Manipolazione – PNL – Ipnosi

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“L’umanità è una mandria di esseri che devono essere governati con la frode, l’inganno, e con lo spettacolo.”

(Edmund Burke)

“È più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata.”

(Mark Twain)

“Quando si tratta di controllare gli esseri umani non c’è miglior strumento della menzogna. Perché, vedete, gli esseri umani vivono di credenze. E le credenze possono essere manipolate. Il potere di manipolare le credenze è l’unica cosa che conta.”

(Michael Ende)

“I mezzi di comunicazione di massa, la stampa, la radio hanno portato all’asservimento di corpi ed anime ad un’autorità strategica mondiale. E in ciò sta la principale fonte di pericolo per l’umanità. Le moderne democrazie mascherano regimi tirannici; utilizzano i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di disinformazione e di stravolgimento delle coscienze degli uomini. Nelle condizioni attuali, i capitalisti privati controllano inevitabilmente in modo diretto o indiretto, le principali fonti di informazioni. Per cui è estremamente difficile, e nella maggior parte dei casi impossibile, che il singolo cittadino possa arrivare a conclusioni oggettive e avvalersi in modo intelligente dei propri diritti politici. La minoranza, la classe dirigente attuale, possiede la scuola, la stampa e di solito anche la Chiesa. Questo consente loro di organizzare e influenzare le emozioni delle masse e di farle diventare un proprio strumento.”

(Albert Einstein)

“I metodi di ipnosi cui si fa ricorso nella propaganda commerciale e politica costituiscono un grave pericolo per l’equilibrio mentale, in particolare per il pensiero chiaro e critico e per l’indipendenza emozionale. Non dubito che studi approfonditi mostreranno come il danno causato dall’intossicazione da droghe sia solo una frazione del danno prodotto dai metodi di lavaggio del cervello in uso nella nostra società, e che vanno dai suggerimenti subliminali a espedienti semipnotici come la continua ripetizione o la distrazione del pensiero razionale mediante l’appello sessuale. Non siamo affatto padroni delle nostre menti, perché la propaganda da cui siamo bombardati fa ricorso a metodi ipnotici. E, per combattere questo pericolo via via crescente, dobbiamo impedire l’uso di tutte le forme ipnotizzanti di propaganda, sia per quanto riguarda le merci, sia per quanto riguarda gli uomini politici. Tutti i metodi di lavaggio del cervello usati dalla propaganda politica e dalla pubblicità industriale devono essere messi al bando. I metodi in questione sono pericolosi, non solo perché ci inducono ad acquistare cose di cui non abbiamo bisogno e che non desideriamo, ma anche perché ci persuadono a scegliere rappresentanti politici di cui non avremmo bisogno e che non desidereremmo se fossimo nel pieno possesso delle nostre facoltà mentali.”

(Erich Fromm – Avere o Essere?)

“Noi controlliamo la vita a tutti i suoi livelli. Tu ti sei messo in testa che esista qualcosa come una natura umana che verrebbe talmente oltraggiata da ciò che noi stiamo facendo da ribellarsi contro di noi. Ma siamo noi a creare la natura umana. Gli uomini sono infinitamente manipolabili.”

(G. Orwell, 1984)

“L’arma più potente nelle mani dell’oppressore è la mente dell’oppresso.”

(Stephen Biko)

“Politici, preti e psichiatri sovente sono alle prese col medesimo problema: trovare il mezzo più rapido e definitivo per cambiare le convinzioni di una persona.”

(WIlliam Sargant)

“Se non leggete i giornali, non siete informati. Se leggete i giornali, siete male informati.”

(Mark Twain)

“La libertà non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura, e ha subito restrizioni con l’evolversi della civiltà.”

(Sigmund Freud)

“Qualsiasi tradizione, buona o cattiva, fa in modo che la gente accetti una certa struttura della realtà, in modo molto sottile, senza rendersi conto che lo si sta facendo per imitazione o per esempio con parole. Così il bambino sviluppa fortemente un approccio in cui il cervello attribuisce le cose che sono nella tradizione a una realtà che è indipendente dalla tradizione stessa. E gli dà tremenda importanza. Ciò avviene in ogni cultura. La tradizione ha effetti reali di tutti i tipi, che possono anche avere un qualche valore, ma condiziona contemporaneamente il cervello a una certa visione dela realtà, che è fissa. Nella nostra cultura assumiamo un condizionamento in riferimento a quello che è percepito come reale, necessario e giusto, ciò che dobbiamo fare della nostra vita, che tipo di persona vorremmo essere, qual è realmente la cosa giusta da fare e così via. Tutto questo è raccolto attraverso piccole, minuscole indicazioni che sembrano scaturire direttamente dalla realtà. Una persona può guardare quella realtà e dire: “Questa è la realtà, devo tenere i piedi per terra”. Ma questa terra è stata creata dalla tradizione, dal pensiero; non c’è niente sotto di essa. È sostenuta e nutrita solo da questo cervello “danneggiato”, che non è in grado di uscire da quel cerchio vizioso che si è autocreato.”

(David Bohm)

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“L’uomo nasce come meccanismo concepito per ricevere impressioni d’ogni genere. La percezione di alcune impressioni ha inizio ancor prima della nascita. In seguito, durante la crescita si formano e si perfezionano altri apparati riceventi, in numero sempre maggiore. La struttura di questi apparati riceventi è la stessa in tutte le parti del meccanismo. Essa ricorda quella di rulli di cera vergine di un fonografo. Su tali rulli o bobine, vengono incise tutte le impressioni ricevute fin dal giorno della nascita, e prima ancora. Inoltre, il meccanismo possiede un dispositivo automatico, mediante il quale tutte le nuove impressioni ricevute vengono collegate alle impressioni dello stesso tipo registrate in precedenza. Contemporaneamente, viene tenuta una classificazione cronologica. In questo modo, ogni impressione ricevuta viene trascritta in più posti su più rulli, e su questi rulli si conserva intatta. Ciò che noi chiamiamo memoria è un dispositivo assai imperfetto tramite il quale possiamo disporre solo di una minima parte della nostra riserva di impressioni. Ma le impressioni, una volta sperimentate, non si cancellano più, e si conservano sui rulli dove sono state trascritte.

Numerose esperienze ipnotiche hanno permesso di stabilire che l’uomo ricorda tutto ciò che ha vissuto, fin nei minimi particolari. Infatti, egli ricorda i minimi particolari del suo ambiente, persino il viso e la voce della gente che aveva intorno nella sua prima infanzia, quando ancora sembrava un essere incosciente. Mediante l’ipnosi è quindi possibile far girare tutti questi rulli, anche quelli sperduti nei recessi più profondi dell’inconscio. Ma ogni tanto, in seguito a qualche trauma più o meno evidente, succede che i rulli si mettono a girare da soli, e scene, immagini o volti apparentemente dimenticati da molto tempo risalgono di colpo alla superficie. Tutta la vita psichica dell’uomo non è altro che lo scorrere delle impressioni registrate sui rulli davanti allo sguardo della mente. Tutte le particolarità della sua concezione del mondo, tutti gli aspetti caratteristici della sua individualità dipendono dall’ordine in cui sono avvenute quelle registrazioni, e dalla qualità dei rulli che si porta dentro.

Supponiamo che un’impressione qualsiasi venga recepita e registrata contemporaneamente a un’altra con cui non ha nulla in comune; per esempio, un uomo sente una musica molto allegra in un momento di intenso trauma psicologico come angoscia o tristezza. Quella musica susciterà sempre in lui la stessa emozione negativa e, viceversa, il sentimento d’angoscia gli ricorderà sempre quel motivo allegro. Dalla psicologia questo fatto è chiamato associazione di pensieri e sentimenti; ma la psicologia non si rende conto di quanto l’uomo sia impastoiato in queste associazioni, senza potersene mai liberare.

Ogni uomo viene al mondo simile a un foglio di carta bianca; ma le circostanze e le persone che gli stanno intorno fanno a gara per imbrattare questo foglio e per ricoprirlo di ogni genere di scritte. Ed ecco intervenire l’educazione, le lezioni di morale, il sapere che chiamiamo conoscenza, tutti i sentimenti di dovere, onore, coscienza ecc. A poco a poco il foglio si macchia, e più è macchiato di pretese “conoscenze”, più l’uomo è considerato intelligente. Più sono numerose le scritte nel posto chiamato “dovere”, più il possessore è considerato onesto; e così via per ogni cosa. Il foglio così sporcato, accorgendosi che le macchie vengono scambiate per meriti, le considera preziose.

La nostra macchina mentale ha la proprietà di poter essere convinta di qualunque cosa, purché venga sottilmente influenzata nella direzione voluta in modo ripetuto e persistente. Una cosa che all’inizio può apparire assurda, finirà per sembrare razionale, purché la si ripeta con insistenza e convinzione sufficienti. E mentre un particolare tipo di uomo si limiterà a ripetere le frasi fatte che gli sono rimaste impresse nella mente, un altro cercherà prove e paradossi sofisticati per giustificare le proprie asserzioni. Ma entrambi sono da compiangere nello stesso modo. Tutte queste teorie fanno delle affermazioni che, come i dogmi, non possono essere verificate: in ogni caso, non coi mezzi che abbiamo a disposizione. L’uomo è una personalità piena di pregiudizi; non sa nulla, vive sotto comando, accetta tutte le influenze e vi crede.

Noi non abbiamo delle conoscenze che ci appartengano, cioè forniteci dalla vita stessa in modo tale che non ci possano essere sottratte. Tutte le nostre conoscenze non sono altro che semplici informazioni, e possono essere tanto utili quanto inutili. Assorbendole come spugne, noi possiamo facilmente restituirle parlandone con logica e convinzione, pur senza capirci nulla. E con la stessa facilità possiamo perderle, perché non sono nostre, ma sono state riversate dentro di noi come un liquido in un recipiente. Noi non sappiamo nulla. Non facciamo alcuna distinzione tra chi sa veramente ciò che dice e chi dice solo delle stupidaggini: crediamo a qualunque cosa, senza discernimento. Non abbiamo nulla di nostro: tutto ciò che ci infiliamo in tasca non ci appartiene, e dentro di noi non c’è niente. Voi aspirate alla conoscenza, ma ciò che avete avuto finora non è conoscenza: è solo una raccolta meccanica di informazioni. È una conoscenza che non è entrata a far parte di voi, ma è fuori di voi. Non ha nessun valore. Che importanza possono avere per voi le cose che sapete, se un bel giorno vi sono piovute addosso da qualcun altro? È un sapere non creato da voi, e quindi ha scarsissimo valore.”

(G.I. Gurdjieff)

“Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che è. Il bambino apprende come deve percepire il mondo per essere pienamente integrato. Passo dopo passo, gli viene resa familiare una descrizione del mondo che egli impara a percepire, mantenere e difendere come “la vera realtà”. La ragione induce gli uomini a dimenticare che la descrizione è soltanto una descrizione, ma prima che arrivino a capirlo, hanno intrappolato la loro essenza in una gabbia da cui emergono raramente nel corso della vita. Siamo intrappolati all’interno della bolla di percezione e quello di cui siamo testimoni è un riflesso della nostra visione del mondo, la nostra descrizione. Parliamo incessantemente a noi stessi del nostro mondo ed è proprio grazie a questo nostro dialogo interiore che lo preserviamo, e ogniqualvolta continuiamo a parlarci di noi e del nostro mondo, il mondo rimane sempre come dovrebbe essere. Con questo nostro dialogo lo rinnoviamo, gli infondiamo vita, lo puntelliamo. Arrestando il dialogo interiore, sfondiamo la barriera che ci separa da noi stessi. Ogni volta che si interrompe il dialogo interiore, il mondo così come lo conosciamo collassa e affiorano aspetti di noi del tutto straordinari, come se fino a quel momento fossero stati sorvegliati a vista dalle nostre parole.”

(Carlos Castaneda)

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“L’uomo nasce indifeso e bisognoso di continua assistenza per sopravvivere. Ha bisogno della madre e degli altri per accorgersi di sè, per sviluppare un sè, un’identità. Per molti anni ha bisogno di essere accudito, nutrito, protetto, educato, istruito. Nasce dunque in una situazione di assoluta dipendenza, e sintonizzarsi con le persone da cui dipende è per lui vitale. Impara a farlo molto prima di raggiungere non solo la capacità critica, ma la stessa consapevolezza di sè. L’uomo è quindi “ab origine” e costituzionalmente dipendente e condizionato. Non è che lo diventi o che venga reso tale. L’uomo nasce e cresce manipolato, è predisposto alla manipolazione. La questione non è “se” l’uomo in generale sia dipendente e condizionato o no, ma “quanto” e “come” lo è un uomo specifico, o un gruppo specifico, da chi, da che e in che, e a che scopo. La questione è quanto e come si possa strumentalizzare questa sua debolezza per dominarlo e sfruttarlo. E se se ne renda conto, se riesca a liberarsi in qualche misura. Il processo di liberazione, per la natura delle cose, avviene, quando avviene, essenzialmente mediante un’autoattivazione, non è qualcosa che possa arrivare dall’esterno.”

(Marco Della Luna, Paolo Cioni – NeuroSchiavi)

“La manipolazione umana è divenuta una tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più soldi che in tutti gli altri campi della psicologia. La mente ha caratteri strutturali e funzionali che la sua parte conscia ignora e che la rendono condizionabile dall’esterno a sua insaputa. La manipolazione mentale non è qualcosa che “può” avvenire, o che avviene in “determinati” ambiti e momenti: essa è regola, non eccezione. Essa è onnipresente e investe la società nel suo insieme, al fine di produrre, inibire e coordinare la consapevolezza e i comportamenti degli esseri umani come consumatori, come lavoratori, come elettori. La funzione della manipolazione mentale non è la manipolazione mentale fine a se stessa, ma la gestione e lo sfruttamento delle società e dei singoli. Quanto meno è nota, tanto più essa è penetrante, incontrastata ed efficace nell’agire soprattutto sui livelli inconsci della psiche. Se ci guardiamo intorno, noteremo che la maggior parte della comunicazione mira non già a informare oggettivamente, ma a influire sulla psiche, sui gusti, sulle decisioni della gente, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori. E che, per farlo, agisce o cerca di agire sulla loro emotività, sui loro sensi di colpa, di autostima e di paura. La gente diventa meno manipolabile, ovviamente, se si accorge della manipolazione, dei suoi metodi e dei suoi fini. Conoscere tali tecniche e conoscere i punti deboli della psiche, è la condizione di partenza per poter capire che cosa ci sta succedendo nelle varie situazioni a cui siamo esposti, per difendere la nostra libertà dai condizionamenti e la nostra capacità di riconoscere ancora la realtà in un mondo che è sempre meno realtà percepita e sempre più rappresentazione costruita.”

(Marco Della Luna, Paolo Cioni – NeuroSchiavi)

“Influenzamento e manipolazione sono direttamente proporzionali del “transfert” o trasporto o coinvolgimento del soggetto passivo verso il soggetto agente, sia questo un aguzzino, un sergente istruttore, un predicatore, un propagandista politico o altro. Il toro “buono” per la corrida è quello che si lascia coinvolgere emotivamente dal roteare della muleta rossa, che va in panico per le trafitture di banderillas e pica. Il toro indesiderato è invece quello flemmatico, che non si lascia eccitare, che se ne sta in disparte e pensa tra sè e sè, senza lasciar “entrare” nel suo animo il suo mortale nemico. Che vuole eccitarlo, farlo correre, stremare, per poter infine infilzarlo in mezzo alle scapole col suo stocco. Il toro “cattivo” ha qualche chance di salvarsi e di ferire o uccidere il suo nemico. Il toro “bravo” muore per divertire il pubblico. Il primo serve se stesso, ed è fischiato. Il secondo serve gli altri, e muore sempre.”

(Marco Della Luna, Paolo Cioni – NeuroSchiavi)

“I media fanno parte di un sistema di propaganda ben congegnato. Il modo più abile per mantenere la gente passiva e obbediente è limitare rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, ma permettere dibattiti molto vivaci all’interno di questo spettro incoraggiando perfino le posizioni più critiche e dissenzienti.”

(Noam Chomsky)

“Le droghe allucinogene modificano lo schema di scansione della “realtà” in modo da mostrarci una “realtà” diversa – Non c’è nessuna “realtà” vera o reale – La “realtà” è semplicemente uno schema di scansione più o meno costante – Questo schema che accettiamo come “realtà” ci è stato imposto dal potere che controlla questo pianeta, un potere orientato principalmente verso il controllo totale.”

(William Burroughs)

 

“La televisione ha questo in comune con l’alcol e con certe droghe; se da una parte vi sta offrendo una certa liberazione dalla mente, dall’altra la pagate cara: pagate con la perdita di coscienza. Come le droghe, anche la Tv crea una forte dipendenza. Allungate la mano per spegnere e invece vi ritrovate a cambiare, a fare zapping. Mezz’ora o un’ora dopo, siete ancora li a guardare, a cambiare canale. Il pulsante per spegnere è l’unico che il vostro dito sembra incapace di premere. State ancora guardando, quasi sempre non perché qualcosa di interessante abbia catturato la vostra attenzione, ma proprio perché non vi è nulla di interessante da guardare. Una volta che siete stati catturati, più il programma è superficiale, più manca di significato, e più crea dipendenza. Se fosse interessante, se provocasse pensieri, stimolerebbe la vostra mente a ricominciare a pensare di nuovo, il che sarebbe uno stato più cosciente e in quel caso la vostra attenzione non sarebbe catturata dalle immagini sullo schermo. Quando guardate la televisione la vostra tendenza è quella di scendere al di sotto e non quella di innalzarvi al di sopra del pensiero. La vostra mente è inattiva; non sta producendo dei pensieri, ma sta assorbendo continuamente pensieri e immagini che le vengono dallo schermo televisivo. Questo induce uno stato passivo, simile alla trance, cioè uno stato appena più alto dell’ipnosi.”

(Eckhart Tolle)

“Calcio, birra e scommesse riempiva l’orizzonte delle loro menti. Tenerli sotto controllo non era difficile.”

(George Orwell – 1984)

“Se l’intenzione degli educatori è quella di soffocare nel bambino quanto più presto possibile la capacità di un pensiero autonomo (perché egli diventi quel ragazzo “per bene” che così tanto apprezzano), questo non può essere meglio ottenuto che mediante l’inganno nel campo sessuale e l’intimidazione in quello religioso.”

(Sigmund Freud)

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“Chi non impiega fin da giovanissimo gran parte delle proprie energie per contrapporsi alla follia della massa, diventa inevitabilmente vittima dell’idiozia.”

(Thomas Bernhard)

“I sistemi totalitari religiosi e politici abituano innanzitutto i loro sudditi ad applicare automaticamente etichette ad alto contenuto valutativo a qualsiasi espressione di pensiero divergente dalla dottrina. Le etichette (comunista, fascista, infedele, miscredente, negazionista, complottista, ecc.) neutralizzano a priori ogni possibile apporto al pensiero diverso, proteggono l’ortodossia e facilitano le reazioni violente contro il diversamente pensante. Così oggi si sta cercando, mediaticamente, in Europa, di inculcare nelle teste della gente il sentimento che essere critici rispetto alle politiche comunitarie e alle scelte del Consilglio di Europa (organo non elettivo e non democratico, esponenziale di interessi imprenditoriali) sia un atto in se stesso riprovevole, malvagio. L’euroscetticismo diventa una colpa morale. È indice di mala fede, eresia, che implica il dovere di condannare senza ascoltare. Perciò, attraverso i mass-media si sforza di creare nella testa della gente una continuità tra i concetti, i termini, i simboli di “euroscettico”, “conservatore”, “nazionalista”, “xenofobo”, “razzista”, “fascista”. Una volta che abbia creato questo continuum, carico di disvalore nel sentire popolare internazionale, può usare il continuum medesimo come arma: chiunque parli in modo critico delle istituzioni europee e dello loro mosse è “euroscettico”, quindi per la proprietà translativa del continuum, è percepito come tendenzialmente fascista e razzista.”

(Marco Della Luna, Paolo Cioni – NeuroSchiavi)

“Il politico è per sua natura e necessità un manipolatore. Un impiantatore di verità, di valori, di emozioni, di certezze. Deve far proiettare su di sè le aspirazioni della gente e apparire come plausibilmente capace di realizzarle. Egli vuole ottenere determinate cose dal popolo. Si deve servire del popolo, manovrarlo. Il politico vince sempre sul fattore ignoranza-inganno. Davanti a frasi vaghe, come: “Chi ama questo Paese può anche cambiarlo”, la mente subconscia si mette a colmare i vuoti semantici con materiale proprio, a cercare significati possibili, e tendenzialmente finisce per trovare e scegliere quello che più le aggrada. Così il medesimo discorso politico e la medesima promessa possono essere adatti a persone che hanno sensibilità e interessi divergenti. Così per alcuni “giustizia” significherà “vendetta”, per altri “equità”, per altri “giusto processo, legalità”. E pochi porranno mente alle difficoltà pratiche all’attuazione di ciascuna di esse.”

(Marco Della Luna, Paolo Cioni – NeuroSchiavi)

“Le altre persone ci installano continuamente convinzioni alle quali finiamo per credere. Sono le limitazioni che vi sono state imposte.”

(Richard Bandler – psicoterapeuta e fondatore della PNL)

“La PNL (Programamzione Neuro Linguistica) è una tecnica, un uso specifico e programmatico del linguaggio in grado di condizionare il modo di pensare delle persone e di conseguenza determinarme il comportamento.”

“Tendiamo a pensare che la realtà che vediamo sia “ciò che è” e che la verità sia solo la conoscenza corretta di quella realtà. Ma la verità è “ciò che è”, e la realtà percepita in generale è solo apparenza e deformazione: può essere illusione. La visione della deformazione è la fine della deformazione stessa. Ma non c’è visione senza libertà. La libertà è l’essenza del vedere, la libertà dal pregiudizio. Una mente che è libera vede. Vedere significa percepire l’intero. E se la mente vede il tutto, allora l’errore non potrà più ritornare. Vedere significa avere una visione globale. Quando vedete il tutto, quella è la verità.”

(David Bohm, Jiddu Krishnamurti)

“Il sistema fisico in cui siamo immersi non si manifesta a tutti nello stesso modo, ma in rapporto al grado di conoscenza che si ha di esso. Siamo inseriti in un contesto totalmente virtuale e la realtà non può che apparirci nel modo in cui crediamo che sia.”

(David Bohm)

“Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere e l’omicidio rispettabile, e per dare una parvenza di solidità all’aria.”

(George Orwell)

“Noi creiamo il mondo che percepiamo, non perché non esiste realtà fuori dalla nostra mente, ma perché scegliamo e modifichiamo la realtà che vediamo in modo che si adegui alle nostre convinzioni sul mondo in cui viviamo.”

(Gregory Bateson)

“Ordine e caos non sono verità oggettive, ma sono determinati dalla prospettiva dell’osservatore. L’uomo in genere tende a cercare un ordine nel suo mondo e una volta che tale ordine è stato proiettato nella successione degli eventi, esso diventa autorinforzante mediante quella che potrebbe chiamarsi “attenzione selettiva”. Non esiste alcuna realtà assoluta ma soltanto concezioni della realtà soggettive e spesso completamente contraddittorie, che vengono ingenuamente presunte essere la realtà “reale”. Assunti, credenze, premesse, superstizioni, speranze e simili possono diventare più reali della realtà e creare quella rete d’illusioni chiamata, nella filosofia indiana, “Maya”. Pertanto, svuotarsi, liberarsi dal coinvolgimento col passato e col futuro, è la meta del mistico.”

(Paul Watzlawick- La Realtà della Realtà)

“In realtà la coscienza è sempre selettiva e per questo è circoscritta a ciò su cui è momentaneamente concentrata; non ha la possibilità di occuparsi di tutto contemporaneamente. Un problema fondamentale della coscienza nella sua attuale strutturazione è costituito dal fatto che spesso esclude qualunque elemento si trovi al di fuori del suo immediato punto di concentrazione e tende a credere solo nella sua momentanea disposizione e credenza. Nessuna meraviglia, quindi, che ci siano così tanti conflitti letali all’interno di ogni singolo individuo e tra le persone. Proprio perchè esistono tali limitazioni è importante che la coscienza si allarghi (aumento di consapevolezza) imparando a entrare in una relazione ottimale con l’inconscio. L’ipnosi terapeutica non è affatto un tipo di tecnica per programmare i pazienti: si tratta di persone che sono state anche troppo programmate, talmente programmate dall’esterno da aver perduto il contatto con il loro sè interiore. La trance terapeutica è un’esperienza in cui i pazienti ricevono qualcosa dall’interno di se stessi. L’ipnoterapista abile è colui che crea le circostanze adatte a permettere una tale ricettività verso l’esperienza interiore. Egli aiuta il paziente a riconoscere il valore dell’unicità della sua esperienza interiore e fornisce suggestioni sul modo di utilizzarla terapeuticamente. Possiamo notare che questo modo di definire la trance terapeutica è molto simile all’uso classico della meditazione. La parola “meditazione” viene dal latino “meditari”, forma passiva del verbo che letteralmente significa “essere mosso verso il centro”. La coscienza rimane passiva mentre è mossa verso il centro (l’inconscio), dove può raggiungere la totalità: una riunificazione con i contenuti e con le tendenze che sono stati esclusi dalla coscienza.”

(Milton Erickson)

“La sola realtà che le cose possiedono è la realtà conferita dai nostri sensi.”

(Milton Erickson)

“I pregiudizi fanno parte del nostro modo di percepire il mondo. Sono una parte così fondamentale della nostra esperienza quotidiana che, se ne fossimo privati, perderemmo improvvisamente il nostro orientamento.”

(Milton Erickson)

“Molti di noi vengono oggi influenzati assai più di quanto non sospettino, e la nostra esistenza quotidiana è sottoposta a continue manipolazioni di cui non ci rendiamo conto. Uno sbalorditivo arsenale di tecniche e “discipline” sono state prese a prestito dalle scienze sociali per scatenare una grande offensiva contro l’imprevedibilità dell’uomo. Sono all’opera su vasta scala forze che si propongono, e spesso con successi sbalorditivi, di convogliare le nostre abitudini inconsce, le nostre preferenze di consumatori, i nostri meccanismi mentali, ricorrendo a metodi presi a prestito dalla psichiatria e dalle scienze sociali. In passato gli studiosi rivolgevano la loro attenzione agli schemi irrazionali del comportamento umano perchè il loro scopo era di individuarne le origini sociali e proporre, in conseguenza, delle modifiche che avrebbero promosso una condotta più razionale. Oggi essi studiano l’irrazionalità, e altri aspetti del comportamento umano, al solo scopo di raccogliere dei dati che serviranno ai tecnici pubblicitari per manipolare i consumatori. È significativo che tali forze cerchino di agire su di noi a nostra insaputa, sì che i fili che ci fanno movere sono spesso, in un certo senso, “occulti”. L’impiego della psicanalisi di massa nelle grandi offensive di “persuasione” sta ormai alla base di un’industria multimiliardaria. E i “persuasori” di professione non hanno esitato a servirsene, avidi come sono di tutto ciò che possa aiutarli a propagandare con maggiore efficacia le loro merci, siano esse manufatti, idee, ideali, atteggiamenti, candidati, o stati d’animo. Ciò che gli specialisti vanno cercando sono, naturalmente, i “perchè” del nostro comportamento, così da poter manipolare a proprio vantaggio le nostre abitudini e preferenze. Tale ricerca si propone di scoprire in base a quali motivazioni la gente faccia le proprie scelte. Essa si serve di metodi atti a raggiungere la parte inconscia o subconscia della mente umana, poichè le preferenze sono in generale determinate da fattori di cui l’individuo non è consapevole. Al momento dell’acquisto, infatti, il consumatore agisce di solito obbedendo a impulsi emotivi, inconsciamente stimolato da immagini e simboli grafici che nel suo subcosciente si trovano associati con il prodotto. Tutte queste ricerche e manipolazioni contengono un significato antiumano di cui non si può non rilevare la gravità. Esse rappresentano, nella maggior parte dei casi, un regresso piuttosto che un progresso nella lotta incessante che l’uomo conduce per diventare un essere razionale e indipendente. Nulla, si direbbe, è sacro, nulla può salvarsi da queste ricerche e manipolazioni. Creando una società che avrà il solo scopo di assorbire la produzione dell’industria automatizzata, distruggeremo i più alti valori della nostra civiltà.”

(Vance Packard – I Persuasori Occulti)

“Ogni uomo considera i limiti della propria visione personale come i limiti del mondo.”

(Arthur Schopenhauer)

“La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni.”

(Paul Watzlawick)

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“Prendete quello che vediamo sui cartelloni tutti i giorni… glielo abbiamo dato noi il permesso di farlo? Glielo abbiamo chiesto noi di vedere le loro opere d’arte tutti i giorni alla fermata dell’autobus? Io non gli ho dato nessun permesso di PARLARMI, ma loro lo fanno comunque. Qualcuno mi sta privando di un diritto. Ci dicono continuamente quello che otterremo da loro, cose di cui non abbiamo bisogno, qualunque cosa… “conveniente”, “moderno”, “più veloce”, “più felice”… non è vero? La conseguenza è che noi corriamo su e giù per i centri commerciali, a comprare e a spendere sei ore alla settimana e poi ci domandiamo come mai abbiamo dei problemi.”

(Michael Tsarion)

“Se si distrugge il senso di identità reale di una persona, la si potrà manipolare come un bambino. Attaccando l’identità sovrana di un membro di un gruppo, questa persona consegnerà la sua sovranità al gruppo e potrà essere influenzata a lottare per gli obiettivi predeterminati.”

(Daniel Estulin – L’Istituto Tavistock)

“I mass media come sistema assolvono la funzione di comunicare messaggi e simboli alla popolazione. Il loro compito è di divertire, intrattenere e informare, ma nel contempo di inculcare negli individui valori, credenze e codici di comportamento atti a integrarli nelle strutture istituzionali della società di cui fanno parte. Per conseguire questo obiettivo occorre una propaganda sistematica. Il postulato democratico è che i media sono indipendenti e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità, non già di presentare il mondo come i potenti desiderano che venga percepito. Ma se i potenti sono in grado di fissare le premesse del discorso, di decidere che cosa la popolazione in generale deve poter vedere, sentire e meditare, e di “dirigere” l’opinone pubblica mediante regolari campagne di propaganda, il modello tipico di come il sistema deve funzionare è in netto contrasto con la realtà. La finalità sociale dei media è piuttosto di inculcare e difendere progetti economici, sociali e politici dei gruppi privilegiati che dominano la società e lo stato. I media servono al conseguimento di questo scopo in molti modi: selezionando i temi, distribuendo le questioni, filtrando le informazioni, scegliendo enfasi e toni, e mantenendo il dibattito entro i confini di premesse accettabili.”

(Noam Chomsky – La Fabbrica del Consenso)

“Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.”

(Noam Chomsky)

“Il nostro lavoro non consiste nel dare alla gente quello che vuole, ma nel decidere cosa deve volere.”

(Richad Salant, ex presidente della “CBS News”)

“Quante persone capiscono che la percezione della maggioranza, soprattutto sul terreno della politica, è una cosa non spontanea, bensì accortamente manipolata e imposta loro dagli “uomini dietro il sipario”? La maggioranza delle persone non lo sa e certamente ciò è anche una conseguenza del lavaggio dei cervelli. La maggioranza degli americani e degli europei si informa su ciò che succede nel mondo attraverso la televisione controllata dallo Stato, con l’idea erronea che i giornalisti abbiano la missione di servire il pubblico. In realtà i giornalisti non servono il pubblico; i giornalisti sono dei salariati che servono i proprietari dei mass-media, le cui azioni sono quotate a Wall Street. Tutti i notiziari del mondo occidentale seguono lo stesso modello linguistico: verbi semplici, molti nomi e ben poche frasi lunghe. Frasi brevi, vocabolario semplice; in altri termini: frasi a effetto. Non viene stimolato alcun pensiero creativo; si cerca non di impegnare la mente, ma di imprimere un’immagine nel cervello di una persona. Considerato come vengono date le notizie, possiamo dire di riuscire, almeno talvolta, a riflettere attentamente su qualcuna di esse? Evidentemente no. Al contrario, vediamo la parte informativa e ci limitiamo ad assorbire l’informazione nella forma in cui ci viene presentata.”

(Daniel Estulin – L’Istituto Tavistock)

“Oggi i sondaggi dell’opinione pubblica, come le notizie della televisione, sono completamente integrati nella nostra società. In meno di ventiquattro ore, si può fare uno “studio scientifico” su ciò che si ritiene la gente dica su un certo argomento. Dopo aver studiato i numeri dei sondaggi americani, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che la gente adegua il proprio comportamento all’opinione prevalente; la gente è infatti talmente diretta e influenzata dai sondaggi che non oserebbe spezzare questo contratto sociale; deve fare ciò che gli altri pensano si debba fare, perchè l’agire al contrario le provocherebbe sofferenza psicologica. Se vogliamo far credere qualcosa alla gente, tutto quello che dobbiamo fare è organizzare un sondaggio su una determinata affermazione e poi fargli pubblicità, preferibilmente in televisione.”

(Daniel Estulin – L’Istituto Tavistock)

“L’uomo moderno non si sente mai così individuo come quando fa le stesse cose che fanno tutti.”

(Nicolás Gómez Dávila)

“Il miglior ipnotizzatore è una scatola rettangolare collocata in un angolo della stanza, che dice alla gente in che cosa deve credere; può darsi che ancora non lo sappiate, ma ogni volta che accendete questa bambinaia con un solo occhio, si tenta di formare e plasmare la vostra mente. La televisione ha assunto il ruolo di genitore surrogato, si è trasformata in moralizzatore: ha iniziato a dire alla gente che cosa deve o non deve fare. Ha fornito il mezzo ideale per creare una cultura omogenea, una cultura di massa, tramite la quale è possibile manipolare e controllare le persone e portarle a pensare tutte alla stessa maniera. Sogniamo come in tv, parliamo come in tv, ci vestiamo e agiamo come in tv. La televisione provoca nella gente una sospensione del senso critico, perchè la combinazione di immagini e suoni la situa in uno stato onirico, che limita la capacità cognitiva. Ha un effetto dissociativo sulle capacità mentali e fa si che la gente sia meno in grado di pensare razionalmente. Gli spettatori, abituandosi a sei ore o più di tv al giorno, cedono la capacità di ragionare alle immagini e ai suoni che escono dal televisore. La televisione non si occupa della “verità”, ma della creazione di una “realtà”. L’obiettivo dei “lava-cervelli” è rendere ogni generazione più infantile, più animale, più amorale e quindi più facilmente controllabile. Il successo della pubblicità moderna, è il riflesso di una cultura che ha preferito l’illusione alla realtà.”

(Daniel Estulin – L’Istituto Tavistock)

“La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.”

“Ciò che più ci colpisce di una folla psicologica è che gli individui che la compongono, indipendentemente dal tipo di vita, dalle occupazioni, dal temperamento o dall’intelligenza, acquistano una sorta di anima collettiva per il solo fatto di appartenere alla folla. Tale anima li fa sentire, pensare ed agire in un modo diverso da come ciascuno di loro, isolatamente, sentirebbe, penserebbe ed agirebbe. La folla psicologica è una creatura provvisoria, composta di elementi eterogenei saldati assieme per un istante, esattamente come le cellule di un corpo vivente formano, riunendosi, un essere nuovo con caratteristiche ben diverse da quelle che ciascuna di queste cellule possiede. Si può constatare facilmente quanto l’individuo immerso in una folla differisca dall’individuo isolato. La massa è impulsiva, mutevole e irritabile. È governata quasi esclusivamente dall’inconscio. In una folla, ogni sentimento, ogni atto é contagioso, e contagioso a tal punto che l’individuo sacrifica il suo interesse personale all’interesse collettivo. Si tratta di un comportamento innaturale, del quale l’uomo diventa capace quasi soltanto se entra a far parte di una folla.”

(Gustave Le Bon – Psicologia delle Folle)

“Ognuno può essere il giardiniere di se stesso, oppure può lasciare il proprio giardino incolto, oppure ancora può arrivare alla morte senza mai svegliarsi alla coscienza di avere questa possibilità. Di certo un giardino ben curato e sviluppato resiste meglio di uno incolto al tentativo di invasione da parte di un altro giardiniere, mentre il giardino di chi dorme non offrirà resistenza alcuna.”

(Marco Della Luna, Paolo Cioni – NeuroSchiavi)

“La coscienza dell’uomo moderno razionalistico, programmata in base ad atteggiamenti e credenze tipiche, è gravemente limitata. È stato calcolato che nel migliore dei casi la maggior parte delle persone non sfrutta più del 10 per cento delle proprie capacità mentali. Sostanzialmente molti di noi non sanno come utilizzare le proprie risorse individuali. Il nostro sistema educativo ci ha insegnato soltanto una misurazione fondata su determinati criteri esterni di apprendimento. La coscienza viene così programmata a tendere verso standard di profitto esterni e accettati da tutti, mentre viene trascurato ciò che nell’individuo è unico. Cioè la nostra individualità rimane in gran parte inconscia e sconosciuta. Questo è infatti il problema dei pazienti: molti dei loro sintomi e dei cosiddetti problemi mentali sono dovuti a una repressione della loro individualità. La cura consiste nel permettere che l’individualità emerga e si sviluppi in tutta la sua particolarità.”

(Milton Erickson)

“La mappa del mondo di ogni persona è unica, come la loro identificazione. Non esistono due persone uguali. Non esistono due persone che capiscono la stessa frase allo stesso modo. Quando ascoltate pensate di capire, perché state ascoltando con le vostre orecchie e pensando con il vostro vocabolario. Il vocabolario degli altri però è qualcosa di completamente diverso. Quindi, nel trattare con le persone, cercate di non adattarvi al vostro concetto di quello che dovrebbe essere.”

(Milton Erickson)

“Gli uomini possono essere manipolati in tutti i modi. Solo una mente disciplinata può davvero discernere la realtà. Tu pensi che la realtà sia un qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un’esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano ciò che vedi tu. Ma io ti dico, Winston, che la realtà non è un qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente e in nessun altro luogo. Non nella mente individuale, che è soggetta ad errare ed è comunque peritura, ma bensì in quella del Partito, che è collettiva e immortale. La verità è solo ciò che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito.”

(George Orwell – 1984)

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“I media sono diventati lo specchio (e i creatori) dello stato disconnesso in cui si trova l’umanità. Notizie, attualità, ma persino film e reality show servono a esacerbare la religione della polarità, riflettendola su di noi in tutte le sue forme: materialismo, odio, uccisioni, idolatria e separazione. Quasi tutti i programmi televisivi, si tratti di saghe, melodrammi o telegiornali, creano dipendenza come qualsiasi droga. Questo “pulpito” unidimensionale da cui i media ci fanno la predica (spesso nel centro del nostro salotto) è la fonte di molti dei nostri schemi comportamentali quotidiani. Siamo stati indotti a credere che i notiziari e i programmi di attualità che guardiamo siano veri, imparziali, onesti. Spesso le cose stanno tutt’altro che in questo modo. Le notizie vengono selezionate da un gruppo ristretto di persone. Chi la pensa diversamente rispetto a ciò che i proprietari dei media globali vogliono farci vedere e ascoltare, si ritrova senza una pittaforma da cui presentare la propria conoscenza e le proprie opinioni. I governi si assicurano che soltanto i più potenti abbiano accessso ai nostri salotti, limitando la proprietà e il controllo dell’etere tramite la concessione di licenze finanziariamente ben oltre la portata della gente comune. Il risultato è che i notiziari di tutti i Paesi sviluppati sono esattamente uguali, parola per parola, immagine per immagine. Ma tutto questo è intenzionale; tale metodo garantisce che gli imperi delle multinazionali mediatiche, ormai di portata globale, diventino sempre più grandi e potenti e divorino tutti i concorrenti più piccoli che trovano sul loro cammino. Quel gruppo ristretto di persone selezionate distorce efficacemente la democrazia plasmando l’opinione pubblica attraverso un inganno di enormi proporzioni.”

(Steven J.M. Jones)

“I pregiudizi sono la nebbia che non ci permette di vedere cosa ci sia dietro le apparenze.”

(Wayne W. Dyer)

“Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti, ecc. da cui egli è dominato.”

(Dietrich Bonhoeffer)

“La più grande paura umana non è morire, ma essere vivi. La nostra più grande paura è correre il rischio di vivere e di esprimere ciò che siamo realmente. Abbiamo imparato a vivere secondo il punto di vista di altre persone, per timore di non essere accettati e di non essere abbastanza bravi secondo gli standard di qualcun altro. Diventiamo una copia delle credenze di nostra madre, di nostro padre, della società, della religione. Il novantacinque per cento delle convinzioni immagazzinate nella nostra mente sono menzogne e noi soffriamo perchè le crediamo vere. Non siamo la persone che secondo noi dovremmo essere e allora ci sentiamo falsi, frustrati e disonesti. Cerchiamo di nasconderci, fingendo di essere ciò che non siamo. Il risultato è una mancanza di autenticità, che ci spinge a indossare maschere sociali per evitare che la nostra falsità venga a galla. Ci terrorizza l’idea che qualcuno noti che non siamo ciò che fingiamo di essere.”

(Don Miguel Ruiz)

“Se si vuole capire una società, date una buona occhiata ai farmaci utilizzati. Fatta eccezione per il veleno farmaceutico, ci sono essenzialmente solo due farmaci che la civiltà occidentale tollera: la caffeina da Lunedì a Venerdì per eccitare abbastanza e fare di te un membro produttivo della società, e l’alcool dal Venerdì al Lunedì per sopportare il carcere che si vive dentro.”

(Bill Hicks)

“Grande è la differenza tra la visione ottica e gli oggetti visti. Tutti gli atti prendono colore dai nostri, o dalle passioni palesate sono scolorati, o dai raggi della fantasia sono ampliati, moltiplicati, contratti, invertiti in diecimila sfumature.”

(Alexander Pope)

“Una potente arma di persuasione è il principio della “riprova sociale”; uno dei mezzi che usiamo per decidere che cos’è giusto è cercar di scoprire che cosa gli altri considerano giusto: quanto maggiore è il numero di persone che trova giusta una qualunque idea, tanto più giusta è quell’idea. È per questo che nella pubblicità televisiva si vedono sempre più spesso, a decantare le lodi d’un prodotto, persone “qualunque”, gente della strada; i pubblicitari sanno bene che un modo efficace per vendere qualcosa alle persone comuni (ovviamnete il più ampio mercato potenziale) è dimostrare che altre persone “comuni” lo apprezzano. […] Vari esperimenti dimostrano che l’uso di risate preregistrate induce gli spettatori o ascoltatori a ridere più spesso e più a lungo; anche i giudizi complessivi sulle trasmissioni presentate risultano più positivi, nel senso che sono considerate più divertenti e spiritose. Non solo, alcuni dati indicano che l’effetto suggestivo è massimo quando le battute sono di pessima lega. Lo spettatore è così abituato a prendere le reazioni divertite degli altri come prova che effettivamente c’è da ridere, che risponde al puro suono registrato di un pubblico inesistente.”

(Robert B. Cialdini – Le Armi della Persuasione)

“La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata. Non esiste esperienza oggettiva; è un errore confondere il modello con la realtà. Ogni persona di questo mondo possiede una propria visione della realtà. Noi traduciamo continuamente la realtà che ci circonda in rappresentazioni interne che costituiscono la nostra mappa soggettiva. La mappa sono i nostri pensieri, il nostro modo di vedere il mondo, ed il territorio è il mondo e la realtà esterna. Questo significa che quello che pensiamo non è necessariamente quello che è. Ne consegue che ciascuno di noi può avere un diverso modello del mondo pur vivendo nello stesso mondo reale. L’errore più diffuso e la causa di molti dei mali della nostra civiltà, è quello del voler imporre a tutti i costi, spesso inconsciamente, la propria mappa della realtà agli altri.”

(Richard Bandler)

“La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse sono un importante elemento in una società democratica. Coloro che manipolano questo meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro Paese. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone. Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese.”

(Edward Bernays – Propaganda)

“Gli psicologi della scuola freudiana hanno dimostrato che i nostri pensieri e le nostre azioni sono sostituti compensatori dei desideri che abbiamo dovuto reprimere. In altri termini ci capita di desiderare una certa cosa, non perchè è intrinsecamente preziosa o utile, ma perchè inconsciamente vi scorgiamo il simbolo di qualcos’altro che desideriamo, ma non osiamo ammetterlo. Chi compra un’auto probabilmente dice a se stesso che gli serve per muoversi, mentre sa bene dentro di sè che è molto meglio camminare per restare in salute. Il suo desiderio è motivato verosimilmente dal fatto che l’automobile è anche uno “status-symbol”, la prova del suo successo negli affari o un modo di farsi piacere alla moglie. Questo grande principio secondo cui i nostri atti sono in larga misura determinati da motivazioni che dissimuliamo a noi stessi, è valido sia per la psicologia collettiva che per quella individuale. Il propagandista che vuole avere successo deve scoprire queste motivazioni nascoste, senza accontentarsi delle spiegazioni che gli individui danno per giustificare il loro comportamento. A questo riguardo non basta conoscere la meccanica sociale, il gioco dei vari gruppi, i contrasti e i legami. Un ingegnere che sa tutto sui cilindri e sui pistoni di una locomotiva, non risucirà mai a metterla in moto se ignora come il vapore reagisce alla pressione. Il vapore che fa funzionare la macchina sociale sono i desideri umani. Il propagandista deve studiarli in profondità, solo così riuscirà a controllare quel grande meccanismo, le cui varie componenti sono malamente collegate, ma che costituisce la società moderna.”

(Edward Louis Bernays – Propaganda)

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“Il nostro cervello è programmato per unire i puntini e per compiere associazioni che a volte non hanno alcun legame con la realtà. Spesso non ci limitiamo a comprare un oggetto, ma acquistiamo anche l’idea che esso incarna. Le aziende più scaltre riescono a piantarci in testa marker somatici creando associazioni tra il loro prodotto e un’emozione positiva. Che si tratti di salute, della felicità, della libertà, o della responsabilità sociale, è questa tendenza psicologica universale a rendere così potenti i persuasori occulti. Non è un caso che in questo periodo di austerità e insofferenza sociale, le parole chiave più ricorrenti negli spot siano: “Libertà”, “Pace”, “Natura”, “Rivoluzione”. E ben presto il cervello inizia ad assegnare al prodotto ogni sorta di qualità desiderata: esattamente ciò che l’azienda vuole.”

(Martin Lindstrom – Le Bugie del Marketing)

“La televisione è il controllo sociale direttamente nel salotto di casa. Essa mantiene l’ordine simbolico, garantendo la conformità del comportamento dei sudditi ignari. Facendo diventare favola il mondo, la televisione è strumento al servizio dei dominanti. La fabbrica televisiva del consenso, proprio come il clero giornalistico, induce a odiare gli oppressi e ad amare gli oppressori, producendo docili servi che lottano in difesa delle proprie catene.”

(Jean Baudrillard)

“Non esistono due persone sulla Terra che vedono il mondo alla stessa maniera. Per ogni persona, una cosa è ciò che egli pensa che sia, in altre parole non è una cosa, ma un pensiero.”

(Penelope Fitzgerald)

“Come si è potuti riuscire a persuadere esseri ragionevoli che la cosa più incomprensibile era per essi la più essenziale? Perché sono stati fortemente terrorizzati; perché, quando si ha paura, si cessa di ragionare; perché sono stati esortati soprattutto a diffidare della loro ragione; perché, quando il cervello è turbato, si crede a tutto e non si esamina più niente.”

(Paul-Henri Thiry d’Holbach)

“È nell’interesse del tiranno di tenere la sua gente in povertà, così che non possano permettersi il costo delle armi con cui proteggersi da soli, e che siano così occupati dal lavoro quotidiano che non abbiano tempo di pensare a ribellarsi.”

(Aristotele)

“Quando si ha la pancia vuota non ci si pone altro problema che quello della pancia vuota. È quando ci lasciamo alle spalle lo sfruttamento e la dura fatica che cominciamo davvero a porci domande sul destino dell’uomo e sulle ragioni della sua esistenza.”

(George Orwell)

“Io conosco il segreto per far credere all’americano medio tutto ciò che desidero. Datemi soltanto il controllo dela televisione. Mettete qualsiasi cosa in televisione ed essa diventa realtà. E se il mondo esterno alla Tv contraddice le immagini, la gente inizierà a modificare il mondo per adeguarlo alle immagini della Tv.”

(Hal Becker)

“La persona comune è disposta a incorporare nuove componenti nel proprio inventario mentale solo se esse non contraddicono l’ordine fondamentale. Se lo contraddicono, la mente di quell’individuo ha un collasso.”

(Carlos Castaneda)

“La società, finora, è stata molto abile: ha trasformato, deviato, stornato i tuoi istinti naturali per riversarli in qualcosa che va a suo vantaggio.”

(Osho)

“Di regola le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti che con la volontà cosciente e la ragionevolezza.”

(Carl Gustav Jung)

“La normale coscienza dello stato di veglia, che chiamiamo coscienza razionale, è soltanto un tipo di coscienza particolare, mentre tutto intorno ad essa, separate da schermi sottilissimi, esistono forme potenziali di coscienza completamente diverse.”

(William James)

“Che origine ha il tuo passato? Ti è stato tramandato dai tuoi genitori, dal tuo sistema educativo, dai tuoi leader religiosi, dai tuoi testi sacri. Ma ti è stato consegnato; non è frutto della tua ricerca, della tua esperienza. E tutto ciò che non è tua esperienza è semplicemente un peso che ti impedisce di volare nel cielo sconfinato, verso le stelle. Ogni generazione continua a dare le proprie malattie alle nuove generazioni. La chiamano saggezza ma ciò che era saggio ieri, oggi non è altro che stupidità. Ogni generazione continua a tramandare la propria follia alla generazione successiva. La follia ha continuato ad accumularsi, ed è per questo che l’uomo è caduto sempre più in basso. Per secoli non abbiamo fatto altro che apportare miglioramenti alla pazzia che ci viene tramandata. E abbiamo usato belle parole per descrivere quella pazzia, per cercare di mascherare la realtà. E non solo siamo riusciti a mascherarla, ma ci siamo perfino autoconvinti a venerarla.”

(Osho)

“L’inizio della teologia è la paura: se gli uomini fossero felici, non sorgerebbe mai una teologia. Nel Medioevo il popolo (cittadini e contadini) era il bestiame da soma e da ingrasso dei cavalieri e dei chierici. I primi dominavano apertamente con la forza, i secondi con la menzogna e la frode. Non sono mai mancate persone che sfruttassero il più possibile il bisogno metafisico dell’uomo, facendone la fonte del loro sostentamento. Perciò esistono in tutti i popoli i monopolizzatori e gli appaltatori del bisogno metafisico: i preti. Il loro mestiere dovette però essere dappertutto garantito con la concessione del diritto di imprimere molto presto i loro dogmi metafisici negli uomini, ancor prima che la capacità di giudizio si svegli dal suo leggero sonno del mattino, ossia nella prima infanzia: è il momento in cui qualsiasi dogma ben impresso, per quanto insensato possa essere, si fisserà per sempre. Se i preti dovessero aspettare la maturità di giudizio, i loro privilegi non potrebbero esistere. Infatti, la più sicura garanzia per un durevole possesso delle menti viene loro data dall’inestimabile privilegio di inculcare nei bambini i loro dogmi, i quali s’imprimono in loro fino a diventare una specie di secondo intelletto innato. Mediante il precoce indottrinamento, in Europa si è arrivati al punto che la credenza in un dio personale è letteralmente diventata, in quasi tutti, un’idea fissa. Già solo il presentarsi come verità rivelata è il marchio dell’inganno, e costituisce, per uno che pensi, una sollecitazione all’ostilità. Solo quando il mondo sarà diventato abbastanza onesto da non impartire lezioni di religione ai ragazzi prima del quindicesimo anno di età ci si potrà aspettare qualche cosa da esso.”

(Arthur Schopenhauer – O Si Pensa, O Si Crede)

“Dio è la più grande bugia mai inventata dall’uomo. Non esiste alcun creatore; la creazione in se stessa basta e avanza, non ha bisogno di un agente esterno che la crei. Nel momento in cui accetti un agente esterno, entri in un circolo vizioso. Perchè il ragionamento diventa: “Come può l’esistenza esistere senza essere stata creata da qualcuno?”. Questo è il ragionamento di tutte le religioni. Se accetti il loro ragionamento poi nascerà la domanda: “Chi ha creato dio?”. E se dio può esistere senza essere stato creato, allora che problema c’è? Anche l’esistenza può esistere senza essere stata creata. L’uomo si sente così impotente, ha così paura della morte, ed è così oberato dai problemi della vita… inoltre è stato allevato da un padre, da una madre, e quelli erano tempi meravigliosi; senza responsabilità, senza preoccupazioni, c’era qualcuno che si prendeva cura di lui. Quell’infanzia psicologica è proiettata in tutte le religioni; Dio diventa il padre, e ci sono alcune religioni in cui Dio diventa la madre. È soltanto una proiezione psicologica di un bambino. Non ha alcun fondamento nella realtà. Per cui, quando hai paura, quando sei in difficoltà, inizi a cercare aiuto. Quando dichiaro che Dio non esiste, questo non significa che bisogna saltare all’opposto, all’ateismo. Per gli atei negare Dio significa che il mondo è solo materia e nient’altro. Io affermo al tempo stesso che esiste un’essenza divina, e gli atei non concorderanno su questo punto. A me piace chiamarla “pura consapevolezza”. Oppure se sei proprio affezionato alla parola “dio” chiamala “essenza divina”. Ma non farne un nome, fanne una qualità. Perchè nel momento in cui ne fai un nome, lo uccidi, ne arresti la crescita; i nomi non crescono, solo i verbi crescono.”

(Osho)

“Tutto è diventato business, ogni cosa deve funzionare ed essere utilizzabile. Non esiste un sentimento di identità, esiste un vuoto interiore. Non si hanno convinzioni, né scopi autentici. Il carattere mercantile è l’essere umano completamente alienato, privo di qualunque altro interesse che non sia quello di manipolare e funzionare. È proprio questo il tipo di umano conforme ai bisogni sociali. Si può dire che la maggior parte degli uomini diventano come la società desidera che essi siano per avere successo. La società fabbrica tipi umani così come fabbrica tipi di scarpe o di vestiti o di automobili: merci di cui esiste una domanda. E già da bambino l’uomo impara quale sia il tipo più richiesto. Gli idoli dell’uomo moderno avido, alienato sono la produzione, il consumo, la tecnologia, lo sfruttamento della natura. Invece della gioia egli va in cerca di piacere e di eccitamento; invece di crescere cerca possesso e potere; invece di essere, egli persegue avere e sfruttamento; invece di ciò che è vivo sceglie ciò che è morto. Il modo di produzione del sistema capitalistico ha trasformato l’uomo in una creatura ansiosa e alienata. L’uomo muore sempre prima di essere completamente nato.”

(Erich Fromm)

“Tutti seguono schemi prestabiliti, con una velocità prestabilita, in modo predisposto. Perfino le reazioni sono prescritte: allegria, tolleranza, amabilità, ambizione e capacità di andare d’accordo con tutti senza attrito. Il divertimento è organizzato nello stesso modo, sebbene non con lo stesso sistema; i libri sono selezioni da biblioteche, i film dagli impresari, e gli slogans pubblicitari coniati da loro; il resto è pure uniforme; la gita domenicale in automobile, i programmi televisivi, le riunioni e i ricevimenti ufficiali. Dalla nascita alla morte, dal lunedì alla domenica, da mattina a sera, tutte le attività sono organizzate e prestabilite. Come potrebbe un uomo prigioniero nella ragnatela della routine ricordarsi che è un uomo, un individuo ben distinto, uno al quale è concessa un’unica occasione di vivere, con speranze e delusioni, dolori e timori, col desiderio di amare e il terrore della solitudine e del nulla?”

(Erich Fromm)

“Il modo migliore per prendere il controllo di un Popolo e soggiogarlo, è di togliergli la libertà poco alla volta, sgretolare i loro diritti con migliaia di piccole e semi-impercettibili riduzioni. In questo modo la gente non si accorgerà che quei diritti e quelle libertà gli sono stati tolti, fino a dopo che questi cambi siano diventati irreversibili.”

(Adolf Hitler – Mein Kampf)

“L’educazione è un proseguimento della generazione e spesso una specie di successivo inorpellamento di quest’ultima. Dato il modo in cui oggi veniamo educati, noi riceviamo in primo luogo una “seconda natura”; e quando il mondo ci dice maturi, maggiori d’età, utilizzabili, noi la possediamo. Pochi sono abbastanza serpenti da staccarsi un bel giorno questa pelle di dosso, allorquando, sotto il guscio, è maturata la loro “prima” natura. Nei più, avvizzisce il seme di essa. […] Questi giovani non difettano nè di carattere, nè di buone attitudini, nè diligenza: ma non si è lasciato loro il tempo di darsi una direzione, piuttosto son stati abituati, fin dall’infanzia, a ricevere una direzione. Allorquando furono abbastanza maturi per “essere inviati nel deserto”, venne fatto invece qualcos’altro – li utilizzarono, li alienarono da se stessi, li educarono all’essere quotidianamente usati, di tutto questo crearono per loro una teoria di doveri – e ora non possono farne a meno e non vogliono altro. Alla vista del lavoro – e con ciò si intende sempre quella faticosa operosità che dura dal mattino alla sera – si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio d’indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità d’energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare; esso si pone sempre sott’occhio un piccolo obiettivo e procura lievi e regolari appagamenti. Resta il fatto che a questi poveri animali da tiro non si possano rifiutare le “ferie” – come viene chiamato questo ideale d’ozio di un secolo stremato dal troppo lavoro: in cui è concesso una volta tanto abbandonarsi alla pigrizia e rincretinirsi e bambineggiare a proprio piacimento. Così una società in cui di continuo si lavora duramente, avrà maggior sicurezza, e si adora oggi la sicurezza come la divinità somma. I vostri affari, è questo il vostro grandissimo pregiudizio che vi incatena al vostro luogo, alla vostra società, alle vostre inclinazioni. Diligenti negli affari, ma pigri di spirito, contenti delle vostre ristrettezze e col grembiule del dovere appeso a questa contentezza: così vivete voi, così li volete, i vostri figliuoli!”

(Friedrich Nietzsche – Aurora)

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“Le scuole formano persone ignoranti, con stile. Ti danno l’attrezzatura per essere un ignorante funzionale. Le scuole non vi dotano di logica; non vi danno i criteri con cui riconoscere il bene e il male; vi preparano ad essere una vittima utilizzabile per il complesso militare-industriale che ha bisogno di mano d’opera.”

(Frank Zappa)

“In tutti i tempi si è voluto “migliorare” gli uomini: soprattutto a questo si è dato il nome di morale. Ma sotto la stessa parola sta nascosta la massima diversità di tendenza. Sia l’addomesticamento della bestia uomo, che l’allevamento di un certo genere di umanità, sono stati detti “miglioramento”. Ma chiamare “miglioramento” l’addomesticamento di un animale è quasi una facezia per le nostre orecchie. Chi sa cosa avviene nei serragli, dubita che quivi la bestia venga “migliorata”. Essa viene infiacchita, viene resa meno nociva, diventa, grazie al sentimento depressivo della paura, grazie al dolore, alle ferite, alla fame, una bestia malaticcia. Non diversamente stanno le cose per l’uomo addomesticato, che il prete ha “migliorato”. La società, la nostra addomesticata, mediocre, castrata società, è quella in cui un uomo genuino, che giunge dai monti o dalle avventure del mare, degenera necessariamente in un criminale. Per esprimerci con una formula si potrebbe dire: tutti i mezzi, con cui l’umanità sino a oggi ha dovuto essere resa morale, sono stati fondamentalmente immorali.”

(Friedrich Nietzsche – Crepuscolo degli Idoli)

“La conosenza ha inizio con la consapevolezza del carattere ingannevole delle percezioni forniteci dal nostro buon senso comune, in altre parole, dalla constatazione che la nostra immagine della realtà fisica non corrisponde a ciò che è “davvero reale”, senza contare che molti di noi sono come sospesi tra veglia e sonno, inconsapevoli che gran parte di ciò che ritengono vero e di per sè evidente non è che illusione frutto dell’influenza suggestiva dell’universo sociale in cui si vive. La conoscenza, pertanto, ha inizio con la demolizione delle illusioni, con la de-lusione. Conoscere significa penetrare sotto la superficie, allo scopo di giungere alle radici, e pertanto alle cause; conoscere significa “vedere” la realtà senza paludamenti. Conoscere non significa essere in possesso della verità, bensì andare sotto lo strato esterno e tentare, criticamente e attivamente, di avvicinarsi sempre più alla verità.”

(Erich Fromm)

“ll rapporto tra gli esseri umani si basa sulla formazione di immagini. In tutti i rapporti ciascuno di noi si crea una immagine dell’altro e il rapporto si ha tra queste due immagini, e non tra gli esseri umani. La moglie si costruisce una immagine del marito – forse non consciamente, ma tuttavia succede – e il marito si è creato una immagine della moglie. Si hanno immagini del proprio paese o di qualcuno, e le andiamo sempre più consolidando con l’aggiungerne altre. Ed è tra queste immagini che intercorre il rapporto. Quando si ha questo processo di formazione di immagini, il reale rapporto tra due o più esseri umani ha completamente fine. Il rapporto basato sulle immagini non può mai naturalmente assicurare la pace poiché le immagini sono fittizie e non si può vivere nell’astrazione. E tuttavia questo è ciò che noi tutti facciamo: vivere tra idee, teorie, simboli, immagini che ci siamo creati su noi e sugli altri e che non sono affatto realtà. Tutti i nostri rapporti sono in realtà immaginari, cioè basati su una immagine creata dal pensiero. Se io mi sono creato una immagine su di voi e voi una su di me, naturalmente non ci vediamo l’un l’altro come in realtà siamo. Quello che vediamo sono le immagini che ci siamo creati l’uno dell’altro che ci impediscono di entrare in contatto, e questo è il motivo per cui i nostri rapporti vanno male. Il conflitto sorgerà inevitabilmente fin quando ci sarà divisione tra “ciò che dovrebbe essere” e “ciò che è”. Solo quando vediamo senza preconcetti, senza immagini, allora siamo in grado di entrare in contatto diretto con qualsiasi cosa nella vita.”

(Jiddu Krishnamurti)

“Il bombardamento ideologico televisivo non è esplicito: esso è tutto nelle cose, tutto indiretto. Mai un “modello di vita” ha potuto essere propagandato con tanta efficacia che attraverso la televisione. Il tipo di uomo o di donna che conta, che è moderno, che è da imitare e da realizzare, non è descritto o decantato: è rappresentato! Il linguaggio della televisione è per sua natura il linguaggio fisico-mimico, il linguaggio del comportamento. Che viene dunque mimato di sana pianta, senza mediazioni, nel linguaggio fisico-mimico e nel linguaggio del comportamento nella realtà. Gli eroi della propaganda televisiva – giovani su motociclette, ragazze accanto a dentifrici – proliferano in milioni di eroi analoghi nella realtà. Oggi nelle città dell’Occidente, camminando per le strade si è colpiti dall’uniformità della folla: non si nota più alcuna differenza sostanziale, tra i passanti (soprattutto giovani) nel modo di vestire, nel modo di camminare, nel modo di esser seri, nel modo di sorridere, nel modo di gestire, insomma nel modo di comportarsi. Il sistema del linguaggio fisico-mimico non ha più varianti, esso è perfettamente identico in tutti. Un fenomeno negativo da gettare in uno stato d’animo che rasenta il definitivo disgusto e la disperazione. La proposizione prima di tale linguaggio fisico-mimico è la seguente: “Il Potere ha deciso che noi siamo tutti uguali.”

(Pier Paolo Pasolini)

“L’uomo, di regola, ha troppa poca facoltà di giudizio, spesso anche di conoscenza, per esplorare da sè la sua strada, perciò ricalca volentieri le orme degli altri. La stella polare della maggior parte degli uomini è l’esempio altrui, e tutto il loro agire e operare, nelle cose grandi e nelle piccole, si riduce a mera imitazione: non fanno per proprio parere la minima cosa. Imitazione e abitudine sono le molle della maggior parte delle azioni umane. La nostra situazione è davvero miserevole! Un brevissimo tempo per vivere, pieno di fatica, miseria, angoscia e dolore, senza minimamente sapere da dove veniamo, dove andiamo e perchè viviamo, e inoltre anche preti di tutte le razze con le loro rispettive “rivelazioni” in proposito, accompagnate da minacce contro i miscredenti. A ciò si aggiunga che ci guardiamo in volto e abbiamo rapporti reciproci come maschere con maschere, giacchè non sappiamo chi siamo; ma come maschere che non conoscono neppure se stesse.”

(Arthur Schopenhauer)

“Chi non sa dominar se stesso, è facilmente dominabile dagli altri.”

(Paschal Beverly Randolph)

“Perfino nella capacità di essere ammaestrato l’uomo supera tutti gli animali. I musulmani sono ammaestrati a rivolgere il volto verso la Mecca cinque volte al giorno e a pregare in questo atteggiamento: essi lo fanno immancabilmente. I cristiani sono ammaestrati a farsi il segno della croce in certe occasioni, a inchinarsi e così via; del resto la religione è, in genere, il vero capolavoro dell’ammaestramento, cioè l’ammaestramento della capacità di pensare; perciò, com’è noto, non è mai troppo presto iniziare quell’ammaestramento. Non vi sono assurdità così palesi, che non possano essere inculcate in tutti gli uomini, purchè si cominci prima del sesto anno di età a imprimergliele nella testa, ripetendole senza tregua e con la più solenne serietà. Infatti, come l’ammaestramento degli animali, così anche quello dell’uomo riesce perfettamente soltanto nella prima gioventù.”

(Arthur Schopenhauer)

“Dove vi è dominio, esistono masse; dove vi sono masse, vi è il bisogno della schiavitù. Dove vi è schiavitù, gli individui sono pochi, e hanno contro di loro gli istinti del gregge. La morale è l’istinto gregario negli individui.”

(Friedrich Nietzsche)

“Ogni società richiede anzitutto e necessariamente un accomodamento e un temprarsi reciproco dei suoi componenti: essa ci obbliga per armonizzarci con gli altri, a impicciolire o addirittura a deformare noi stessi. Noi dobbiamo quindi rinnegare dolorosamente noi stessi e abbandonare i tre quarti di noi, per renderci simili agli altri. Quanto più dunque un individuo possiede delle qualità personali, tanto meno egli si adatterà all’ordinamento del mondo, e cercherà così di sfuggirne il dominio. Ognuno può completamente essere se stesso soltanto sino a che sia solo. Chi non ama quindi la solitudine, non ama neppure la libertà, poichè soltanto quando si è soli si è liberi. La costrizione è la compagna inseparabile di ogni società, e ogni comunità esige dei sacrifici, che risultano tanto più duri, quanto più notevole è la propria individualità. Ciascuno quindi fuggirà, sopporterà, oppure amerà la solitudine, in una proporzione esatta con il valore della sua personalità. Nella solitudine infatti il miserabile sente tutta quanta la sua miseria e il grande spirito tutta la sua grandezza, ciascuno in breve sente di essere ciò che è. D’altro canto, ciò che rende gli uomini socievoli è la loro stessa incapacità a sopportare la solitudine, e con questa se stessi. Il vuoto e il fastidio interiore rappresentano la molla che li spinge tanto verso la compagnia, quanto verso i viaggi e i paesi lontani. La grande maggioranza degli uomini è fatta in modo tale che, per loro natura, niente essi possono prendere sul serio che non sia mangiare, bere e accoppiarsi. Costoro utilizzeranno tutto quanto le nature rare e più nobili hanno prodotto – sia religione, scienza o arte – come strumenti per i loro bassi scopi, servendosene per lo più come di una maschera. La loro attenzione, per non parlare di riflessione, non la dedicano ad alcuna cosa che non abbia almeno un qualche rapporto con la loro persona: fuori di ciò non vi sono cose che risveglino il loro interesse. Se si considera poi, di quanto basso sentire e di quanto assolutamente volgari siano i più, si riuscirà a scorgere che non è possibile parlare con loro, senza diventare nel contempo volgari noi stessi. Nel mondo infatti non si ha molto più, oltre la scelta tra la solitudine e la volgarità.”

(Arthur Schopenhauer)

“Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economico, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile, che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o da Hitler. Li manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore, istituendo dei nuovi valori che sono dei valori alienanti e falsi, i valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama un genocidio delle culture viventi, reali, precedenti. Sono caduti dei valori, e sono stati sostituiti con altri valori. Sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti da altri modelli di comportamento. Questa sostituzione non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dal nuovo potere consumistico, cioè la nostra industria italiana pluri-nazionale e anche quella nazionale degli industrialotti, voleva che gli italiani consumassero in un certo modo, un certo tipo di merce, e per consumarlo dovevano realizzare un nuovo modello umano.”

(Pier Paolo Pasolini)

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“Tutte le convinzioni, i costumi, i gusti, le emozioni, gli atteggiamenti mentali che caratterizzano il nostro tempo sono stati in realtà programmati al solo fine di sostenere la mistica del Partito e impedire che venga colta la vera natura della società contemporanea. Le masse non si ribellano mai in maniera spontanea, e non si ribellano perché sono oppresse. In realtà, fino a quando non si consente loro di poter fare confronti, non acquisiscono neanche coscienza di essere oppresse. Abbandonati a se stessi, continueranno, generazione dopo generazione, secolo dopo secolo, a lavorare, generare e morire, privi non solo di qualsiasi impulso alla ribellione, ma anche della capacità di capire che il mondo potrebbe anche essere diverso da quello che è.”

(George Orwell – 1984)

“La maggior parte delle persone non crede nella verità, ma in ciò che desidera sia la verità. Per quanto questa gente possa tenere gli occhi bene aperti, in realtà non vede niente.”

(Haruki Murakami)

“Se il pensiero distorce il linguaggio, anche il linguaggio è in grado di distorcere il pensiero.”

(George Orwell)

“Oggi credo che ci troviamo di fronte a ciò che potrebbe essere definita la rivoluzione definitiva, l’ultima rivoluzione, quella in cui l’uomo può agire in modo diretto sulla mente e sul corpo dei suoi simili. Inutile dire che la possibilità di esercitare un certo tipo di azione diretta sulla mente e sul corpo degli esseri umani è esistita fin dall’alba dei tempi. Ma era generalmente di natura violenta. Se si vuole controllare una popolazione per un lungo periodo di tempo occorre che vi sia una certa misura di consenso, essendo difficile che il terrorismo puro e semplice possa funzionare a tempo indefinito. Esso può anche funzionare per molto tempo, ma io credo che prima o poi sia necessario introdurre un elemento di persuasione, un elemento che spinga le persone ad essere consenzienti a ciò che gli viene fatto. Io penso che la natura della rivoluzione definitiva che abbiamo di fronte sia precisamente questa: siamo sul punto di sviluppare una serie di tecniche che consentiranno all’oligarchia al potere – che è sempre esistita e probabilmente sempre esisterà – di spingere le persone ad amare la propria schiavitù. Questa è, io credo, una rivoluzione di malvagità definitiva, ed è un problema al quale mi sono interessato per molti anni e su cui ho scritto 30 anni fa un romanzo, Mondo Nuovo, che descrive una società in cui vengono utilizzati tutti gli strumenti disponibili – e alcuni degli strumenti che allora immaginavo sarebbero stati disponibili nel futuro – prima di tutto per standardizzare la popolazione, appiattendo le fastidiose diversità tra gli esseri umani, per creare, diciamo così, modelli di esseri umani prodotti in serie e organizzati in un sistema di classi basato sulla conoscenza scientifica. Da allora mi sono interessato sempre di più a questo problema e ho notato con crescente raccapriccio che un gran numero delle previsioni che sembravano pura fantasia quando le feci 30 anni fa, si sono poi realizzate o sono sul punto di realizzarsi. Un gran numero delle tecniche di cui parlavo sembrano essere già utilizzate. E sembra che vi sia una corsa generale verso questa rivoluzione definitiva, un sistema di controllo attraverso il quale è possibile far piacere alla gente una situazione che, secondo i normali standard, non dovrebbe piacergli affatto. Questo “apprezzamento della schiavitù”, questo sistema, è in evoluzione da anni e io sono sempre più interessato in ciò che sta avvenendo.”

(Aldous Huxley – The Ultimate Revolution, intervento al Berkeley Language Center del 20 marzo 1962)

“È mai possibile tracciare una vera distinzione tra i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di informazione e di divertimento, e come agenti di manipolazione e di indottrinamento?”

(Herbert Marcuse)

“Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun’altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia.”

(Milan Kundera)

“La pubblicità è diretta a creare una necessità di acquisto che voi non avete. Le tecniche pubblicitarie devono invertire ciò che veramente è; devono farvi sembrare l’atto di acquisto, che è un atto per cui voi siete schiavi, come un atto di liberazione: “Non avrai più ciccia e brufoli, non sarai più emarginato, non sarai più malato, perchè il mio prodotto ti libera. Tu sei schiavo se non compri”. La comunicazione pubblicitaria è un po’ come la comunicazione che fate col vostro animale domestico, nel senso che identifica degli schemi universali, e sulla base di questi schemi il rapporto è che il padrone comanda e il cane obbedisce. Solo che il cane è il consumatore e il messaggio di obbedienza si chiama “slogan”. La prima situazione che deve creare la pubblicità è una situazione “da superiore a inferiore”, perchè altrimenti la manipolazione non avviene. Tu non puoi manipolare una persona ponendola al tuo stesso livello, per manipolarla devi porla ad un livello inferiore. Il pubblicitario sa cosa vi emoziona, sa cosa comprate, sa quali sono i bisogni reali e quali sono quelli fittizi che invece bisogna creare, sa le fragilità e sapendo tutto questo le utilizza per costruire un comando che si chiama “slogan”. Noi accettiamo come obiettivi cose che non sono obiettivi, accettiamo come fondamentali cose che non sono fondamentali. Per spezzare questo “incantesimo”, qualunque cosa stai facendo devi chiederti: “Perchè la faccio? Perchè sto facendo questo? Lo voglio veramente io, o fa parte di un meccanismo?”

(Gianfranco Carpeoro)

“Non la coscienza orienta le masse, ma l’inconscio. Nella folla hanno modo di emergere istinti che altrimenti sarebbero controllati. Nella massa, il senso di responsabilità scompare del tutto; la prima causa è che l’individuo in massa acquista, per il solo fatto del numero, un sentimento di potenza invincibile. Ciò gli permette di cedere ad istinti che, se fosse rimasto solo, avrebbe necessariamente tenuto a freno.”

(Freud – Psicologia delle Masse)

“La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione. Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia. Questo è il brutto sogno degli schiavi moderni che non chiedono, in definitiva, che di lasciarsi andare nella danza macabra del sistema dell’alienazione. Man mano che costruiscono il loro mondo con la forza del loro lavoro alienato, l’ambiente circostante diventa la prigione nella quale devono vivere. Un mondo squallido, senza odore né sapore, un mondo che porta in sé la miseria del modo di produzione dominante. Questo scenario è in perpetua costruzione. Niente è stabile. Il rifacimento permanente dello spazio circostante trova la propria giustificazione nell’amnesia generalizzata e nell’insicurezza nelle quali devono vivere gli abitanti. Si tratta di rifare tutto ad immagine del sistema: il mondo diventa sempre più sporco e rumoroso, come una fabbrica. Ogni frammento di questo mondo è proprietà di uno Stato o di un privato. Questo furto sociale che è l’appropriazione esclusiva del suolo si materializza nell’onnipresenza dei muri, delle sbarre, delle recinzioni, dei cancelli e delle frontiere… sono il segno tangibile di questa separazione che invade tutto. Ma parallelamente, l’unificazione dello spazio secondo gli interessi della cultura mercantile è il grande obiettivo di questa triste epoca. Il mondo deve diventare un’immensa autostrada, razionalizzata all’estremo, per facilitare il trasporto delle merci. Ogni ostacolo, naturale o umano, deve essere rimosso. Gli insediamenti nei quali si ammucchia questa massa servile somigliano alla loro vita: sembrano delle gabbie, delle prigioni, delle caverne. Ma contrariamente agli schiavi o ai prigionieri, gli oppressi moderni devono pagare la loro gabbia. L’oppressione si modernizza estendendo ovunque forme di mistificazione che consentono di occultare la nostra condizione di schiavi. Il mio ottimismo si basa sulla certezza che questa civiltà sta per crollare. Il mio pessimismo su tutto quello che fa per trascinarci nel suo vortice. Mostrare la realtà così com’è veramente, e non come viene presentata dal potere, costituisce la sovversione più autentica. Solo la verità è rivoluzionaria.”

(Jean-François Brient)

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“L’infelicità del mondo può essere spiegata molto semplicemente: tutti sono stati forgiati, modellati, plasmati da altri e nessuno si è mai curato di scoprire cosa avrebbe dovuto essere se avesse seguito la propria natura. Nessuno ha dato nemmeno una possibilità all’esistenza. Nel momento stesso in cui un bambino nasce si comincia a guastarlo, con tutte le buone intenzioni, è ovvio. Nessun genitore lo fa consciamente; è stato condizionato a sua volta e ripete lo stesso schema con i figli perchè non conosce altro. Un bambino disobbediente viene sgridato in continuazione, mentre il bambino obbediente viene continuamente elogiato: lo ricompensiamo per essere finto. Chi è fasullo viene accettato, perchè si integra perfettamente in una società finta. Ma avete mai sentito di un bambino obbediente che sia diventato famoso a livello mondiale per la sua creatività? Avete mai sentito di un bambino obbediente che abbia conseguito il Nobel in qualsiasi campo: letteratura, pace, scienza? Il bambino obbediente diventa semplicemente parte della massa. Tutto ciò che viene aggiunto all’esistenza viene aggiunto dai disobbedienti.”

(Osho)

“Questo è quanto accade oggi nel mondo; l’uomo non è più importante: sono divenuti importanti i sistemi, le idee. L’uomo non ha più alcun significato. Possiamo distruggere milioni di persone pur di giungere a un risultato, e il risultato è giustificato dalle idee; abbiamo un magnifico castello di idee per giustificare il male. La società usa gli esseri umani come mezzo per sopravvivere ed è diventata più importante dell’umanità stessa. La cultura, la civiltà, la chiesa, erano state create per servire l’uomo, ma ora è l’uomo che esiste per queste istituzioni.”

(J. Krishnamurti)

“La società ti ha ipnotizzato; ha ottuso i tuoi sensi, ti ha avvelenato. Ha bisogno di macchine abili ed efficienti; non vuole esseri umani: ti ha ridotto a una macchina. Tu sei un ottimo impiegato, un bravo soldato, un abile capostazione o un preciso burocrate: sei stato ridotto a qualcosa di utile, sei una merce. La società non vuole la tua intelligenza, la tua consapevolezza; ha bisogno di persone efficienti, ma prive di intelligenza; permette l’esistenza dell’intelligenza solo in funzione dell’efficienza, ma non permette mai alla tua intelligenza di crescere fino al massimo delle sue potenzialità; in quel caso sarebbe così ribelle, così rivoluzionaria da infiammare gli animi! E la società è così marcia che non può permettere l’esistenza di un simile fuoco nelle persone, non può concedere tanta libertà alla gente. Ha bisogno di persone morte, ottuse e prive di intelligenza, solo così potranno continuare a lavorare per favorire gli interessi di altri: dei preti, dei politici! La società ha bisogno di milioni di schiavi. E tu devi ribellarti contro questo stato di cose. Sii autentico, sii sincero con te stesso! Dichiara la tua verità, qualsiasi sia il prezzo da pagare. Perfino se la vita diventa un rischio, rischia; poichè la verità è di gran lunga più preziosa di qualsiasi cosa: la verità è la vita reale. Rischia ogni cosa, ma sii autentico! Qualsiasi cosa sei rispettala! Non permettere a nessuno di manipolarti, non permettere a nessuno di renderti schiavo. L’uomo che si rispetta è autentico; non può scendere a compromessi: preferirà morire, ma resterà fedele alla sua verità. Rischia tutto ciò che hai, poichè tu non possiedi nulla; credi solo di possedere: in realtà tu sei un nulla. Qualsiasi cosa tu abbia fatto finora, e tutto ciò che stai facendo è futile; lascia che questo sedimenti nel tuo cuore il più profondamente possibile. Il denaro non sarà d’aiuto, la fama non servirà, il potere sarà del tutto inutile: la morte verrà e tutto ciò ti verrà portato via. E cosa importa quanto denaro avrai accumulato? Nel mondo, la sola cosa reale è quanto essere hai conseguito.”

(Osho)

“La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale.”

(Aldous Huxley)

“Noi non vediamo mai ciò che è: vediamo sempre i nostri sogni proiettati su ciò che è. Imponiamo i nostri sogni alla realtà. La mente che sogna crea intorno a sè un mondo che non è reale. È ciò che si intende per “maya”, illusione. Dicendo “illusione” non si intende che il mondo non è. È, ma è un’illusione il modo in cui noi lo vediamo. Ciò che vediamo non esiste. Ognuno proietta se stesso. Noi creiamo un mondo intorno a noi, e ciascuno vive nel suo mondo; vi sono tanti mondi quante sono le persone che sognano. Io non sono lo stesso per ciascuno di voi; ciascuno di voi proietta su di me qualcosa d’altro. Ma io sono uno solo, per quanto mi riguarda. Questa è una sorta di sonno. Hai intorno a te un recinto di proiezioni, idee, nozioni, concezioni, interpretazioni. Sei un proiettore che continua a funzionare, a proiettare cose che non esistono se non dentro di te, e il tutto diventa uno schermo. Perciò non puoi mai essere cosciente, da solo, che sei immerso in un sonno profondo. Quando qualcuno è destato, non è che il mondo reale scompaia, ma scompare completamente solo il mondo che egli conosceva prima del suo risveglio. Al suo posto viene un mondo completamente nuovo, un mondo oggettivo. La colorazione, la forma che tu gli avevi dato, tutti i significati e le interpretazioni che gli avevi conferito secondo la tua mente che sognava, ora non sono più.”

(Osho)

“Tu hai due centri. Un centro tuo, che ti è dato dall’esistenza stessa: questo è il sè. E l’altro creato dalla società: questo è l’ego. È una cosa falsa ed è in se stesso un grandissimo stratagemma. Attraverso di esso la società ti controlla: devi comportarti in un certo modo, perchè solo in questo caso la società ti apprezza. Devi camminare in un certo modo; devi ridere in un certo modo; devi assumere un certo comportamento, avere una morale, un codice. Solo così la società ti apprezzerà, e se ciò non accade, il tuo ego ne sarà sconvolto. E quando l’ego viene scosso, tu non sai più chi sei. Gli altri ti hanno dato quell’idea. Tu prendi dagli altri l’idea di chi sei, non è un’esperienza diretta. Quell’idea è l’ego. Il reale può essere conosciuto solo attraverso il falso, quindi l’ego è necessario. Bisogna passarci attraverso. È una disciplina. Il reale può essere conosciuto solo attraverso l’illusione. Non potete conoscere la verità direttamente. Prima dovete conoscere ciò che non è vero. Prima dovete scontrarvi con il falso: questo incontro, vi aiuterà a conoscere la verità. Se conoscete il falso in quanto tale, la verità sorgerà in voi.”

(Osho)

“Noi non siamo normali e naturali; siamo completamente anormali, malsani, realmente pazzi. Ma poichè tutti sono come noi, non ce ne accorgiamo mai. La pazzia è normale a tal punto che essere sani può sembrare anormale.”

(Osho)

“Gli uomini non sono schiavi del fato, ma solo delle loro menti.”

(Theodore Roosvelt)

“In alcune zone dell’India c’è gente che adora la carne di cane. Altre persone, invece, se venissero a sapere che quella che hanno nel piatto è una bistecca di cane, si sentirebbero male. Perchè? Condizionamento diverso, programmazione diversa. Gli induisti si sentirebbero male se venissero a sapere di aver mangiato del manzo, ma agli americani piace molto. Voi chiedete: “Ma perchè non mangiano la carne bovina?”. Per la stessa ragione per cui voi non mangereste il vostro cagnolino. Stessa ragione. La vacca, per il contadino indiano, rappresenta ciò che rappresenta per voi il vostro cagnolino. Non vuole mangiarla. […] Nel mio paese, molti uomini crescono nella convinzione che le donne siano bestiame. “L’ho sposata” dicono. “È mia proprietà”. Sono da biasimare, questi uomini? Non lo sono. Nello stesso modo in cui altrettanti americani non sono da biasimare per il modo in cui vedono i russi. Semplicemente, i loro occhiali, o la loro percezione, sono stati tinti di un certo colore, e quel colore è il filtro attraverso cui guardano al mondo.”

(Anthony de Mello)

“La maggior parte degli uomini è schiava di antichi tabù, retaggi ereditari e condizionamenti ambientali; essa è dominata dal pensiero, dal modo di vivere e di agire degli altri, nonchè dalle proprie emozioni e sentimenti. Pur non avendo alcun controllo su di sè e sulla propria vita, ribatte indignata: “Io faccio quello che voglio, agisco come mi pare e piace…” senza però spiegare da cosa ha avuto origine il suo “quel che voglio”. Quanti pochi sono i pensieri e le azioni originali di un uomo medio! La triste realtà è che la maggior parte degli individui non è che il prodotto, il riflesso di altre personalità infinitamente più forti; il problema principale consiste nel fatto che questi individui non si rendono conto di possedere, oltre al “Me”, quel qualcosa chiamato “Io” che, se lasciato inattivo, si atrofizza e perde di forza.”

(Kybalion)

“Sembra che nella vita continuiamo a vedere le stesse cose allo stesso modo perchè siamo stati condizionati a continuare a cercare le stesse cose. Dobbiamo pensare e usare il nostro cervello in modi nuovi piuttosto che affidarci all’intrattenimento, ai media o all’ambiente perchè ci spingano a pensare in determinati modi prevedibili. Pensare in modi prevedibili non richiede nè volontà nè sforzo, soltanto reazioni di routine che ci consentono di essere pigri. Le reti neurali cablate sono programmi automatici; una volta attivate, richiedono poco o nessuno sforzo cosciente per mantenerle in funzione. Analogamente, una volta attivati, i programmi automatici richiedono un enorme sforzo e forza di volontà coscienti per essere spenti, ammesso addirittura che sia possibile. La capacità di indurre il cervello a rinunciare al suo abituale cablaggio interno per accendersi in nuovi schemi e combinazioni è il modo in cui la neuroplasticità ci consente di cambiare. Proprio come nel’esempio della figura, evadere da un’abitudine di pensiero, azione, sensazione, percezione, o comportamento è quanto vi permette di vedere il mondo e voi stessi in modo diverso. Avete trasformato la vostra mente alterando lo schema di attivazione tipico del cervello e in tal modo anche chi voi siete è cambiato. Quello che pensiamo e l’energia o intensità di questi pensieri ha una diretta influenza sulla nostra salute, sulle scelte che facciamo, e in ultima analisi sulla qualità della nostra vita. Quello a cui pensiamo ripetutamente e ciò su cui focalizziamo la nostra attenzione è quello che neurologicamente diventiamo. Le neuroscienze sostengono che noi possiamo modellare e plasmare la struttura neurologica del sè attraverso l’attenzione ripetuta che concediamo a ogni cosa. I pensieri consci ripetuti abbastanza spesso, diventano pensiero inconscio e influenzano direttamente la nostra vita. Essi producono modelli di comportamento automatici, acquisiti, che sono quasi involontari. Questi schemi comportamentali sono abitudini, e diventano connessioni neurologiche cablate nel cervello. Per spezzare il ciclo di un processo di pensiero che è diventato inconscio, sono necessari consapevolezza e sforzo. Innanzitutto, dobbiamo uscire dalle nostre routine in modo da poter osservare la nostra vita. Attraverso la contemplazione e l’autoriflessione, possiamo diventare consapevoli dei copioni inconsci che seguiamo. Così facendo, interrompiamo neurologicamente i pensieri che si erano trasformati in circuiti cerebrali fissi. Abbiamo il potere di alterare il nostro cervello, il nostro comportamento, la nostra personalità e in ultima analisi la nostra realtà, di gran lunga superiore a quanto una volta si ritenesse possibile. La nostra capacità neuroplastica (ossia la capacità di modificare i circuiti neurali e crearne di nuovi) è corrispondente alla nostra capacità di cambiare la percezione del mondo che ci circonda; ovvero, la nostra realtà. Per poter realizzare quest’impresa, dobbiamo cambiare il modo in cui il cervello funziona automaticamente e abitualmente. “

(Joe Dispenza)

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“In politica non importa ciò che è reale; importa ciò che agli sprovveduti appare reale. E ciò che appare reale lo creano i media e gli sprovveduti ci credono.”

(Frederick Forsyth)

“Essere schiavo significa essere costretto a lavorare per qualcun altro, proprio come essere padrone significa vivere sul lavoro di qualcun altro. Nell’antichità gli schiavi erano chiamati in tutta onestà “schiavi”. Nel Medioevo presero il nome di “servi”; oggi essi vengono chiamati “salariati”. La condizione di quest’ultima classe comporta molta più dignità ed è meno dura di quella degli schiavi, ma nondimeno essi sono costretti, sia dalla fame sia dalle istituzioni sociali e politiche, a mantenere altra gente in completo o relativo ozio attraverso il loro eccessivo e faticoso lavoro. Di conseguenza, sono schiavi. Secondo la legge il popolo è sovrano, ma non nei fatti. Il singolo lavoratore è troppo oppresso dalla sua fatica e dalle sue preoccupazioni quotidiane per trovare il tempo necessario alla propria istruzione. Poichè è necessariamente occupato nel lavoro quotidiano che non lascia tempo libero, e quindi, se non totalmente ignorante, ha una cultura nettamente inferiore a quella della classe media e proprietaria, esso è costretto a lasciare la pretesa sovranità nelle mani della classe media. Questa finzione di un governo pseudo-rappresentativo serve a dissimulare il dominio sulle masse da parte di un pugno di individui privilegiati, un’elite eletta da orde popolari che si ammassano senza sapere per chi o per che cosa votano. Un inganno tra i più dannosi poichè lo fa apparire come l’espressione della cosiddetta volontà popolare.”

(Michail Bakunin)

“Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni diviene facilmente il loro comandante; chi tenta di distruggere le loro illusioni è sempre la loro vittima.”

(Gustave Le Bon)

“L’intelletto, staccato dalla coscienza, può essere una maledizione piuttosto che una cosa utile.”

(Pitagora)

“Il tuo stesso sapere si frappone tra te e la realtà. Se vuoi vivere esperienze reali, devi creare spazio dentro di te. Se ti aggrappi a conclusioni, pregiudizi, idee, filosofie, non incontrerai mai la realtà, vivrai immerso nel regno della speculazione.”

(Osho)

“La religione, la politica, la società vi sfruttano e voi ne siete condizionati: venite spinti in una certa direzione. Non siete esseri umani; siete ingranaggi di una macchina. Soffrite pazientemente, sottomettendovi alla crudeltà dell’ambiente, quando voi, individualmente, avete la possibilità di cambiarlo. Siete consapevoli di essere condizionati? È questa la prima cosa da chiedersi, e non come liberarsi del condizionamento. Dovete mettere in dubbio tutto ciò che l’uomo ha accettato come prezioso, necessario. Per secoli siamo stati condizionati da nazionalità, casta, ceto, tradizione, religione, lingua, educazione, letteratura, arte, costumi, consuetudini, propaganda di ogni tipo, pressioni economiche, dal cibo che mangiamo, dal clima in cui viviamo, dalla nostra famiglia, i nostri amici, le nostre esperienze ogni forma di influenza che vi viene in mente e di conseguenza le nostre reazioni ad ogni problema sono condizionate. Molti di noi camminano nella vita disattenti, reagendo senza pensare, in conformità con l’ambiente in cui sono cresciuti, e simili reazioni generano solamente ulteriore schiavitù, ulteriore condizionamento, ma nel momento in cui presterete totale attenzione al vostro condizionamento vedrete che siete completamente liberi dal passato, che esso se ne scorre via naturalmente.”

(Jiddu Krishnamurti)

“L’uomo è dotato di ragione, tuttavia egli se ne serve soltanto per essere più bestia delle bestie stesse.”

(J.W. Goethe)

“L’uomo è un animale imitativo. La facoltà di imitazione, che rappresenta una parte così importante nella vita dei nostri cugini, le scimmie, è molto pronunciata anche nella razza umana. Molte delle persone che si offenderebbero a un simile paragone, provano un desiderio costante di imitare e seguire le azioni, i pensieri e l’aspetto di coloro che li circondano. Una spiccata individualità è molto più rara di quello che generalmente si crede. Infatti, chi mostra di avere un gusto e un modo di agire individuale, viene considerato dalla maggioranza un “eccentrico” che si evita perchè “fuori dell’ordinario”, a meno che non sia abbastanza forte da imporre le sue idee alla folla, che finirà per imitarlo. Viviamo in un’era di imitazione, malgrado la nostra pretesa d’individualità. La società attuale richiede che si indossi lo stesso tipo di abito, che si adotti lo stesso cappello, lo stesso modo di portare i capelli e l’identico colore della cravatta, se non si vuole essere considerati degli “eccentrici”. Le idee, come gli abiti, hanno la loro moda. Filosofie, teorie, scuole di pensiero e sistemi religiosi, vengono accettati perchè sono di moda. Perfino i nostri pensieri e le nostre opinioni sono, in gran parte, il risultato dei pensieri e delle opinioni altrui che noi accettiamo.”

(William Atkinson – Suggestione e Autosuggestione)

“Siamo dominati da tutto quello con cui si identifica il nostro Io. Possiamo dominare e controllare tutto quello da cui ci disidentifichiamo. L’errore comune che facciamo tutti è di idenificarci con qualche contenuto della nostra coscienza, piuttosto che con la coscienza stessa. Alcune persone si identificano con i loro sentimenti, altri con i loro pensieri, altri ancora con i loro ruoli sociali. Ma questa identificazione con una parte della personalità distrugge la libertà che deriva dall’esperienza dell’Io puro. Con l’esercizio della disidentificazione e identificazione si tratta di praticare la consapevolezza ed affermare: “Ho un corpo, ma non sono il mio corpo. Ho emozioni, ma non sono le mie emozioni. Ho un lavoro, ma non sono il mio lavoro, ecc”. L’introspezione sistematica può aiutare ad eliminare le parziali autoidentificazioni. Questa tecnica è vicina alla meditazione buddista vipassana nella quale uno solamente osserva i pensieri che passano, le sensazioni e le immagini. Porta all’affermazione che l’osservatore è diverso da chi osserva. Quindi lo stadio naturale che viene dopo la disidentificazone è una nuova identificazione con l’Io centrale. Io riconosco ed affermo: “Io sono un centro di pura autocoscienza. Io sono un centro di volontà, capace di comandare, dirigere e usare tutti i miei processi psicologici ed il mio corpo fisico.”

(Roberto Assagioli)

“I normali sono i più malati, e i malati sono i più sani. Suona spiritoso, ma è da prendere in modo del tutto serio: questa non è una formuletta divertente. L’uomo malato mostra che in lui determinati fenomeni umani non sono ancora del tutto repressi, e quindi entrano in conflitto con i modelli culturali, e attraverso ciò, attraverso questa “frizione”, producono sintomi. Il sintomo, esattamente come il dolore, è solo un segnale che qualche cosa non va. Fortunato colui che ha un sintomo. Come fortunato colui che ha un dolore quando gli manca qualche cosa. Lo sappiamo bene: se l’uomo non provasse dolore, si troverebbe in una condizione molto pericolosa. Ma moltissimi uomini, ossia i “normali”, sono così conformisti, hanno abbandonato tutto ciò che è loro più proprio, sono così alienati, strumentalizzati, robotizzati che già non riescono più a provare nessun conflitto. Ciò significa che il loro veri sentimenti, il loro amore, il loro odio, tutto ciò insomma è così represso, o addirittura così atrofizzato, che costituiscono già il ritratto di una cronica, leggera, schizofrenia. Quest’uomo viene influenzato dal suo ambiente, nel senso della struttura della società in cui egli vive, la quale ha una tendenza: ossia quella di modellare le sue energie psichiche in modo tale che l’uomo faccia volentieri quello che in realtà deve fare, affinché questa società possa continuare ad esistere nelle sue forme speciali.”

(Erich Fromm)

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“Tutti i sistemi di credenze non sono altro che un processo di condizionamento. Credenza significa che non sai, eppure credi, invece il mio impegno è nel far sì che tu non creda mai a meno che tu non sappia, non conosca veramente. Quando conosci, la questione del credere non si pone nemmeno: lo sai! Io distruggo tutti i sistemi di credenze e non vi do niente con cui sostituirli. Il mio lavoro è decondizionare la gente, deprogrammarla. Questo è uno dei miei capisaldi fondamentali: la via verso la verità non è basata sul credere, ma sul dubbio. Non la fede, ma l’indagine, la ricerca. Io sono libero, privo di qualsiasi gabbia, nulla che mi imprigioni. E voglio distruggere tutte le vostre gabbie, in modo che possiate spaziare in un cielo sconfinato.”

(Osho)

“I politici ed i preti hanno sempre cospirato tra loro. A loro interessa solo che ogni essere umano rimanga una pecora. Solo così possono proclamarsi pastori e leader. Gli antichi romani pensavano di aver raggiunto il culmine della civiltà… e con cosa si divertivano? Dando i cristiani in pasto ai leoni affamati. E perchè erano contro il cristianesimo? Perchè all’inizio il cristianesimo era strano; Gesù dava fastidio, quindi lo crocifissero. E dopo Gesù i suoi apostoli cominciarono a scendere a compromessi con la società e – che coincidenza! – fu crocifisso per ordine dell’imperatore di Roma e più tardi Roma divenne la capitale mondiale del cristianesimo. Ora nessuno è contro i cristiani, perchè sono cristiani solo di nome. Una religione della domenica mattina, in questo consiste tutta la loro religione e la loro chiesa non è altro che un club dove vanno a spettegolare. E nessuno ascolta ciò che dice il prete, non c’è niente da ascoltare, non fa che ripetere di continuo lo stesso sermone, ma può farlo perchè nessuno ascolta! Le persone che vanno in chiesa non sono di alcun disturbo alla società: è la loro società! Le religioni hanno parlato di pace mentre combattevano e uccidevano, assassinavano, bruciavano viva la gente. I cristiani hanno ucciso, i musulmani hanno ucciso, gli hindu hanno ucciso. Tutte le religioni del passato hanno sfruttato l’uomo attraverso la paura dell’inferno e la brama del paradiso e tutte hanno mantenuto l’umanità ritardata, dipendente da dio – un grande papà, lassù nel cielo, che si prende cura di te… che è la semplice proiezione psicologica di un bambino e che non ha alcun fondamento nella realtà – questo ha reso l’uomo irresponsabile, gli ha impedito di sviluppare la sua intelligenza. La società di oggi è ritardata, la sua età mentale è al di sotto dei tredici anni, è peggio che addormentata. Cosa vuoi aspettarti da un uomo di settant’anni che ha l’intelligenza limitata di un ragazzo di tredici? Questo è sonno. Ciò di cui il cieco ha bisogno non è un prete, ma un dottore; non un insegnante, ma un chirurgo che possa guarire i suoi occhi. La questione non è dargli una definizione della luce, ma dargli occhi per vedere. Invece i preti hanno impedito alla gente di vedere, perchè continuano a fornire ai ciechi definizioni della luce.”

(Osho)

“Il bambino nasce filosofo, pone domande, ascolta, elabora risposte; poi arriva l’adulto con i suoi: “non puoi capire”, “è così e basta”, “quando crescerai capirai”, “ascolta quello che dico perchè sono più grande”, “zitto quando parlano i grandi”, “è così, è sempre stato così”, “il tuo lavoro è andare bene a scuola”. Piano piano spegne la fiamma e il bambino vivo diventa un adulto morto.”

(Egon Schiele)

“La televisione riflette quelli che la creano e trasforma tutti gli altri; la sua funzione politica consiste nell’addomesticare le masse, nell’addormentare le capacità di giudizio e il gusto delle idee. La televisione è la catena degli schiavi alla quale è legata l’odierna umanità.”

(Hans-Georg Gadamer)

“Siamo prigionieri della nostra programmazione culturale. La cultura è un’allucinazione di massa, e quando fai un passo al di fuori di essa ti rendi conto di quello che è.”

(Terence McKenna)

“È Maya, il velo ingannatore, che avvolge il volto dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra, che egli prende per un serpente.”

(Arthur Schopenhauer)

“Un governo del terrore funziona nel complesso meno bene del governo che, con mezzi non-violenti, manipola l’ambiente, i pensieri e i sentimenti dei singoli, uomini donne e bambini.”

(Aldous Huxley)

“Prima di essere contaminati dalla cosiddetta educazione, molti bambini sono in contatto con l’inconoscibile: e lo dimostrano in tanti modi. Ma presto l’ambiente incomincia a richiudersi su di loro, e crescendo sono destinati a perdere quella luce, quella bellezza che non si trova in nessun libro e non si impara in nessuna scuola. Una mente ben disciplinata non è una mente libera, ed è soltanto nella libertà che si può fare qualche scoperta. Quando la mente, sede dell’io, assume il controllo, offusca la luce, lo splendore e la meraviglia della realtà. Solo quando la mente si troverà in uno stato di assoluto silenzio ci sarà quella libertà attraverso cui il reale potrà finalmente essere e rivelarsi.”

(J. Krishnamurti)

“L’abitudine a credere, è la causa principale per cui la ragione umana è distolta dal percepire ciò che di per sè è evidente.”

(Aristotele)

“Appena nasci ti fanno sentire piccolo
togliendoti tutto il tempo, invece di dartene
finché il tuo dolore si fa così grande che non senti più nulla
ti feriscono a casa, ti colpiscono a scuola
ti odiano se sei intelligente e ti disprezzano se sei stupido
finché diventi così dannatamente pazzo
che non riesci a seguire le loro regole
dopo averti torturato e terrorizzato per venti assurdi anni
si aspettano che intraprendi una carriera
bisogna essere un eroe della classe operaia
bisogna essere un eroe della classe operaia
quando in realtà sei così pieno di paure che non puoi ingranare
ti tengono drogato con la religione, il sesso e la TV
e pensi di essere così intelligente
di non appartenere a nessuna classe e di essere libero
ma resti dannatamente zotico, per come la vedo io
e continuano a dirti che in cima c’è posto
ma prima devi imparare ad uccidere sorridendo
se vuoi gareggiare con la gente in alto.”

(John Lennon – Working Class Hero)

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“La dittatura perfetta avrebbe le apparenze della democrazia, una prigione senza muri da dove i prigionieri non si sognerebbero di evadere. Un sistema di schiavitù dove, grazie al sistema di consumo e intrattenimento, gli schiavi ameranno la loro servitù. Man mano che la libertà politica ed economica diminuisce, la libertà sessuale ha tendenza ad accrescersi a titolo di compenso. E il dittatore sarà bene accorto a incoraggiare questa libertà. Aggiungendosi al diritto di sognare sotto l’influenza della droga, del cinema, della radio, essa contribuirà a riconciliare costoro con la schiavitù che è il loro destino.”

(Aldous Huxley – Il Mondo Nuovo)

“La televisione è per sua natura il dominatore per eccellenza. Controllo, uniformità e ripetibilità dei contenuti, la rende inevitabilmente uno strumento di coercizione, lavaggio del cervello e manipolazione. La televisione induce uno stato di trance negli spettatori che rappresenta la condizione primaria per effettuare il lavaggio del cervello.”

(Terence McKenna)

“Recuperate la vostra mente e liberatela dalle mani degli ingegneri culturali che vogliono trasformarvi in idioti consumatori di tutta questa spazzatura che viene prodotta dalle ossa di un mondo morente.”

(Terence McKenna)

“I governanti di uno stato del genere esercitano un potere assoluto, possono riplasmare la realtà a loro piacimento. Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l’eresia delle eresie. Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi se l’aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro. In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?”

(George Orwell – 1984)

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono.”

(Malcolm X)

“L’intera educazione occidentale implica lo sviluppo dell’ego in nome dell’individualità. Si tratta di un inganno assoluto, in quanto l’individualità è un fenomeno totalmente diverso e non ha nulla a che vedere con l’io. In realtà, più sei egocentrico, minore sarà la tua individualità. Se sei totalmente cristallizzato in quanto “io”, non avrai in te alcuno spazio per un’individualità. A causa dell’io vivi chiuso nella prigione dell’ego, il solo piacere che hai è trovare qualche occasione per dimenticartene: ti ubriachi, e le tue catene scompaiono; oppure usi il sesso, o le droghe, o qualsiasi altra cosa per toglierti un po’ di dosso quella corazza tanto stretta, per non sentire più quel peso sulle spalle. Questo è il solo piacere che conosci nella vita: attimi in cui riesci a scordarti di te stesso. L’ego ha paura di piegarsi, l’individualità no perchè ad ogni occasione si sente arricchita: non perde mai nulla, acquisisce sempre qualcosa. L’Occidente è stato ingannato dalle sue religioni, dai suoi educatori, dai suoi politicanti che hanno spinto a credere che “l’ego è la tua individualità, pertanto devi rafforzare il tuo io”. Certamente è utile nel mondo degli affari: aiuta a lottare, a competere senza pietà. Si tratta di una conclusione ovvia: devi competere in un mondo in cui esistono migliaia di altre persone tutte in lotta per gli stessi oggetti, per conquistare gli stessi obiettivi. In un simile ambiente non puoi essere sincero, non puoi essere gentile e, soprattutto, non puoi non essere violento. Quando il gioco si fonda sulla competizione, devi essere astuto, furbo, intrigante, perchè tutti gli altri lo sono: devi esserlo più di loro, altrimenti verrai sconfitto. Se vuoi essere più ricco, dovrai lottare con le unghie e con i denti, non hai un attimo per pensare ai mezzi e ai fini: non ha alcuna importanza quali mezzi userai per raggiungere queste mete. E realizzarle non è altro che consolidare il tuo ego: “Sono superiore a chiunque altro; sono il migliore di tutti. Sono il primo, tutti gli altri sono sotto di me”. L’Oriente conosce un’altra dimensione; nella sua tradizione si conosce una via di conquista, o meglio di realizzazione, che nulla ha a che vedere con il mondo esterno, con la sfera degli oggetti, con gli altri: non si tratta, infatti, di conquistare gli altri, bensì se stessi; non si tratta di conquistare oggetti o mete esteriori, bensì il proprio essere. In Oriente ci si saluta congiungendo le mani all’altezza del cuore, in Occidente ci si stringe la mano: vedi la differenza? In Oriente è come se dicessi:”Mi inchino alla divinità che è in te”. Quando stringi la mano, invece, ti accerti che la mano destra non stringa un’arma: “Non sono tuo nemico”, questo è il massimo che un simile gesto di saluto può implicare; infatti, la mano destra in passato poteva stringere un’arma, offrirla all’altro serviva solo ad eliminare ogni sospetto: è questa l’origine della stretta di mano.”

(Osho)

“La sicurezza della società sta nell’abitudine e nell’istinto incosciente, e la base della stabilità della società è l’assenza completa di qualsiasi tipo di intelligenza tra i suoi membri. La grande maggioranza delle persone che è pienamente consapevole di questo, si allinea naturalmente dalla parte di quello splendido sistema che la eleva alla dignità di macchine, e infierisce così selvaggiamente contro l’intrusione della facoltà intellettuale in qualsiasi questione che riguardi la vita, da far venire la tentazione di definire l’uomo come un animale razionale che perde sempre la sua calma quando è chiamato ad agire in accordo con i dettati della ragione.”

(Oscar Wilde)

“Non sono io il pagliaccio, ma lo è questa società mostruosamente cinica e così ingenuamente incosciente che gioca a fingere di essere seria per meglio nascondere la propria follia.”

(Salvador Dalì)

“La Tv è il più grande fattore di controllo degli atteggiamenti della gente. L’opinione prevalente del mondo visto dagli scrittori, produttori e controllori delle aziende televisive è diventata la “norma” accettata con cui lo spettatore inevitabilmente si confronta. Naturalmente il mondo presentato in Tv ha poco o nulla di reale, e di conseguenza lo spettatore è lasciato non solo con una sensazione di fallimento, ma anche di noia rispetto al mondo “perfetto” sullo schermo. Le persone sono costantemente bersagliate attraverso la pubblicità e altre forme di propaganda da un uso sottile della seduzione subliminale. A causa della natura artificiale della vicenda, il risultato è inevitabilmente la frustrazione e la depressione. I valori di “giusto” e “sbagliato” promulgati dai mass media sono naueseanti: se fai “questo” non puoi fare “quello”, se pensi “questo” non puoi pensare “quello”. È un sistema che distrugge l’individuo, distrugge la capacità di pensare, di mettere in discussione, distrugge la volontà di vivere in base a ciò che sei veramente e non in base a quello che essi dicono che sei.”

(Neil Andrew Megson)

“Ogni giorno, ognuno di noi viene bombardato da migliaia di messaggi provenienti da varie fonti mediatiche che plasmano il nostro modo di pensare. Se non siete pienamente consapevoli dello scopo che si ciela dietro i cartelloni pubblicitari e la pubblicità alla televisione e sulla carta stampata, entrerete rapidamente a far parte dell'”opinione pubblica”.”

(Kevin Hogan)

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“Siamo ingabbiati in un’immagine, in una messinscena. La cosa triste è che le persone sono molto abituate alla propria immagine, crescono attaccate alle proprie maschere, amano le proprie catene, si dimenticano chi sono in realtà, e se cerchi di ricordarglielo loro ti odiano. Come se tu stessi per carpirgli le loro proprietà più preziose. Le persone provano un senso di impotenza e vulnerabilità di fronte alla realtà. Non hanno nessun controllo effettivo su ciò che accade o sulle proprie vite. Anzi, sono loro stesse a essere controllate; non riescono ad andare oltre il proprio televisore. La gente fa resistenza alla libertà perché ha paura dell’Ignoto. Ma è un fatto curioso: l’ignoto una volta era ben noto, è la dimensione a cui appartengono le nostre anime.”

(Jim Morrison)

“La società non si autogoverna, ma è gestita dall’esterno attraverso strumenti sempre più evoluti (psicologici ed elettronici) per il controllo e la repressione, capaci di gestire un ampio e turbolento malcontento. Il recente progresso tecnologico aumenta sempre di più il divario tra il vertice e la base della piramide sociale, dando al primo un ampio spettro di mezzi per un controllo centralizzato dell’opinione pubblica.”

(Marco Della Luna – Neuroschiavi)

“Il sogno di essere padroni assoluti delle nostre esistenze, ha avuto fine quando abbiamo cominciato ad aprire gli occhi, e a renderci conto che siamo tutti divenuti ingranaggi della macchina burocratica, e che i nostri pensieri, i nostri sentimenti e i nostri gusti sono manipolati dai governi, dall’industria e dai mezzi di comunicazione di massa controllati dagli uni e dall’altra. Chiunque si soffermi a riflettere su quanto s’è detto, si renderà conto delle macchinazioni della propaganda, dei metodi cui si fa ricorso per togliere di mezzo il giudizio critico, di come la mente, mediante il ricorso a clichés, venga addormentata e sottomessa, di come la gente sia resa ottusa per renderla dipendente e farle perdere la capacità di prestar fede ai propri occhi e alla propria capacità di giudizio. Si è così resi ciechi alla realtà dalla finzione in cui si crede. Gran parte di noi sono come sospesi tra veglia e sonno, inconsapevoli che gran parte di ciò che ritengono vero e di per sé evidente non è che illusione frutto dell’influenza suggestiva dell’universo sociale in cui si vive. La conoscenza, pertanto, ha inizio con la demolizione delle illusioni, con la de-lusione. Conoscere significa penetrare sotto la superficie, allo scopo di giungere alle radici, e pertanto alle cause; conoscere significa “vedere” la realtà senza paludamenti. Conoscere non significa essere in possesso della verità, bensì andare sotto lo strato esterno e tentare, criticamente e attivamente, di avvicinarsi sempre di più alla verità.”

(Erich Fromm – Avere o Essere?)

“La stampa unifica e rinvigorisce le conversazioni. Ogni mattina i giornali forniscono al proprio pubblico le conversazioni del giorno; questa crescente somiglianza di conversazioni simultanee in un sempre più vasto dominio geografico è una delle più importanti caratteristiche del nostro tempo. I giornali hanno unificato nello spazio e diversificato nel tempo le conversazioni degli individui. Anche coloro che non leggono giornali, parlando con quelli che lo fanno, sono costretti a seguire il solco tracciato dai pensieri presi in prestito di quelli.”

(Gustave Le Bon)

“Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare. Il sistema è ideato affinchè pochi tecnocrati controllino tutti gli schieramenti in competizione alle elezioni. Il popolo ignaro di questo, grazie al silenzio complice dei media, vota con l’illusione di essere lui a scegliere qualcosa.”

(Mark Twain)

“In tutto il mondo sono stati fatti tentativi per creare una società armoniosa, ma sono tutti falliti per il semplice motivo che nessuno si è preoccupato del perché non lo sia da sé, in modo naturale. Non lo è perché ogni individuo al suo interno è diviso, e la sua divisione si proietta nella società. E senza dissolvere le divisioni all’interno dell’individuo, sarà impossibile realizzare l’utopia e creare una società umana armoniosa. Per cui l’unica via all’utopia è questa: la tua consapevolezza deve crescere e l’inconsapevolezza diminuire, fino ad arrivare a un momento in cui nella tua vita non resti nulla di inconscio.”

(Osho)

“Il dramma dell’uomo è che crede in quel che ‘vede’ e non in quel che ‘sente’.”

(Giuliana Conforto)

“Se sono come tutti gli altri, se non ho sentimenti o pensieri che mi rendano differente, se mi adatto e accetto i costumi, l’abbigliamento, le idee, lo schema comportamentale di gruppo, allora sono salvo; salvo dalla terribile esperienza della solitudine. I sistemi dittatoriali utilizzano la minaccia e il terrore per indurre questo conformismo, i paesi democratici utilizzano la suggestione e la propaganda.”

(Erich Fromm)

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“La struttura socio-economica di una società plasma il carattere sociale dei suoi membri in modo tale che essi desiderano fare ciò che DEVONO fare.”

(Erich Fromm)

“La maggior parte delle persone non crede nella verità, ma in ciò che desidera sia la verità. Per quanto questa gente possa tenere gli occhi bene aperti, in realtà non vede niente.”

(Haruki Murakami)

“La vostra società vi insegna a essere ciechi, perché la società ha bisogno di persone cieche: sono ottimi schiavi perché dipendono sempre dai capi, dai politici, dai preti; si tratta di persone utilissime, che non creano mai problemi. Non sono mai ribelli; sono obbedienti, sempre pronte a sottomettersi a ogni tipo di assurdità.”

(Osho)

“Le tue convinzioni vengono dalla mentalità sociale. Se osservi la tua mente, vedrai che tutto ciò che vi conservi e ritieni tuo non lo è. Tutto proviene da fonti diverse: genitori, insegnanti, preti, politici; sono gli altri ad averti dato quelle cose. Ma l’anima è sempre individuale: nessuno te la può dare. È già in te: va solo scoperta.”

(Osho)

“L’atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l’inizio della ragione.”

(Erich Fromm)

“A definire i tuoi limiti ci sono soltanto le tue convinzioni.”

“Le catene delle abitudini, che limitano la nostra libertà e bloccano la nostra crescita, sono generalmente troppo piccole per essere avvertite, sino a quando diventano troppo grandi per poter essere spezzate.”

(Samuel Johnson)

“La società dovunque cospira contro la maturazione di ciascuno dei suoi membri. La società è come una compagnia i cui soci hanno concordato che al fine di meglio assicurare il pane a ciascun azionista, colui che lo mangia rinuncia però a libertà e cultura. La virtù più ricercata è il conformismo. La fiducia in se stessi ne è la piena antitesi. Il conformismo non ama le realtà vere, né gli spiriti creativi, ma solo nomi e consuetudini.”

(Ralph W. Emerson)

“Massa è tutto ciò che non valuta se stesso, né in bene né in male, mediante ragioni speciali, ma che si sente “come tutto il mondo”, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri.”

(José Ortega y Gasset)

“L’ultima grande battaglia non sarà combattuta in un campo, ma nella mente degli uomini.”

(Richard Thomas Gerber)

“La gente è così addormentata che se ti limiti a parlare, ascolteranno ma, al tempo stesso, non sentiranno nulla. Ascoltano, ma non sentono. Anche se ascoltano, interpretano te e le tue parole a modo loro: le coloreranno con il loro significato. La gente è così addormentata che deve essere colpita da situazioni reali, solo allora qualcosa può penetrare nelle loro testi pesanti, ottuse, spesse, insensibili e poco intelligenti.”

(Osho)

“Il cinema degli Usa è deciso dalla politica. Sullo schermo i nemici sono i giapponesi, i cinesi, i “negri”, i messicani, perfino i francesi, poiché si sono opposti alla guerra in Iraq. Tutto il cinema americano è contro “l’altro” e questo è l’effetto che produce nella mente del pubblico mondiale. È un cinema che non è semplice, non è sincero. È un cinema che si realizza in una grande stanza piena di computer, specialisti di ogni tipo, gente che ha studiato l’induzione psicologica che modificano gli elementi della realtà in funzione di quello che ci vogliono far vedere.”

(Alejandro Jodorowsky)

“Viviamo in un mondo materialista costruito sul furto, la competizione, lo sfruttamento, l’egoismo… tutto è predisposto per impedire alla coscienza di svilupparsi, perchè la coscienza disturba, confonde. Il sistema scolastico mantiene i bambini a un livello distante dalla presa di coscienza, un livello che impedisce al mondo di cambiare. Esiste una evidente cospirazione che tende a mantenere il mondo così com’è, su fondamenta prive di morale. A sessant’anni, al tramonto della vita, gettiamo gli esseri umani nella pattumiera della società. Li abbiamo abituati da sempre a quest’idea e, accettandola, gli individui vivono accompagnati dall’angoscia di raggiungere questa età critica. Ci troviamo all’interno di una società criminale che distrugge l’essere: la cospirazione contro il risveglio.”

(Alejandro Jodorowsky)

“Nella nostra epoca tutto è menzogna. Fingi di amare, di essere arrabbiato; continui a fingere finché ti dimentichi se stai recitando o se c’è qualcosa di vero. Non dici mai che cosa senti dentro di te; non lo esprimi mai. Continui a esprimere cose che non esistono. Osservati e te ne accorgerai. Dici qualcosa, ma ciò che senti è diverso. In realtà volevi esprimere l’esatto contrario, ma se dici la verità diventerai un disadattato, perché in una società completamente falsa puoi esistere solo se sei falso. Più ti adatti e più sarai falso, perché se vuoi essere sincero ti sentirai disadattato.”

(Osho)

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“Quando un’anima nasce in questo paese le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti.”

(James Joyce)

“Una persona può dirsi realizzata quando essa è ciò che realmente è, e non quello che la famiglia, la società o la cultura vogliono che sia.”

(Alejandro Jodorowsky)

“Siamo esseri ammaestrati da una cultura che formatta il nostro cervello. Dobbiamo lottare contro questa imposizione per essere noi stessi. Siamo abituati a vivere in un mondo lineare, all’interno di un’architettura cubica e razionale, e per questo, a un dato momento, siamo costretti a rompere le limitazioni. Spesso non possiamo farlo, proprio perchè siamo prigionieri dentro la nostra mente. L’ideale è pensare senza nazionalità, senza definizione sessuale e senza essere deformati dal sistema solare. Sono molti a farsi trascinare dal film della vita. I più vogliono essere come gli altri e ciò li porta a essere morti mentre sono ancora in vita. Dobbiamo riuscire a trovare quello che ci distingue dagli altri per poter essere qualcosa. Tentando di assomigliare agli altri, ci trasformiamo in zombi.”

(Alejandro Jodorowsky)

“Gli uccelli nati in gabbia pensano che volare sia una malattia.”

(Alejandro Jodorowsky)

“Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico, controllato dall’usurocrazia mondiale, è indirizzato a mantenere l’ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi.”

(Ezra Pound)

“Il giudizio degli altri è una prigione con sbarre tenute insieme dalle nostre paure.”

(Simona Barè Neighbors)

“Ti dicono di essere onesto, e per tutta la vita ti derubano. Ti ordinano di rispettare la legge, e la legge protegge il capitalista che ti rapina. Ti insegnano che non bisogna uccidere, mentre il governo impicca la gente, la manda sulla sedia elettrica o la massacra in guerra. Ti impongono di obbedire alla legge e al governo, anche se legge e governo sono sinonimi di rapina e omicidio.”

(Aleksandr Berkman)

“La pubblicità può essere descritta come la scienza di fermare l’intelligenza umana abbastanza a lungo da ricavarne denaro.”

(Stephen Leacock)

“Quasi tutte le persone sono altre persone. I loro pensieri sono le opinioni di qualcun altro, le loro passioni una citazione, le loro esistenze una parodia.”

(Oscar Wilde)

“La disgrazia più grande che ci possa capitare, non è un incidente nucleare. La bomba atomica può al massimo distruggere un determinato ambiente. La vera calamità è costituita dalla scienza della psicologia. Coloro che detengono il potere stanno imparando a tenere completamente sotto controllo l’essere umano. Poichè non siamo consapevoli, possiamo essere indotti a comportarci in maniera predeterminata. Già adesso così come siamo, ogni cosa in noi è determinata. Qualcuno è hindu, qualcun altro maomettano… questa è predeterminazione, non libertà. Sono i genitori che hanno deciso, la società, l’ambiente in cui vivi. Qualcuno è un dottore e qualcun altro è un ingegnere. Il comportamento è del tutto determinato. Già ora siamo vittime di un controllo costante, e i metodi della società sono ancora molto primitivi. Ma presto nuove tecniche saranno in grado di determinare il nostro comportamento ad una profondità tale che nessuno potrà più affermare l’esistenza di un’anima. Se ogni tua reazione, anche la più piccola, è determinata… qual è il significato dell’anima?”

(Osho)

“La vera consapevolezza implica la rottura degli schemi di pensiero consolidati, al fine di poter guardare le cose da una prospettiva diversa.”

(Edward de Bono)

“Il funzionamento del cervello, del sistema nervoso e degli organi di senso è principalmente “eliminatorio” anzichè “produttivo”. Tali organi operano anzitutto come una “valvola riduttrice” che ci protegge dall’essere travolti e frastornati da una massa di conoscenze superflue e marginali e lasciando soltanto quella piccola e speciale selezione che ha probabilità di essere utile a livello pratico. Ciò che ne viene fuori, dall’altro lato, è un magro rivoletto di coscienza che ci aiuta a restare vivi sulla superficie di questo particolare pianeta. Molte persone, per gran parte del tempo, sanno soltanto ciò che proviene dalla valvola di riduzione, e tale sapere è consacrato dal linguaggio del luogo come autenticamente reale. Certi individui, invece, sembrano essere nati con una specie di by-pass che aggira la valvola di riduzione. In altri soggetti by-pass temporanei possono essere acquisiti o spontaneamente, o a seguito di deliberati “esercizi spirituali”, o attraverso l’ipnosi, o per mezzo di droghe. Tramite questi by-pass permanenti o temporanei fluisce qualcosa di più, e soprattutto qualcosa di diverso dal materiale pratico e accuratamente selezionato che le nostre limitate menti individuali considerano un quadro completo, o per lo meno sufficiente, della realtà.”

(Aldous Huxley)

“La pubblicità ha spinto la gente ad affannarsi per comperare automobili e vestiti di cui non ha bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno. Le cose che possiedi, finiscono col possederti.”

(Chuck Palahniuk)

“Non tutte le prigioni hanno le sbarre: ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere, perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.”

(Henri Laborit)

“La vostra fanciullezza, la vostra innocenza è stata disturbata dai preti, dai politicanti, dai pedagoghi. Con ogni mezzo vi hanno foggiato il corpo in modo tale che si adattasse al vestito che vi avevano preparato. Che cosa strana! È l’abito che dovrebbe essere foggiato su misura per voi, e per secoli è stato fatto il contrario. Il vestito è sempre disponibile: l’abito cristiano, quello hindu, quello buddhista… e voi vi ci dovete adattare. E’ una prigione.”

(Osho)

“Abbiamo costruito un sistema che ci persuade a spendere il denaro che non abbiamo in cose che non ci servono per creare impressioni che non durereanno su persone che non ci interessano.”

(Emile Henry Gauvreay)

“Quella che segue è una storia simbolica di come le “norme” vengono accettate senza sollevare il minimo dubbio e senza porsi il problema di dove provengano.
– Mettete 5 scimmie dentro una gabbia.
Dentro alla gabbia appendete una banana a una corda e mettete una scaletta sotto di essa. Dopo poco vedrete che una delle scimmie si avvierà verso la scala per prendere la banana.
Non appena tocca la scala, spruzzate dell’acqua gelata sulle altre scimmie.
Dopo un po’ un’altra scimmia farà lo stesso tentativo con lo stesso risultato – tutte le altre scimmie verranno inondate di acqua fredda.
Presto quando una scimmia cercherà di arrampicarsi su per le scale, le altre scimmie cercheranno di impedirglielo.
A questo punto mettete via l’acqua gelata. Levate una scimmia dalla gabbia e sostituitela con un’altra nuova.
La nuova scimmia vedrà la banana e vorrà salire la scala. Ma con sua grande sorpresa tutte le altre scimmie le si scaglieranno contro. Dopo un altro tentativo con conseguente attacco, essa saprà che se proverà di nuovo a salire le scale verrà aggredita.
A questo punto togliete un’altra delle 5 scimmie di partenza e sostituitela con una nuova. La nuova venuta andrà verso la scala e sarà aggredita dalle altre.
Quella che è entrata per penultima prenderà parte alla punizione con entusiasmo!
Similmente sostituite una terza scimmia con una nuova, e poi una quarta e poi una quinta. Ogni volta che l’ultima arrivata andrà verso la scala sarà attaccata.
La maggior parte delle scimmie che la aggrediscono non hanno idea del motivo per cui non si può salire la scala o per cui si ritrovano ad aggredire l’ultima scimmia.
Dopo aver sostituito tutte le scimmie originali, nessuna delle scimmie che rimane è mai stata inondata di acqua gelata. Eppure nessuna di loro prova ad avvicinarsi alle scale per raggiungere la banana.
Perché no? Perché per quello che ne sanno si è sempre fatto così!”

“Basterebbe all’uomo di oggi arrestarsi un istante dalla sua attività e riflettere, commisurare le esigenze della sua ragione e del suo cuore con le attuali condizioni dell’esistenza, per accorgersi che tutta la sua vita, tutte le sue azioni sono in una contraddizione continua ed eclatante con la sua coscienza, la sua ragione ed il suo cuore. Pertanto, se io fossi chiamato a dare un unico consiglio agli uomini, quello che giudicassi il più utile agli uomini del nostro secolo, io non direi loro che una cosa: in nome di Dio fermatevi per un istante, smettete di lavorare, guardatevi intorno, pensate a ciò che siete, pensate a ciò che dovreste essere, mirate ad un ideale.”

(Lev Tolstoj)

“Uomo, ricorda per un istante il tuo giudizio. Ti scuso per non conoscere ancora la sublime destinazione che dovresti adempiere nell’universo: ma per lo meno non dovresti acciecarti sul ruolo insignificante che vi adempi durante il breve intervallo percorso dalla tua culla fino alla tomba. Dai un’occhiata a ciò che ti occupa durante questo tragitto. Credi forse di essere stato dotato di facoltà e proprietà così eminenti, per una destinazione così nulla?”

(Louis-Claude de Saint-Martin)

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo. L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.
Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.
Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.”

(Giordano Bruno)

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