennemente irraggiungibile! La sua sete di sopravvivenza nel futuro lo rende incapace di vivere nel presente.”

(Chang-Tzu)

“Se siete depressi, state vivendo nel passato.
Se siete in ansia, state vivendo nel futuro.
Se siete in pace, state vivendo nel presente.”

(Lao Tse)

“La gente d’oggi cura il proprio corpo e ordina la propria mente abbandonando la loro connessione con il cielo, deviando dalla loro natura intrinseca e uccidendo il lloro spirito per comportarsi come si compota la folla.”

(Chuang-tzu)

“Il nutrimento di cielo e terra è uno. Ascendere a una posizione elevata non può essere considerato superiorità; restare a una posizione umile non può essere considerato inferiorità.”

(Chuang-tzu)

“Chi sa accontentarsi non si consuma cercando il profitto; chi comprende cosa sia il vero acquisire non teme la perdita; chi coltiva l’inteno, non si vergogna di non avere una posizione nel mondo.”

(Chuang-tzu)

“La comprensione del piccolo uomo non va al di là delle mance e delle lettere di raccomandazione: consuma il suo spirito e la sua essenza in banalità. Folle e confuso nello spazio e nel tempo, affatica il suo corpo senza mai giungere ad afferrare l’origine ultima delle cose. Al contrario, l’essere umano perfetto riconduce il suo spirito e la sua essenza a ciò che non ha inizio e si riposa nel paese del nulla. Che tristezza conoscere solo ciò che sta sulla punta di un capello e ignorare la Grande Pace!”

(Chuang-tzu)

“Quando gli antichi parlavano di “realizzare i propri desideri” non intendeano un carro e un berretto da funzionario; alludevano a uno stato in cui nulla poteva accrescere la felicità di una persona. Oggi quando si parla di “realizzare i propri desideri” si parla proprio di un carro e di un berretto da funzionario. Ma queste cose non appartengono alla natura intrinseca e al destino di una persona.”

(Chuang-tzu)

“Coloro che si lasciano dominare dalle cose e perdono la propria natura intrinseca per conformarsi a valori volgari vivono una vita capovolta. Chi comprende l’essenza della vita non si occupa di ciò che per la vita è irrilevante, ma risiede nell’equilibrio, nel segreto illimitato e cammina là dove tutte le cose hanno la loro fine e il loro inizio.”

(Chuang-tzu)

“Non è miserevole che gli uomini di oggi mettano in pericolo la propria persona e sprechino la vita per ottenere beni effimeri? Voi ponete la vostra scienza nelle cose insignificanti e non conoscete la grande pace. Che tristezza!”

(Chuang-tzu)

“Stando a lungo al buio, il buio diventa la condizione normale, è la luce che finisce per sembrarci innaturale.”

(Haruki Murakami)

“Quando ti spogli di ciò che sei, diventi ciò che potresti essere.”

(Lao-Tzu)

“Il cielo e la terra non sono sentimentali; nulla considerano indispensabile.
Nemmeno il saggio è sentimentale; egli considera ogni cosa effimera e transitoria.”

(Lao-Tzu)

“Tutto è transitorio, tranne il Fiore d’Oro che cresce nel terreno interiore del distacco dalle cose del mondo.”

(Tzu-Lu)

“Niente è più visibile di ciò che è nascosto.”

(Confucio)

“Invece di maledire il buio è meglio accendere una candela.”

(Lao Tzu)

“A una mente tranquilla, l’universo intero si arrende.”

(Chuang-Tzu)

“Ritornare alla radice è il movimento del Tao.
La quiete è il suo metodo.
Le diecimila cose sono nate dall’essere.
L’essere è nato dal non-essere.”

(Lao-Tzu)

“Tutte le disgrazie dell’umanità non provengono dal fatto che gli uomini hanno trascurato di fare ciò che era necessario, ma dal fatto che essi fanno ciò che non lo è affatto.”

(Lao-Tze)

“Nei momenti difficili usate uno specchio; vi scorgerete sia la causa, sia la soluzione.”

(Lao-Tzu)

“L’uomo superiore ama soprattutto la propria anima, l’uomo inferiore quel che possiede.”

(Confucio)

“Chiudi gli occhi e vedrai con chiarezza.
Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l’unione.
Sii quieto e ti muoverai sull’onda dello spirito.
Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.”

(Meditazione Taoista)

“Coloro che trovano la felicità in campanelli, tamburi e bande di musicisti che suonano flauti e liuti, nel portare piume e avori, nel collezionare seducenti bellezze, nel combinare libagioni di vino e nel brindare in calici prolungando i loro bagordi fino a notte tarda, per quanto brillanti e potenti possan essere, sono tuttavia in preda all’apprensione, e sono, in quanto tali, sottoposti a tentazioni e brame. Se finiscono di fare le loro bevute e la musica è loro tolta, si sentono come se si trovassero improvvisamente in lutto e sono infelici come se il gelo della morte si fosse loro avvicinato. E perchè? Perchè essi non usano i loro cuori nel godere le cose esteriori, ma usano le cose esteriori come mezzi per dilettare i loro cuori. Pertanto, se la mente non è centrata nel Tao, ma cerca la felicità in cose esteriori, si autoinganna.”

(Huai-Nan-Tzu)

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“Tutti discutono e emettono
categorie dei contrari.
Vorrei ascoltare un discorso
che non entri in nessuna categoria.
Se esiste l’inizio del mondo,
allora esiste un tempo prima di questo inizio
E un tempo prima di questo tempo di prima.
Se l’esistenza esiste,
allora esiste anche la non-esistenza
e un tempo prima del nulla.
Non c’è nulla di più vasto sotto il cielo
che la punta di una spiga autunnale
E una grande montagna è una piccola cosa
di fronte al firmamento.
Nulla è più vecchio di un bambino morto.

Una piccola conoscenza non si può paragonare
ad una grande conoscenza.
Una vita corta non è paragonabile
ad una lunga esistenza.
Come possiamo sapere questo?
Il fungo d’un mattino non conosce
l’alternarsi del giorno e della notte.
La crisalide non conosce
l’alternarsi della primavera e dell’autunno.

Se il vostro corpo è simile a un ramo secco
Se la vostra mente è simile alla cenere spenta,
Come potreste essere toccati da una catastrofe?”

(Chuang-Tzu)

“L’uomo saggio che sente parlare della Via, la segue diligentemente.
L’uomo medio che sente parlare della Via, a volte la segue, a volte no.
L’uomo sciocco che sente parlare della Via, ride.
Se così non fosse, la Via non sarebbe tale.”

(Lao-tzu)

“Egli ha raggiunto l’impassibilità perfetta. La vita e la morte gli sono ugualmente indifferenti, il crollo dell’Universo manifestato non desterebbe in lui suggestione alcuna. A forza di ricerca è pervenuto alla verità immutabile, alla conoscenza del Principio universale unico. Egli lascia evolvere tutti gli esseri secondo i propri destini e, da parte sua, rimane al centro immobile di tutti i destini. Il segno esteriore di questo stato interiore è l’imperturbabilità; dimora in un corpo di cui non ha interesse, non presta attenzione alcuna alle immagini che i suoi sensi gli forniscono, conosce tutto attraverso la conoscenza globale della sua unità immobile.”

(Tchouang-Tseu)

“La configurazione tattica eccellente, dal punto di vista strategico, consiste nell’essere privi di configurazione tattica, ossia nella condizione “senza forma”. Quando si è senza forma, neanche gli agenti segreti più profondi sono in grado di spiarci, nè gli uomini più intelligenti di tramare progetti ai nostri danni. Solo se si è in grado di vincere se stessi, si sarà in grado di trionfare sugli altri.”

(Sun Tzu – L’arte della Guerra)

“La via del cielo è simile all’arciere che, tendendo il suo arco, abbassa ciò che è alto ed innalza ciò che è basso.”

(Lao-Tzu)

“Tutte le cose sotto al cielo nascono da ciò che si muove, e ciò che si muove da ciò che riposa.”

(Lao-Tzu)

“Se vuoi completare il Corpo di Diamante, senza fughe,
riscalda con cura la radice della coscienza e della vita,
illumina il paese beato che è sempre vicino.
Nascosto in esso, fa si che vi abiti il tuo vero Io.

Ci si deve illuminare con zelo, conformamente alla Legge, però senza tensioni. Dimenticando la forma, guarda all’interno e va ad aiutare la vera forza dello spirito. Quando la mente è in perfetta quiete tanto da poter scorgere il cuore celeste, l’intelligenza spirituale riesce a raggiungere da sè l’origine. Il cuore celeste è la dimora, e la luce è il padrone della casa. Il cuore inferiore si agita come un potente generale che disprezza il cuore celeste per la sua debolezza, e che ha assunto la direzione effettiva dello Stato. Ma se si riesce a rafforzare e a difendere il Castello Primordiale, allora è come se sul trono sedesse un sovrano saggio e forte. Il meglio è che la luce, già cristallizzata in corpo spirituale, compenetri gradatamente con la sua forza gli istinti e gli impulsi. Questa è la potenza del Grande Uno. Se l’uomo riesce a raggiungere quest’Uno, egli vive; se lo perde, muore.”

(Lu-Tzu, Il segreto del Fiore D’Oro)

“Gli esseri umani sono morbidi e flessibili quando nascono,
duri e rigidi quando muoiono.
Gli alberi e le piante sono teneri e flessibili quando sono in vita,
secchi e rigidi quando sono morti.
Perciò il duro e il rigido sono compagni della morte,
il morbido e il flessibile sono compagni della vita.
Un combattente che non sa arretrare non può vincere;
un albero incapace di piegarsi si spezza.
La rigidità e la forza sono inferiori,
la flessibilità e la morbidezza superiori.”

(Tao Te Ching)

“Senza principio, né fine,
Senza passato, senza futuro,
Un alone di luce circonda il mondo dello spirito.
Ci si dimentica a vicenda,
calmi e puri, pieni della potenza e del vuoto.”

(Lu-Tzu)

“Trenta raggi convergono in un solo mozzo e nel suo vuoto si ha l’utilità del carro; s’impasta l’argilla per farne un vaso e nel suo vuoto si ha l’utilità del vaso; s’aprono porte e finestre per fare una casa e nel suo vuoto si ha l’utilità della casa. Perciò l’essere costituisce l’oggetto e il suo non-essere costituisce l’utilità.”

(Tao Te Ching)

“Quando tutto il mondo ammira la bellezza, nasce la bruttezza.
Quando tutto il mondo riverisce il bene, nasce il male.
L’essere e il non essere si generano a vicenda,
il facile e il difficile si completano a vicenda,
il lungo e il corto si definiscono a vicenda,
l’alto e il basso tendono l’uno all’altro,
il ritmo e la melodia formano insieme la musica,
il davanti e il dietro si seguono a vicenda.
Perciò il saggio opera senza agire e insegna senza parole.
Le innumerevoli creature emergono e egli non le respinge.
Le alleva senza appropriarsene.
Le nutre senza renderle dipendenti.
Non si sofferma sui risultati della sua opera
e per questo essi sono durevoli.”

(Lao-Tzu)

“Se vuoi risvegliare tutta l’umanità, devi risvegliare prima di tutto te stesso. Se vuoi eliminare la sofferenza nel mondo, devi prima eliminare tutto ciò che c’è di oscuro e negativo in te stesso. In verità, il dono più grande che si puo’ fare al mondo, è la propria trasformazione.”

(Lao Tzu)

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“Nel corso della storia si è constatato che la mente dell’uomo è capace di due tipi di conoscenza, ovvero di due modalità di coscienza, che spesso vennero chiamati razionale e intuitiva e furono tradizionalmente associati rispettivamente alla scienza e alla religione. In Occidente, la conoscenza intuitiva, di tipo religioso, non è tenuta in grande considerazione, mentre si privilegia la conoscenza razionale, scientifica; al contrario, l’atteggiamento orientale tradizionale è in genere esattamente l’opposto. Nella nostra vita quotidiana, le visioni intuitive dirette, che penetrano nella natura delle cose, sono normalmente limitate a istanti estremamente brevi. Non è così nel misticismo orientale nel quale esse durano per periodi lunghi e infine diventano uno stato di consapevolezza continuo. La preparazione della mente a questo stato di consapevolezza – che consente di percepire la realtà in maniera immediata, non concettuale – è lo scopo principale di tutte le scuole del misticismo orientale e di molti aspetti del modo di vita orientale.

Nel tentativo di comprendere il mistero della Vita, l’uomo ha seguito molti approcci differenti; tra questi, vi sono la via dello scienziato e quella del mistico. Queste vie hanno prodotto descrizioni differenti del mondo, sia verbali che non verbali, che mettono in rilievo aspetti diversi; tutte sono valide e utili nel contesto nel quale sono sorte. Tutte quante però, sono solo descrizioni, o rappresentazioni, della realtà e sono quindi limitate; nessuna riesce a dare un quadro completo del mondo. Poichè le parole sono sempre una mappa astratta e approssimativa della realtà, le interpretazioni verbali di un esperimento scientifico o di una visione mistica sono necessariamente imprecise e incomplete. I fisici moderni e i mistici orientali sono entrambi perfettamente consapevoli di questo fatto. Per un non iniziato, una pagina di una rivista di fisica sperimentale contemporanea risulta tanto misteriosa quanto un mandala tibetano. Le cose nella loro natura fondamentale non possono venire nominate nè spiegate; non possono venire adeguatamente espresse in nessuna forma di linguaggio.

Nella concezione orientale, gli esseri umani, come tutte le altre forme di vita, sono parti di un tutto inseparabile e organico. La loro intelligenza quindi indica che anche il tutto è intelligente. L’uomo è visto come la dimostrazione vivente dell’intelligenza cosmica; in noi, l’universo esercita ripetutamente la sua capacità di produrre forme attraverso le quali esso diventa coscientemente consapevole di se stesso. La vita non è una cosa, nè lo stato di una cosa, ma un continuo movimento o mutamento. I Buddhisti concepiscono l’oggetto come evento e non come una cosa o una sostanza. Quando conosciamo la verità delle cose, comprendiamo quanto sia per noi assurdo venerare isolati prodotti dell’incessante serie delle trasformazioni, come se fossero eterni e reali. Ciò che i Buddhisti hanno capito attraverso la loro esperienza mistica della natura è stato ora riscoperto attraverso gli esperimenti e le teorie matematiche della scienza moderna.

Quanto più profondamente penetriamo nel mondo submicroscopico, tanto più ci rendiamo conto che il fisico moderno, parimenti al mistico orientale, è giunto a considerare il mondo come un insieme di componenti inseparabili, interagenti e in moto continuo, e che l’uomo è parte integrante di questo sistema. Per il mistico orientale, tutte le cose e tutti gli eventi percepiti dai sensi sono interconnessi, collegati tra loro, e sono soltanto differenti aspetti o manifestazioni della stessa realtà ultima. I due temi fondamentali di questa concezione sono l’unità e l’interdipendenza di tutti i fenomeni e la natura intrinsecamente dinamica dell’universo. La nostra tendenza a dividere il mondo percepito in cose singole e distinte e a sentire noi stessi come unità separate in questo mondo è considerata un’illusione che deriva dalla propensione della nostra mente a misurare e a classificare. Essa è chiamata “a-vidya”, o ignoranza, nella filosofia buddhista ed è considerata uno stato di turbamento mentale che deve essere superato. Ciò che interessa ai mistici orientali è la ricerca di un’esperienza diretta della realtà che trascenda non solo il pensiero intellettuale, ma anche la percezione sensoriale. “Quando la mente è turbata, si produce il molteplice, ma il molteplice scompare quando la mente si acquieta”.

La fisica moderna ha confermato nel modo più drammatico una delle idee fondamentali del misticismo orientale: tutti i concetti che usiamo per descrivere la natura sono limitati; non sono aspetti della realtà, come tendiamo a credere, ma creazioni della mente; sono parti della mappa, non del territorio. Ogni volta che estendiamo il campo della nostra esperienza, i limti della nostra mente razionale diventano evidenti e siamo costretti a modificare, o persino ad abbandonare, alcuni dei nostri concetti. Queste considerazioni valgono anche per la nostra idea di spazio e di tempo. I mistici orientali collegano entrambe le nozioni a particolari stati di coscienza. Essendo in grado, mediante la meditazione, di oltrepassare lo stato ordinario, essi si sono resi conto che i concetti convenzionali di spazio e di tempo non sono la verità ultima. La loro esperienza mistica porta a concetti di spazio e tempo più raffinati, che per molti aspetti somigliano a quelli della fisica moderna così come sono presentati dalla teoria della relatività.

L’intuizione che sta dietro l’interpretazione che i fisici danno del mondo subatomico, in termini di campo quantistico, ha una stretta analogia con quella del mistico orientale che interpreta la propria esperienza del mondo sulla base di una realtà ultima fondamentale. La concezione delle cose e dei fenomeni fisici come manifestazioni effimere di una entità fondamentale soggiacente non è solo un elemento di fondo della teoria dei campi, ma anche un elemento basilare della concezione orientale del mondo. Come Einstein, i mistici orientali considerano questa entità soggiacente come la sola realtà: tutte le sue manifestazioni fenomeniche sono viste come transitorie e illusorie. Nella concezione orientale, la realtà soggiacente a tutti i fenomeni trascende tutte le forme e sfugge a tutte le descrizioni e specificazioni. Di essa, perciò, si dice spesso che è senza forme, vacua e vuota. Ma questa vacuità non dev’essere presa per semplice non-essere. Essa è, al contrario, l’essenza di tutte le forme e la sorgente di tutta la vita.

L’idea di un universo che periodicamente si espande e si contrae, nella quale compare una scala di tempo e di spazio di proporzioni enormi, è comparsa non solo nella cosmologia moderna, ma era già presente nell’antica mitologia indiana. Gli Indù, che percepivano l’universo come un cosmo organico e in movimento ritmico, furono in grado di elaborare cosmologie evolutive che si avvicinano molto ai nostri modelli sientifici moderni. Una di queste cosmologie è basata sul mito indù di “lilà”, il gioco divino, nella quale Brahman si trasforma nel mondo. Lilà è un gioco ritmico che continua in cicli senza fine, durante i quali l’Uno diviene i molti e i molti ritornano all’Uno. Essi ritenevano che l’universo si espandesse e si contraesse periodicamente e diedero il nome “kalpa” all’inimmaginabile intervallo di tempo che va dall’inizio alla fine di una creazione. La grandiosità di questo antico mito è in realtà impressionante: alla mente umana sono occorsi più di duemila anni per arrivare di nuovo a un concetto simile.

Al contrario del mistico, il fisico inizia la sua indagine sull’essenza delle cose studiando il mondo materiale. Penetrando negli strati sempre più profondi della materia, egli è diventato consapevole della fondamentale unità di tutte le cose e di tutti gli eventi. Inoltre ha anche imparato che egli stesso e la sua coscienza sono parte integrante di questa unità. Il mistico e il fisico giungono così alla stessa conclusione: il primo partendo dall’interiorità, il secondo dal mondo esterno. L’armonia tra le concezioni conferma l’antica saggezza indiana secondo cui Brahman, la realtà esterna ultima, è identica a Atman, la realtà interna. Il fisico moderno fa esperienza del mondo attraverso una specializzazione estrema della mente razionale; il mistico attraverso una specializzazione estrema della mente intuitiva. Le due impostaizoni sono completamente differenti e comportano ben più che specifiche concezioni del mondo fisico. Tuttavia, esse sono complementari. Nessuna delle due è compresa nell’altra, nè può venire ridotta all’altra, ma entrambe son necessarie e si completano a vicenda per una più piena comprensione del mondo. Per parafrasare un vecchio detto cinese, i mistici comprendono le radici del Tao ma non i suoi rami; gli scienziati ne conoscono i rami ma non le radici.”

(Fritjof Capra – Il Tao della Fisica)

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