Induismo

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(Tempio Indù – Sri Lanka)

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I Veda sono un’antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri dei popoli arii che invasero intorno al XX secolo a.C. l’India settentrionale, costituenti la civiltà religiosa vedica, divenendo opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo. I Veda, come indica la parola stessa, costituiscono il sapere originale. L’origine della conoscenza Vedica scaturisce dal mondo spirituale, da Dio stesso, il quale la trasmise a Brahma il primo essere vivente, che a sua volta la trasmise a Narada e ad altri suoi discepoli, e questi a loro volta la trasmisero ai loro discepoli. In questo modo la conoscenza Vedica è stata trasmessa in una catena ininterrotta di maestri e discepoli ed è giunta sino ai nostri giorni in modo inalterato. I Veda trattano di tutti campi della conoscenza umana, ma soprattutto contengono la conoscenza trascendentale che riguarda Dio, le sue energie, la natura materiale, e la scienza della realizzazione spirituale. La comprensione dei profondi, esoterici ed essenziali segreti trasmessi dalla civilizzazione Vedica, che ricopre, da così lungo tempo grande importanza per l’umanità, viene particolarmente espressa nel suo frutto maturo, lo Srimad-Bhagavatam, l’immacolato commentario al Vedanta Sutra compilato in sanscrito da Srila Veda Vyasa circa 5000 anni fa, in cui non si riscontrano tracce di attività interessate e di speculazioni filosofiche empiriche.

Questa conoscenza spirituale contenuta nei Veda pone in rilievo queste evidenze:

– Dio è uno e tutte le entità viventi sono Sue piccole parti integranti che partecipano della Sua natura spirituale eterna colma di conoscenza e felicità (sat-cit-ananda).

– L’essere vivente, attraverso la ricerca spirituale e il processo di realizzazione, riscopre la propria natura costitutiva intrinseca latente, si libera gradualmente da maya o energia illusoria, stabilendo la sua relazione eterna con Dio.

– Il corpo è il tempio in cui dimora Dio stesso, quindi vanno rispettate tutte le entità viventi, non solo gli esseri umani, non compiendo nessuna violenza ed evitando di uccidere.

Questa conoscenza spirituale contenuta nei Veda, non pone limiti di credo religioso, nè di casta o provenienza sociale, nè di nazionalità o appartenenza ad una razza, ma è rivolta alla pura particella spirituale (atma) presente in ogni essere.

La Trimūrti (“tre forme” o “tre aspetti”) è una nozione delle culture religiose dell’India che indica i “tre aspetti” di una divinità (deva) o della divinità suprema. In quest’ultimo caso si suole indicare nella Trimūrti la forma triplice dell’Essere supremo dell’Induismo manifestantesi nelle tre divinità di: Brahmā (il creatore), Viṣṇu (il conservatore), Śiva (il distruttore) e , che esercita il suo potere salvifico per mezzo degli avatāra (le più importanti sono gli eroi Rama e Krishna).

Brahma, l’aspetto creatore di Dio secondo l’Induismo, creò gli uomini traendoli dalle varie parti del suo corpo, generando così le caste:

  • “brahmini”: custodi della scienza e sacerdoti, originati dalla bocca;
  • “kshatriya”: guerrieri e governanti, originati dalle braccia;
  • “vaishya”: agricoltori, pastori e commercianti, originati dal ventre;
  • “shudra”: servi, originati dai piedi.

Infine, i “dalit” o “paria” (intoccabili, o oppressi) originati dalla polvere che copriva i suoi piedi.

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I tre “guna” (qualità) sono visti come i responsabili del ciclo delle nascite e delle morti e della trasmigrazione delle anime da un corpo ad un altro (saṃsāra).

  • tamas: torpore, ignoranza, indolenza.
  • rajas: instabilità, attività, desiderio
  • sattva: virtuosità, purezza, luminosità, saggezza

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Nella scuola di pensiero induista del Vedānta esistono quattro sentieri di base per raggiungere la salvezza: Jñāna Yoga, Karma Yoga, Bhakti Yoga e Raja Yoga.

“Jnana Yoga” è il sentiero della conoscenza; secondo questo Yoga, la liberazione (Moksha) e l’unione con Dio si possono acquisire per mezzo della conoscenza di Brahman, riconoscendo il Brahman come il proprio Sé. La liberazione dal Saṃsāra (ciclo delle nascite e delle morti) è ottenuta grazie alla realizzazione dell’identità dell’anima individuale (jiva) con l’Anima Suprema (Brahman). La causa di tutta la sofferenza e degli attaccamenti è l’ignoranza metafisica (Avidya); essa agisce come un velo (Maya) o uno schermo, che impedisce al Jīva di percepire la sua natura reale e divina. Nella sua piccolezza ed ignoranza, il Jiva (l’anima individuale) stupidamente si convince di essere separato e diverso da Brahman. La conoscenza di Brahman (o Brahma Jnana) rimuove questo velo permettendo al Jiva di ristabilirsi nella sua propria natura essenziale: Sat-Chit-Ananda (Esistenza, Conoscenza, Beatitudine).

“Karma Yoga” può essere tradotto come “Via dell’azione”; è un tipo di filosofia empirica e diretta, una spiritualità semplice ed immediata basata sulla ricerca della trascendenza nell’azione stessa, e non nella sua negazione (al contrario di quanto nella mentalità comune si sarebbe soliti pensare). Combinando e fondendo azione e meditazione, questo Yoga consiste nella progressiva purificazione e aderenza al Dharma tramite le proprie azioni, dalle più piccole e quotidiane a quelle più importanti e decisive.

“Bhakti Yoga” è la via della Bhakti, è la relazione con Dio attraverso un intenso amore e profonda devozione. Questo Yoga tra tutti è il più semplice e diretto, e si rivolge a tutti gli esseri umani proprio per la sua facilità di messa in pratica, dato che non richiede spiccate capacità intellettive o abilità particolari. Il Bhakti Yoga non è altro che intenso amore per Dio: poiché Egli è la personificazione dell’amore, la via più facile per raggiungerLo è amarLo. Qui si parla di un amore trascendentale, infatti Dio non può essere realizzato con un amore così ardente e assorbente come la passione coniugale; l’amore devozionale deve essere sviluppato progressivamente.

Il Raja Yoga è una disciplina mentale, all’insegna della staticità e basato principalmente su prāṇāyāma (il controllo della respirazione) e āsana (l’esercizio delle posture). Il sistema del Raja Yoga è stato codificato dal saggio Patanjali che, negli Yogasutra, ha indicato il percorso da seguire per liberarsi dalla sofferenza e dalla schiavitù della mente, suddividendolo in otto tappe:
yama e nyama («astinenze» e «osservanze», regole di comportamento) eliminano i disturbi causati dalle emozioni e dai desideri incontrollati;
âsana («posizioni») e prânâyâma («controllo del soffio vitale») eliminano i disturbi causati dal corpo fisico;
pratyâhâra («ritiro») permette di ritirare la mente dai sensi;
dhâranâ («concentrazione»), dhyâna («meditazione») e samâdhi («enstàsi»), fase dopo fase, consentono di arrestare i processi mentali ordinari e di giungere ad un nuovo piano di coscienza.

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“Il tema fondamentale della filosofia vedantica è la ricerca dell’unità. Secondo al filosofia dell’Advaita c’è una sola cosa reale nell’universo: Brahman. Ogni altra cosa è irreale, ogni altra cosa è manifestazione e fabbricazione derivate dal Brahman, grazie al potere della Maya. Ritornare a questo Brahman è la nostra mèta. Ciascuno di noi è Brahman, la stessa Realtà Assoluta, inviluppata di Maya. Se noi potessimo liberarci dalla Maya, ossia dall’ignoranza, diventeremmo ciò che realmente siamo. Secondo questa filosofia ogni uomo è composto di tre parti: del corpo, della mente, e nel suo fondo, da ciò che viene chiamato Atman, il Sè (Brahman).”

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 (Shiva/Parvati)

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“Per l’anima non vi è nè nascita nè morte.
La sua esistenza non ha avuto inizio nel passato, non ha inizio nel presente e non avrà inizio nel futuro.
Essa è non nata, eterna, sempre esistente e primordiale.
Non muore quando il corpo muore.

(Bhagavadgita)

“La grande massa dell’umanità si contenta delle pure cose materiali; taluni non scoprono mai nulla di più elevato delle gioie di questo mondo; ma coloro i quali tendono a librarsi a maggiori altezze finiscono col comprendere che questi godimenti non sono che illusori e passeggeri. Solo quei pochi che aspirano a conoscere la Realtà, e desiderano ritornare alle origini, sentono di averne abbastanza di questo gioco terrestre. Pochissimi sono gli uomini che cercano la verità, meno ancora quelli che osano apprenderla, e ancora meno quelli che hanno il coraggio di seguirla in tutte le sue conseguenze pratiche. Gli uomini non cercano la verità ma il conforto.”

(Swami Vivekananda)

 “Il corpo mortale, preda perpetua della morte, è la dimora dell’essere immortale e incorporeo. Finchè è trattenuto nel corpo e pensa: “Questo corpo sono io”, rimane preda del piacere e del dolore. Ma una volta svincolato dalla forma corporea, e consapevole di non coincidere con essa, allora piacere e dolore non lo toccano più: esce dal corpo e si trova nella luce della conoscenza. L’essere, libero dal peccato, dalla vecchiaia, dalla morte, dal dolore, dalla fame, dalla sete, che desidera soltanto la verità e non immagina se non la verità, ecco che cosa bisogna cercare e tentare di capire. Chi ha trovato l’essere e lo comprende, ottiene tutti i mondi e tutto ciò che desidera.”

(Chandogya Upanisad)

“Essendosi concentrato su ciò che è al di là dell’udito, al di là del tatto, al di là della vista, di là dal gusto e dall’olfatto, che è indefettibile ed eterno, senza principio e senza fine, più grande del grande, duraturo, l’uomo si salva dalle fauci della morte.”

(Katha Upanisad)

“Noi vediamo la luce in un mondo di maya, in uno stato di totale autoinganno; ma a questa condizione noi aggiungiamo altre illusioni. Perveniamo alla piena conoscenza soltanto quando ci rendiamo consapevoli del divino e delle sue manifestazioni in ogni tratto di terreno sul quale camminiamo. Diversamente, tutto sarebbe come il transito di un cieco per sale e giardini illuminati.”

(Ramayana)

“In realtà vi è una sola Divinità: lo Spirito Supremo, ed esso è della stessa natura dell’anima umana. Chiunque raggiunge la piena conoscenza del suo dio, diviene un dio quando è ancora nel suo corpo mortale e acquista la supremazia su tutte le cose.”

(Vedanta)

“La Conoscenza è velata dall’ignoranza, e perciò i mortali sono ingannati.”

(Bhagavad Gita)

“Trionfate su Maya, ch’è l’illusione delle apparenze. Colui che rinuncia alla vanità della menzogna per la verità che dà la saggezza, attirerà su di sè la luce divina. Il suo cuore diverrà puro come acqua perfettamente calma e rifletterà la mia immagine.”

(Krishna – Bhagavata Purana)

“Per colui che l’ha dominata, la mente è la migliore amica, ma per colui che ha fallito nell’intento, la mente rimarrà la peggior nemica.”

(Bhagavad-gita)

“Bisogna invero con ogni sforzo purificare questo pensiero, il quale non è altro che il Samsara medesimo. Si diventa ciò che si pensa, questo è l’eterno mistero.”

(Maitry Upanishad)

“Considera la mente in funzione della materia e ottieni la scienza. Guarda alla materia come a un prodotto della mente e avrai la religione.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Ci lasciamo sfuggire il reale per mancanza di attenzione e creiamo l’irreale per eccesso di immaginazione. Il non-reale è creato dall’immaginazione e perpetuato dal desiderio. Noi cerchiamo la realtà perchè non siamo soddisfatti del suo opposto. La felicità è la nostra vera natura e non dobbiamo mai fermarci prima di averla ritrovata.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Tutti i nomi e le forme non sono altro che onde di passaggio sull’oceano della coscienza; solo la coscienza è, non le sue trasformazioni.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Il senza-tempo conosce il tempo, ma il tempo non conosce ciò ce lo trascende. La coscienza è nel tempo, e il senza-tempo le appare non cosciente. Tuttavia, è il senza-tempo che rende possibile la coscienza. La luce splende nell’oscurità, ed è nell’oscurità che è visibile. Nello sconfinato oceano di luce appaiono nuvole di coscienza, buie e limitate, visibili solo per contrasto.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Tutto ciò che c’è è la Coscienza che percepisce se stessa nella manifestazione fenomenica. Ciò che pensiamo di essere è mera apparenza, un ombra priva di sostanza, laddove ciò che siamo realmente è la Coscienza, il senza forma.”

(Nisargadatta Maharaj)

“I pochi anni della tua vita sono solo un paio di secondi se paragonati alle ere passate prima che tu nascessi e al tempo senza fine che verrà quando tu avrai da molto lasciato questo mondo. Questo non è il “tuo” corpo, la “tua” famiglia, la “tua” terra. Tu qui sei solo un visitatore. La tua patria è l’infinito. La tua vera vita è l’eterno.”

(Paramahansa Yogananda)

“Ciascun atomo del cosmo contiene in sè un frammento di quella Coscienza Singolare che ha desiderato fare esperienza. La Coscienza si evolve continuamente proiettandosi nei veicoli fisici; sebbene sia minima nella materia inerte e massima negli esseri umani, un minimo di coscienza e una conseguente traccia di autoconsapevolezza è presente anche nella materia più densa. L’attività umana ha valore solo se ci rende più consapevoli della Coscienza indifferenziata. L’Unità della Realtà si percepisce chiaramente solo quando si rimuovono le innumerevoli varietà di ostruzioni personali.”

(Robert E. Svoboda)

“La gente lo cerca lontano, che peccato! Sono come coloro che in mezzo all’acqua, chiedono disperatamente da bere.”

(Hakuin)

“L’intero universo è un simbolo, e Dio è la sostanza che vi si cela dietro.”

(Swami Vivekananda)

“Dio dorme nei sassi, si sveglia nelle piante, si muove negli animali, inizia a rendersi conto di Sé negli uomini.”

(Paramahansa Yogananda)

“Il progresso spirituale si ha coltivando una mente controllata. Non sto parlando di una mente ristretta, che reprime i suoi desideri. Sto parlando di una mente allenata che mantiene una stretta vigilanza sui sensi con la forza di volontà. La volontà è il potere di dirigere la mente, soprattutto quando all’interno di essa vi sono tendenze o pensieri contrari. La mente governa i sensi e i sensi dominano il corpo attraverso il sistema nervoso. Se la mente non è addestrata, come nella maggior parte delle persone, la volontà perde autorità e il corpo funziona in maniera ottusa. Disgraziatamente la maggior parte degli occidentali non ha pazienza. La vostra cultura insegna che tutti i desideri devono essere gratificati immediatamente. Sai che mangiare una spessa bistecca succosa fa male alla tua salute e tuttavia lo fai. La tua lingua prevale sulla tua forza di volontà. Sai che giacere con una prostituta può procurarti come guadagno addizionale una malattia, ma ci vai e lo fai perchè il tuo pene prevale sulla tua volontà. Questo è un tipo d’impotenza mentale, un’incapacità di controllare le azioni, e porta inevitabilmente all’infelicità e alla frustrazione.”

(Robert E. Svoboda – Aghora)

“Nessuno può negare che la coscienza umana dipenda dalle sostanze chimiche. Se così non fosse, come potrebbero influenzarci le sostanze inebrianti ed altre medicine psicotrope? È sufficiente cambiare alcune molecole e si crea una nuova combinazione. Basta solo che alcune cellule si dilatino o pochi piccoli vasi sanguigni si contraggano e la mente cambia totalmente. Per questo gli Aghori amano le sostanze inebrianti. Fino a quando puoi controllare le sostanze inebrianti che assumi – fino a quando sei tu a consumare le droghe e non esse a consumare te – puoi guidarle ad alterare la tua natura come ritieni più opportuno. Questo vale soprattutto per il Bhang (una preparazione di foglie di Marijuana): qualunque pensiero hai in mente ci rimane senza sforzo. Se puoi concentrarti per liberare Kundalini dalle sue coperture, puoi fare rapidi progressi con l’aiuto delle sostanze inebrianti – ma queste ti saranno utili solo se potrai controllare la mente. Nessun buon Aghori permette mai ad una sostanza inebriante di controllare la sua mente, qualunque cosa faccia è sempre sotto il suo controllo. Gli Aghori usano queste sostanze per imparare a rimanere fermi. Se quando le assumi sei preda di allucinazioni o perdi comunque il controllo, sappi che la droga ti ha “scosso”. Se la tua coscienza è offuscata dalle droghe, sarai rovinato perchè esse rafforzeranno e intensificheranno i limiti della tua natura.”

(Aghori Vimalananda)

“Le religioni sono tutte limitate perchè si concentrano soltanto su un aspetto della verità. Per questo sono sempre in lotta le une con le altre, perchè tutte pensano di essere in possesso esclusivo della verità. Ma io dico che non vi è limite alla conoscenza, perciò non ha senso cercare di limitarla a una scrittura o a un libro sacro o a un’esperienza. Bruciate tutto ciò che ostacoli la vostra percezione della verità.”

(Aghori Vimalananda)

“Chi controlla la mente diventa padrone di tutti i sensi, ma chi si lascia controllare dalla mente fa una vita miserabile, litigando con gli altri e dividendo il mondo in amici e nemici. A causa della nascita materiale, gli esseri umani sviluppano attaccamento per il piacere dei sensi, la longevità, la forza fisica, la potenza sessuale e le relazioni con amici e parenti: tutto ciò è contrario al vero interesse dell’anima, e anzi conduce verso le tenebre. Abbandonando la falsa identificazione con i prodotti delle influenze della materia, l’essere umano si stabilisce fermamente nella conoscenza trascendentale e non rimane legato alla materia pur continuando a vivere nel mondo materiale. A differenza del corpo che indossi, tu non sei mai nato e quindi non morirai mai. Non c’è mai stato un momento nel tempo in cui non esistevi, e similmente non sarai mai distrutto.”

(Bhagavata Purana)

“L’anima umana, impastoiata nella mente, è oscurata nella sua visione dall’impetuoso flusso delle opere della Prakriti (Natura Primordiale) tanto da immaginare di essere parte di quel flusso, trascinata da quella corrente, spazzata via da quelle onde. Deve fare un passo indietro, ritornare alla propria esistenza intrinseca e raggiungere il Purusha silenzioso (Pura Coscienza), senza cessare di prender parte al suo divenire nel movimento della Prakriti. Diviene allora non solo il Purusha silenzioso testimone che tutto sostiene, ma anche il Signore che liberamente gode della Prakriti e delle sue opere.”

(Sri Aurobindo – Isha Upanishad)

“L’illusione dell’identificazione materiale è come il sonno, che confonde la natura e l’identità della persona che sogna e crea sofferenza e ansietà. La mente incontrollata è il più grande nemico dell’essere vivente, e quando è convinta di essere il corpo diventa causa di tutte le sofferenze, creando malattie, illusione, depressione, attaccamento, avidità, ostilità, e un falso senso di intimità con questo mondo. Nella sua illusione, il materialista dimentica il Tempo e si convince che tutto durerà per sempre; spinto dall’ansietà commette azioni colpevoli allo scopo di ottenere e conservare la sensazione di soddisfazione che prova nella famiglia e nella società, nonostante tali relazionni siano basate sull’ipocrisia e sui giochi di potere. È soltanto per influenza dell’energia illusoria che si può credere di essere il corpo materiale. I concetti di “io” e “mio” sono semplicemente equivoci, che si dissipano non appena si raggiunge la realizzazione trascendentale.”

(Bhagavata Purana)

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(Tempio Indù – Sri Lanka)

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“Colui che intraprende imprese senza l’ansia del desiderio e del tornaconto, le cui azioni vengono purificate dal fuoco della conoscenza, quest’uomo è considerato saggio da chi è in grado di vedere. Egli prova gratitudine per qualunque cosa gli venga data dagli déi; ha superato ogni dualismo, è libero dalla gelosia ed è indifferente sia al successo sia al fallimento: è coinvolto, ma non identificato con le sue azioni. Le diverse forze della natura non lo turbano, sa che tutto è un gioco di forze. Egli è saldo, incrollabile. Impugna quindi la spada della conoscenza e annienta il dubbio che possiede la tua anima e che deriva dall’ignoranza. Conquista l’armonia con te stesso e risorgi, o grande guerriero.”

(Bhagavad Gita)

“Come avevano lungamente sostenuto le religioni e le filosofie orientali, il mondo materiale è un’illusione. Noi stessi pensiamo di essere delle entità fisiche che si muovono in un mondo fisico ma tutto questo fa parte del campo della pura illusione. In realtà siamo una sorta di “ricevitori” che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di “mondi” esistenti nel super-ologramma. Forse siamo tutti d’accordo su cosa esista o non esista semplicemente perché ciò che consideriamo “realtà consensuale” è stato formulato e ratificato ad un livello della coscienza umana nel quale tutte le menti sono illimitatamente collegate tra loro. Anche quelle che consideriamo “guarigioni miracolose” potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell’ologramma corporeo. Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la “visualizzazione” risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la “realtà”. In un universo olografico non vi sono limiti all’entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo.”

(Richard J. Boylan – Universo Olografico)

“O Signore, Tu esisti prima della creazione. Chi dunque, nella trappola di un corpo costituito di qualità materiali in questo mondo materiale, potrebbe comprenderti?”

(Srimad Bhagavatam)

“Esiste uno stato di consapevolezza che precede il pensiero; cercalo.”

(Swami Kryananda)

“Il divino è ciò in cui gli opposti coesistono: tutto e il contrario di tutto; la bellezza e l’orrore; l’odio e l’amore. È tutto li. Non c’è dualità. I Rishi ebbero il coraggio di vedere il male come parte di Dio. Ma non sono stati gli unici. In India questa visione è solo più esplicita: Kali, la dea della distruzione, quella con la lingua che gronda di sangue e una collana di teschi attorno al collo, è anche la Madre dell’universo, appunto perchè non c’è creazione senza distruzione. La dualità è una nostra illusione. Siamo noi a voler distinguere fra felicità e infelicità, gioia e dolore, vita e morte, ma quella distinzione è falsa. La verità è che sono un tutt’uno. E poi: se la vita fosse tutto un letto di rose sarebbe una benedizione o una condanna? Forse una condanna, perchè se uno vive senza mai chiedersi perchè vive, spreca una grande occasione. E solo il dolore spinge a porsi la domanda.”

(Tiziano Terzani)

“Il giorno è l’ombra della notte, la vita è l’ombra della morte.”

(Vèda)

“L’uomo dice che il tempo passa. Il tempo dice che l’uomo passa.”

(detto indiano)

“La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne, ma interne.”

(P. Yogananda)

“Colui che è privo di ragione, senza criterio, sempre impuro, costui non giunge alla sede suprema, ma ricade nel ciclo delle esistenze.”

(Katha Upanisad)

121 (29)

“Il mondo è la dimora dei desideri e delle paure. Non puoi trovarci la pace. Per averla devi andare oltre il mondo. La causa originaria del mondo è l’amore di sè, che ti spinge a cercare il piacere e a evitare il dolore. Sostituisci all’amore di sè l’amore per il Sè e il quadro cambia. Brahma il Creatore è la somma totale di tutti i desideri. Il mondo è lo strumento per soddisfarli. Le anime afferrano qualunque piacere desiderino e lo pagano con le lacrime. Il tempo fa quadrare tutti i conti. La legge del saldo finale regna suprema.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Il saggio non si addolora né per i vivi né per i morti, poiché vita e morte sono transitorie. L’irreale non ha essere. Il reale non smette mai di esistere.”

(Bhagavad Gita)

“Mondi infiniti vanno e vengono nel vasto spazio della coscienza, simili a granelli di polvere che danzano in un raggio di luce.”

(Vasistha)

“Le persone sono sempre senza fiato per il loro rincorrere incessantemente le proprie illusioni. Illusione significa essere instabili. Illusione significa essere controllati dalle situazioni.”

(Kodo Sawaki Roshi)

“Non c’è bisogno di andare in una foresta o di rinchiudervi in una stanza; continuate a svolgere le normali attività della vostra vita, ma liberatevi dall’idea di esserne l’autore. Il Sé è il Testimone, voi siete Quello.”

(Ramana Maharshi)

“Tutte le volte che l’ordine viene meno e prendono il sopravvento l’empietà e l’arroganza, il mio Spirito si incarna sulla Terra.”

(Bhagavad Gita)

“Il corpo è solo un piatto che ti è stato dato affinché tu possa servirtene per gustare le prelibatezze dello Spirito.”

(P. Yogananda)

“La vita è una danza il cui unico scopo e significato è danzare, e quando la danza finisce siete esattamente dove eravate, sullo stesso pavimento. Prima di iniziare a danzare eravate fermi, poi si è prodotto il movimento della danza e alla fine, terminata la danza, siete di nuovo fermi. Il movimento è iniziato alla vostra nascita, alla vostra morte si fermerà e ritornerete allo stato di quiete precedente alla nascita. Ciò che non esisteva all’inizio non esisterà alla fine, e non esiste nemmeno ora. Ecco la verità. L’apparente manifestazione è come un sogno, e l’unica realtà in cui la manifestazione appare e scompare è la coscienza infinita. Nessuno nasce, nessuno vive, nessuno muore: questa è la verità.”

(Ramesh S. Balsekar)

“L’intera manifestazione è la danza cosmica della Danzatrice divina, e la danza non è diversa dalla Danzatrice. Questa danza va a ritmo con il tempo (la durata) e avviene sul palcoscenico dello spazio. La danza dipinge epoche e stagioni, tratteggia ogni tipo di sentimento e qualità, dall’amore all’odio, alla compassione, alla rabbia, e così via. In sottofondo scorre la musica degli elementi, il palcoscenico è illuminato dal sole, dalla luna e dalle stelle, e i personaggi sono gli esseri senzienti dell’intero universo. La coscienza infinita è il testimone silenzioso (ma viglie) di questa danza cosmica che avviene dentro di sè.”

(Ramesh S. Balsekar)

“Ciò che occorre comprendere è che non esiste nessuno che ottiene l’illuminazione. Tutto ciò che esiste è il Sè eterno e tutto ciò che occorre è la sua ininterrotta consapevolezza.”

(Nisargadatta Maharaj)

121 (331)

(Ganesh)

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“Libertà è la facoltà di agire seguendo la guida dell’anima, e non gli impulsi dei desideri e delle abitudini. Ubbidire all’ego conduce alla schiavitù; ubbidire all’anima conduce alla liberazione.”

(P. Yogananda)

“Qual è il guinzaglio con cui ogni uomo viene tenuto? Quali sono le sue catene? Sono solo il suo nome. Se osservi, vedrai che tutti hanno un modello, una certa immagine di sè. Io sono così e così. Un’immagine, un’atteggiamento. A partire da questo atteggiamento, da questa posa, agiscono. È una posa che deriva dal concetto che hanno di se stessi. Solo chi comprende questo punto, la sorgente delle sue azioni, ne diventa libero. Vede il falso come falso.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Alcuni visitatori mi chiedono: “Per favore ci mostri il cammino che conduce alla realtà?”. Come posso farlo? Tutti i sentieri conducono all’irrealtà. I sentieri sono creazioni nel campo della conoscenza, perciò sentieri e movimenti non possono trasportarvi nella realtà. La loro funzione è quella di trattenervi nella dimensione conoscitiva, mentre la realtà le è precedente.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Nella coscienza universale non ci sono individui. Vediamo le varie forme e diamo loro un nome: uomo, Dio, asino, e così via. Ma in ultima analisi c’è solo questa coscienza, la coscienza universale. Non dobbiamo identificarci con un’entità separata, con un corpo separato. Noi siamo quella coscienza che non ha nome nè forma. Questa è l’essenza del mio insegnamento.”

(Nisargadatta Maharaj)

“La coscienza è il più grande dei pittori. Il mondo intero è un quadro; il quadro è nella mente del pittore e il pittore è nel quadro.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Tutti gli esseri viventi e le cose sono delle manifestazioni di un unico essere divino originale che si estrinseca in molteplicità; la molteplicità è solo apparente, e solo lo spirito è reale: la Verità Ultima è fissa in una eterna e immobile quiete.”

(Vedanta)

“Nell’immobilità della mente, nella profondità del silenzio interiore, l’Eternità si rivela.”

(Bhagavad Gita)

“Il rifiuto assurdo della verità è naturale nell’uomo. L’uomo non vuole essere, ma apparire. Non vuole vedere ciò che è, cerca solo di prendersi per il personaggio che gli altri vedono in lui.”

(Svami Prajnanapada)

“La mente è l’unica causa di schiavitù e di liberazione. Se aderisce agli oggetti dei sensi, è causa di schiavitù; se è vuota di ogni oggetto, è causa di liberazione.”

(Upanishad)

“Non si può trascendere ciò che non si conosce. Per andare oltre se stessi bisogna prima conoscere se stessi.”

(Nisargadatta Maharaj)

121 (30)

“La ricerca della realtà è la più pericolosa delle imprese, perchè distruggerà il mondo in cui vivi. Ma se sei spinto dall’amore per la verità e per la vita, non hai niente da temere. Cerca di capire: ciò che tu pensi sia il mondo, in realtà è la tua stessa mente.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Il mondo ha avuto tutto il tempo di migliorare, ma non lo ha mai fatto. Quante possibilità ci sono che lo faccia in futuro? Certo, ci sono stati e ci saranno ancora periodi di pace e armonia, ma le cose vengono distrutte dalla loro stessa perfezione. Il bene si trasforma in male e il male in bene non appena viene appagato. Una società perfetta è necessariamente statica e, per forza di cose, ristagna e declina. Dalla vetta, tutte le strade conducono in basso. Le società sono come le persone: nascono, si sviluppano fino a un punto di relativa perfezione, dopodichè declinano e muoiono.”

(Nisargadatta Maharaj)

“L’uomo prende per sacrosante verità le più incredibili affermazioni sul suo conto. Gli hanno detto che è il corpo, che è nato e che morirà, che ha dei genitori e degli obblighi, che deve imparare a farsi piacere ciò che piace agli altri e ad aver paura di ciò che gli altri temono. Figlio in tutto e per tutto della società e dei condizionamenti, vive di ricordi e agisce per abitudine. Ignaro di se stesso e dei propri veri interessi, persegue falsi obiettivi ed è sempre frustrato. La sua vita e la sua morte sono penose e prive di senso, apparentemente senza vie d’uscita. Ma c’è una scappatoia a portata di mano; non la conversione ad un altro ordine di idee, ma la liberazione da ogni idea e modello di comportamento precostituiti.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Solo i morti possono morire, non i vivi. Ciò che di vivo c’è dentro di te è immortale.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Una volta che ti rendi conto che il mondo è una tua proiezione, ne sei libero.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Le azioni della gente sono in gran parte senza valore, se non addirittura dannose. Dominate dal desiderio e dalla paura, le persone non fanno niente di buono. Prima di cominciare a fare del bene, bisogna smettere di fare del male. Da qui la necessità di smettere per qualche tempo di compiere qualsiasi azione, per indagare sugli impulsi e sulle loro motivazioni, per vedere come tutto è falso nella vita di ciascuno, per sgombrare la mente da tutti i mali. E riprendere solo allora a muoversi, cominciando dai doveri più semplici. Un gioielliere che vuole rimodellare un gioiello, per prima cosa lo fonde per farlo tornare allo stato di oro puro. Così, bisogna ritornare al proprio stato originario prima che possano emergere un nuovo nome e una nuova forma. Per poter rinascere, è necessario morire.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Se cerchi la verità devi liberarti da tutti i bagagli, tutte le culture, ogni modello mentale e sentimento. Devi scartare anche l’idea di essere un uomo o una donna. L’oceano della vita contiene tutto, non solo gli umani. Quindi abbandona innanzitutto ogni identificazione, smetti di pensare a te stesso come questo o quello, fatto così o colà, in un modo o nell’altro. Vivi in armonia con le cose come sono, e non come le immagini.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Ciò che qui c’è, lo si può trovare anche altrove; ma ciò che qui non si trova, non esiste in nessun luogo.”

(Mahabharata)

121 (335)

(Vishnu)

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“Non troverai nulla finchè non riconosci colui che cerca… tu sei quello.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Ciascun essere vivente è distinto e diverso. Ma se solleviamo il velo della diversità, noi vediamo l’unità di tutti gli esseri.”

(Shvetashvatara Upanishad)

“L’assoluto senza forma è mio padre e il dio con una forma è mia madre. Dio si rivela nella forma che il devoto predilige. Il suo amore per il devoto non conosce limiti.”

(Ramakrishna)

“Non cadete in errore. L’illuminazione riguarda un processo distruttivo, non ha niente a che fare col diventare migliori o essere più felici. L’illuminazione è la demolizione di tutto ciò che non è vero. È quel vedere attraverso e oltre la facciata del pretendere. È il completo sradicamento di tutto ciò che avete immaginato essere vero.”

(Adyashanti)

“Portami un frutto da quell’albero.”
“Eccolo.”
“Aprilo.”
“L’ho aperto.”
“Cosa vedi al suo interno?”
“Dei piccolissimi semi, o venerabile.”
“Aprine uno.”
“L’ho aperto.”
“Cosa vedi al suo interno?”
“Nulla di nulla.”
“Figlio mio, da codesto nulla di nulla, in verità, nasce quest’albero maestoso.
Da codesto nulla di nulla è costituito ciò che esiste: quello è il reale, è l’essenza.
Quello sei tu, Svetaketu.”

(Chandogya Upanishad)

“L’universo dell’esperienza sensoriale è un grande libro, e chi lo legge fino alla fine con discriminazione saprà infine che non c’è niente altro che il Sè. Nessuna esperienza si ha invano, nessuna pagina di quel libro è superflua, il lettore impara qualcosa da essa e passa alla prossima. Ma voi non imparate mai. Non andate mai avanti. Leggete continuamente la stessa pagina ripetendo la stessa esperienza senza senso come un uomo assonnato che legge senza ricordarsi una parola. La natura prende gentilmente tra le mani l’anima che, per così dire, si è dimenticata di se stessa e le mostra tutte le esperienze dell’universo, tutte le manifestazioni, attraverso piacere e dolore, nell’oceano della perfezione dell’autorealizzazione.”
(Patanjali)

121 (329)

“Guarda dentro te stesso. Ricorda che l’Infinito è ovunque. Tuffandoti profondamente nella supercoscienza, puoi proiettare la mente attraverso l’eternità. Il potere della mente può portarti più lontano della stella più remota. Il faro della mente è in grado di lanciare i suoi raggi supercoscienti nell’intimo cuore della verità. Usalo!”

(Paramhansa Yogananda)

“Se vuoi la liberazione ma ancora dici “mio”, se pensi di essere il tuo corpo, non sei un saggio né un cercatore: sei semplicemente una persona che soffre. Sino a che la mente non distinguerà la natura dell’anima dal mondo della materia sarà costretta a soggiacere al dolore, all’illusione, alla malattia, all’egoismo, all’avidità, all’inimicizia.”

(Srimad Bhagavatam)

“Il Testimone unico si riflette, sotto forma di “io sono”, in innumerevoli corpi. La personalità è solo un prodotto dell’immaginazione. Il Sè manifesto è vittima di questa immaginazione. Il prenderti per ciò che non sei è all’origine della tua schiavitù.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Non si può veder l’anima mentre si gode degli oggetti dei sensi o si agisce mossi dall’attaccamento alle passioni, all’ignoranza o alla purezza. Solo coloro che hanno l’occhio della saggezza vedono.”

(Bhagavad Gita)

“Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità, ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena.”

(Paramhansa Yogananda)

“L’uomo è una creatura di riflessione, diventa simile a ciò su cui riflette; perciò rifletti su Brahman.”

(Chhandorya Upanishad)

121 (40b)

“Devi andare al di là di questa persona che immagini sia te stesso. A dire la verità, nessuno è interessato o può essere interessato a te, alla persona, perché questa è una forma egoistica e limitata della coscienza. Nemmeno io nutro interessi verso qualcuno, se non per il loro vero essere. La cosa meno interessante o coinvolgente nell’incontrare qualcuno è la loro storia, poiché la “persona” con la propria storia o immagine di sé, è una costruzione, una finzione, una diceria e un mito. Tu sei l’Infinito, e non ti sto facendo un complimento dicendo questo. Sto solo dicendo ad alta voce ciò che conosci profondamente all’interno del tuo essere, ma di cui sembri esserti dimenticato.”

(Mooji)

“Ricordati sempre che non appartieni a nessuno e nessuno ti appartiene.”

(Paramahansa Yogananda)

“La Verità è una, i Saggi le attribuiscono nomi differenti.
È uno il sole, che si riflette in tutti i laghi.
È una l’acqua, che disseta tutti.
È una l’aria, che rende possibile tutta la vita.
È uno il fuoco, che brilla in tutte le case.
I colori delle vacche possono essere diversi, ma il latte è lo stesso.
Le fedi possono essere diverse, ma Dio è uno.
Come la pioggia cadendo dal cielo si fa strada verso l’oceano
così le prostrazioni offerte in tutte le fedi
raggiungono l’unico Dio, che è Supremo.”

(Rig Veda)

“Tutto è mutevole nel mondo dei sensi, ma il Brahman è immutabile. Medita su lui, assorbiti in lui, svegliati da questo sogno di separazione. Il fuoco non si manifesta finché l’acciarino non viene strofinato sulla pietra focaia, benchè il fuoco sia già là, nascosto nella pietra. Così il Brahman: rimane nascosto nel corpo finché non viene rivelato dal mistico mantra.”
(Shvetashvatara Upanishad)

“Quando un essere umano va a dormire, egli prende con sé il tessuto di questo mondo che tutto contiene, lui stesso lo distrugge, lui stesso lo costruisce, e sogna attraverso la propria chiarezza la propria luce. Allora, questa persona è illuminata. Là non vi sono né carri, né buoi, né strade. Ma egli estrae da lui stesso carri, buoi e strade. Là non vi sono né gioie, né piaceri, né delizie. Là non vi sono né cisterne, né vasche di fior di loto, né correnti. Ma egli estrae da lui stesso cisterne, vasche di fior di loto, correnti.
Poiché egli è il creatore.”

(‘Upanishad)

“Questo vasto universo è una ruota. Su di essa vi sono tutte le creature soggette a nascita, morte e rinascita. Gira e gira intorno e non si ferma mai. È la ruota del Brahman. Finchè il sè individuale pensa di essere separato dal Brahman, gira sulla ruota. Ma quando per mezzo della grazia del Brahman, realizza la sua identità con lui, non gira più sulla ruota. Raggiunge l’immortalità.”

(Swetaswatara Upanishad)

“La vita è una scelta perpetua tra verità e falsità, luce e oscurità, progresso e regressione, ascesa verso le altezze o caduta nell’abisso. Ad ognuno è dato di scegliere liberamente.”

(Sri Aurobindo)

“Il mondo reale è al di là della comprensione mentale; noi lo vediamo attraverso la rete dei desideri, diviso tra piacere e dolore, giusto e sbagliato, interiore ed esterno. Per vedere l’universo quale è, devi andare oltre la rete. Non è difficile, perchè la rete è piena di buchi. Tu non presti attenzione a te stesso. La tua mente è sempre con gli oggetti, le persone e le idee, e mai con te stesso. Mettiti al centro dell’attenzione, diventa consapevole della tua esistenza. Guarda come funzioni, ossera le motivazioni e i risultati delle tue azioni. Esamina la prigione che hai costruito intorno a te, per inavvertenza. Conoscendo ciò che non sei, arrivi a conoscere te stesso. Quando conosci ciò che non sei, te ne liberi e rimani nel tuo stato naturale. Siamo schiavi di ciò che non conosciamo, ma padroni di ciò che conosciamo. Ogni volta che scopriamo in noi stessi vizi o debolezze e ne comprendiamo le cause e i meccanismi, li superiamo per il semplice fatto di averli riconosciuti; l’inconscio si dissolve quando è portato a livello della coscienza.
Il desiderio è il ricordo del piacere e la paura è il ricordo del dolore; tutti e due rendono irrequieta la mente. Non è possibile trovare la vera felicità in cose che cambiano e passano. Piacere e dolore si alternano inesorabilmente. La felicità proviene dal Sè e puoi trovarla solo nel Sè, tutto il resto verrà di conseguenza.”

(Sri Nisargadatta Maharaj)

121 (28)

“Invisibile, inafferrabile, senza famiglia né casta,
senza occhi né orecchie, senza mani né piedi,
eterno, onnipresente, infinitamente sottile
è l’Imperituro, che i saggi riconoscono
come sorgente degli esseri.
Come un ragno emette e riassorbe la sua ragnatela,
come l’erba cresce sulla terra,
come i capelli spuntano sulla testa dei vivi,
così dall’Imperituro nasce ogni cosa di questo mondo.”

(Upanishad)

“Il pescatore del continuo mutamento ha lanciato su di noi una rete d’illusione cosmica. Stiamo nuotando in acque chiuse, falsamente protetti nella nostra apparente sicurezza. Tuttavia, la rete della morte incombe su di noi, implacabile. Ogni volta che viene issata la rete a strascico dell’illusione, sono in molti a essere pescati e solo pochi, qua e là, riescono a sfuggire. Ah, finalmente sono balzato fuori dala rete, negli spazi abissali della comunione silenziosa. Così, infine, sono sfuggito alle maglie del tempo. O Sconfinata Misericordia, salva me e tutti i miei fratelli dalla rete spaventosa, ma invisibile, dell’attaccamento materiale che tutti cattura.”

(Paramahansa Yogananda)

“Se l’elefante della mente è legato da ogni lato dalla corda della presenza mentale, tutte le paure svaniscono e sorge la totale felicità. Tutti i nemici: tigri, leoni, elefanti, orsi e serpenti (delle nostre emozioni); tutti i guardiani dell’inferno: demoni e orrori, tutti sono legati dalla padronanza della mente e, domando quella mente, tutti sono sottomessi. Perchè dalla mente provengono tutte le paure e le innumerevoli sofferenze.”

(Shantideva)

“Per vedere il Sé nel sé (l’ego purificato) mediante il sé (la mente illuminata), alcuni seguono il sentiero della meditazione, altri il sentiero della conoscenza e altri ancora il sentiero dell’azione disinteressata. Altri ancora, ignoranti delle tre vie principali, ascoltano le istruzioni del guru. Seguendo il sentiero dell’adorazione, considerando gli antichi insegnamenti come il Supremo Rifugio, anche questi ottengono l’immortalità. Vede realmente chi percepisce il Signore Supremo presente ugualmente in tutte le creature, l’Imperituro nel transitorio. Chi è consapevole dell’onnipresenza di Dio non ferisce il Sé con il sé. Quest’uomo raggiunge la Mèta Suprema. Quando un uomo vede che tutti gli esseri separati esistono nell’Uno, che Si è espanso nei molti, allora si fonde con Brahman.”

(Bhagavad Gita)

“La “realizzazione” si raggiunge distinguendo il falso dal vero.” (Nisargadatta Maharaj)

“Il tuo Sé è il maestro supremo. L’insegnante che incontri fuori di te è solo una pietra miliare. Solo il tuo maestro interiore camminerà con te fino alla meta, perché egli è la meta.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Si cerchi con estremo impegno di purificare la mente che, invero, è il Samsara stesso. Si diviene ciò che si pensa. Questo è l’eterno mistero. Per gli uomini la mente è causa di schiavitù o di liberazione: quando è congiunta con gli oggetti porta alla schiavitù, quando è priva di oggetti è chiamata liberazione.”

(Maitry Upanishad)

“Non puoi vedere il veggente della visione, non puoi ascoltare l’ascoltatore dell’udito, non puoi pensare il pensatore del pensiero, non puoi conoscere il conoscitore della conoscenza. Questo è il tuo Atma, il quale è interno a tutto. Ciò che è altro da questo è perituro.”

(Upanishad)

121 (26)

(Tempio Indù – Sri Lanka)

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“L’Assoluto Trascendente è al di là della percezione dei sensi e soltanto quando essi tacciono e il pensiero si spegne, Quello si rivela.”

(Ramana Maharshi)

“Gli ignoranti Mi attribuiscono forma limitata e Mi cercano nella manifestazione, quando Io sono il loro stesso Sè; perchè cercarmi nel limitato quando sono ovunque presente? Quella stessa mente che Mi cerca, quando tace scopre di essere immersa in Me! Ma essi, confusi dalla mia Maya, Mi cercano nei sensi quando Io li trascendo; accecati dalla troppa luce si lamentano del buio.”

(Krishna ad Arjuna – Bhagavad Gita)

“Considera ugualmente il piacere e il dolore, il guadagno e la perdita, la vittoria e la disfatta. Cerca ricovero soltanto nell’Eterno. Distruggi il senso di separazione. Poichè la mente che obbedisce agli irrequieti sensi, travolge la sua ragione, come il vento travolge una nave sulle acque.”

(Bhagavad Gita)

“La realizzazione consiste nello sbarazzarvi dell’illusione che vi fa credere di non essere realizzati.”

(Ramana Maharshi)

“Su qualunque sentiero gli uomini si avvicinano a Me, su quello Io andrò loro incontro. Perché tutti quei sentieri sono Miei.”

(Bhagavad Gita)

“Si deve fermare la mente nel cuore fino a quando non sia resa al silenzio: questa condizione costituisce la vera Conoscenza e la Liberazione, tutto il resto non rappresenta altro che letteratura verbosa.”

(Upanishad)

“Il piacere che ci viene dagli oggetti del mondo non è che una parte infinitesimale della beatitudine che si trova nel più profondo di noi stessi.”

(Amma Amritanandamayi)

“Quando vedo che sono nulla, questa è saggezza. Quando vedo che sono ogni cosa, questo è amore. Tra queste due verità la mia vita si muove.”

(Nisargadatta Maharaj)

“Tu stesso imponi dei limiti alla tua vera natura di Essere Infinito, e poi ti lamenti di essere una creatura limitata.”

(Ramana Maharshi)

“Solo da un livello di coscienza più alto, la nostra comprensione puó veramente impedirci di commettere nuovamente errori. Ci si accorgerà che le illusioni del passato appartengono ad un livello di coscienza inferiore, ed erano soltanto residui della malattia, ormai guarita, della coscienza egoica.”

(Paramahansa Yogananda)

Quando la tua percezione penetrerà le oscure nebbie dell’illusione, sarai indifferente a tutto ciò che hai udito riguardo a questo mondo e al successivo.”

(Bhagavad Gita, 2:52)

“La verità è presente in tutte le cose”

(Gangaji)

121 (29)

(Ganesh)

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“Sotto la vasta volta celeste, vive la divinità ammantata di pelle.”

(Bhagat Ravidas)

“La creazione è sia luce che ombra, altrimenti non sarebbe possibile alcuna immagine. Il bene e il male di maya devono continuamente alternarsi nella loro supremazia. Se la gioia fosse perpetua in questo mondo, l’essere umano ne cercherebbe mai un altro? Senza la sofferenza, l’uomo difficilmente si preoccupa di ricordare che ha abbandonato la sua casa eterna. Il dolore è lo sprone alla rimembranza. La via di scampo è attraverso la saggezza! La tragedia della morte è irreale; coloro che rabbrividiscono dinanzi a essa sono come un attore ignorante che muore di paura sul palcoscenico quando gli sparano con una semplice cartuccia a salve. I Miei figli sono i figli della luce; non rimarranno eternamente nel sonno dell’illusione.”

(da “Autobiografia di uno Yogi” di P. Yogananda)

“Ho abbandonato qualche misera rupia e qualche piacere insignificante per un impero cosmico di infinita beatitudine. In che modo, dunque, mi sarei privato di qualcosa? Conosco la gioia di condividere un tale tesoro: è forse sacrificio, questo? Sono le persone miopi, legate alle cose terrene, i veri rinuncianti! Essi rinunciano a un bene divino incomparabile in cambio di una meschina manciata di gingilli terreni!”

(Bhaduri Mahasaya)

“Andare oltre maya fu il compito assegnato al genere umano dai profeti nel corso dei millenni. Ergersi al di sopra della dualità della creazione e percepire l’unità del Creatore fu considerato il fine supremo dell’uomo. Coloro che si aggrappano all’illusione cosmica devono accettare la sua legge fondamentale di polarità: flusso e riflusso, ascesa e caduta, giorno e notte, piacere e dolore, bene e male, nascita e morte. Questo modello ciclico assume una certa angosciosa monotonia, dopo che l’essere umano è passato attraverso qualche migliaio di nascite; allora egli inizia a gettare uno sguardo di speranza oltre le coercizioni di maya. Squarciare il velo di maya significa penetrare il segreto della creazione. Lo “yogi” che, in tal modo, mette a nudo l’universo, è l’unico vero monoteista. Tutti gli altri venerano idoli pagani. Finchè l’essere umano resterà soggiogato dalle illusioni dualistiche della natura, finchè Maya sarà la sua dea, egli non potrà conoscere il vero Dio.”

(Paramahansa Yogananda)

“Libertà è la facoltà di agire seguendo la guida dell’anima, e non gli impulsi dei desideri e delle abitudini. Ubbidire all’ego conduce alla schiavitù; ubbidire all’anima conduce alla liberazione.”

(Paramahansa Yogananda)

“Come la fiamma d’una lampada che al riparo dal vento non si muove, così è la mente doma del meditante che dimora nell’incondizionato. Nell’immobilità della mente, nella profondità della meditazione, l’incondizionato si rivela.”

(Bhagavad Gita)

121 (40)

“Come un baco da seta avete costruito un bozzolo intorno a voi stessi. Chi vi salverà? Frantumate il bozzolo e uscite fuori come la farfalla meravigliosa, come l’anima libera.”

(Swami Vivekananda)

“Tu porti in te stesso un amico sublime che non conosci; Dio risiede nell’interno di ogni uomo, ma pochi sanno trovarlo. L’uomo che sacrifica i suoi desideri e le proprie azioni all’Essere dal quale procedono i principi di tutte le cose, raggiunge, grazie al suo sacrificio, la perfezione. Poichè colui che trova in se stesso la propria felicità, la propria gioia, e nel suo cuore la propria luce, è tutt’uno con Dio. Sappi dunque che l’anima che ha trovato Dio è libera da rinascita e da morte, da vecchiezza e da pena, e beve l’acqua dell’immortalità.”

(Bhagavad Gita)

“Qual è quella cosa che non può essere sentita ma consente di sentire, non può essere vista ma permette di vedere, non può essere conosciuta ma rende possibile la conoscenza, non può essere immaginata ma consente che ci sia l’immaginazione? L’intero universo è un’unica realtà, e tale realtà è pura consapevolezza. La pura consapevolezza è esistenza assoluta. Quando diventi il Sè e conduci la tua esistenza al livello del Sè non-locale, tu entri in connessione con tutto ciò che esiste. Quando il tuo corpo fisico si consuma e muore, il Sè sopravvive, il fuoco non può bruciarlo, l’acqua non può bagnarlo, il vento non può asciugarlo, le armi non possono ferirlo. Non è mai nato, non ha un inizio e non ha una fine. Si trova al di là dei limiti dello spazio e del tempo, e pervade l’intero universo.”

(Upanishad)

“Tutte le azioni sono compiute dalle tre qualità costituenti la natura, i guna, ma chi ha l’animo fuorviato dall’ego pensa: sono io l’autore. Tuttavia, oh eroe dalle braccia potenti, colui che conosce la verità circa la distinzione del Sé dalla mente, dagli elementi che costituiscono la natura e dalle tre qualità che la influenzano, si rende conto che sono questi ingredienti che, interagendo tra loro, provocano l’azione. Così egli non si identifica con l’agire.
Quelli che sono fuorviati dall’influenza dei tre guna si identificano con le azioni che sono compiute dagli elementi costitutivi della natura; ma colui che conosce l’intera verità non deve turbare chi è lento nel comprendere.”

(Bhagavad Gita)

“L’uomo, per essere felice, deve avere un Centro; ora tale Centro é innanzitutto la Certezza dell’Uno. La più grande calamità é la perdita del centro e l’abbandono dell’anima ai capricci della periferia. Essere uomo, significa essere al Centro, vuol dire essere Centro.”

(Frithjof Schuòn)

“Ricorda che la qualità fondamentale del fuoco è bruciare. Sapevi che il fuoco che si trova nella lingua brucia tutto ciò che dice? Questo significa che devi confessare sempre qualsiasi cattivo karma compi. Ciò te ne libererà. Sarà bruciato. E non devi mai parlare delle buone azioni che compi o delle tue esperienze spirituali, perchè se lo fai saranno certamente distrutte. Sfortunatamente questo è il Kali Yuga e la maggioranza della gente fa esattamente il contrario. Nasconde profondamente i suoi peccati nel cuore, da dove non possono essere spazzati via, e si vanta con chiunque incontri delle sue realizzazioni spirituali.”

(Robert E. Svoboda – Aghora)

“Nel Satya Yuga, quando appaiono i primi avatara, l’umanità è molto in sintonia con la Natura. Ognuno comunica telepaticamente e conosce le cose per intuizione. Nel Satya Yuga le persone sono spiritualmente buone, molto avanzate, ma siccome non si interessano delle cose materiali sono tecnologicamente imperfette. Poichè dipendono molto dalla Natura che si prende cura di loro, in questo senso sono più simili agli animali di quanto non lo siano le persone del Kali Yuga. Un animale dipende da Dio; non vi è altro modo per lui di sopravvivere. A poco a poco, man mano che l’intelletto umano si sviluppa, le persone cominciano a pensare di poter apportare miglioramenti alla natura. Questa è l’origine della società e della civiltà. Durante il Treta e il Dvapara Yuga sono ancora molto in sintonia con la Natura. È soltano nella nostra era, nel Kali Yuga, che dimentichiamo completamente la Natura e cerchiamo di fare tutto da soli, e puoi vederne i risultati intorno a noi. Al termine di ciascun Kali Yuga vi è un pralaya, un periodo in cui tutte le società e le comunità vengono distrutte, di solito da calamità naturali. L’ultimo avatara è Kalki “colui che non ha alcuna macchia”. Quando il Kali Yuga sarà giunto al peggio, Egli apparirà e distruggerà tutti, tranne un pugno di persone. Poi cambierà la coscienza di coloro a cui avrà permesso di vivere, così che ricordino qualcosa del loro vero sè, e il Satya Yuga ricomincerà di nuovo.”

(Robert E. Svoboda – Aghora)

“Solo gli averi conferiranno il rango.” “Gli uomini concentreranno i loro interessi sull’acquisizione, anche se disonesta, della ricchezza.” “I capi invece di proteggere i loro sudditi, li spoglieranno e sotto pretesti fiscali ruberanno le proprietà alla casta dei mercanti.” “Le vesti sacerdotali sostituiranno le qualità del sacerdote.” “Deviati da miscredenti, gli uomini si chiederanno insolentemente: “Che autorità hanno i testi tradizionali? Che sono questi Dei, che è la casta detentrice dell’autorità spirituale? (Brahmana)” “Si penserà che chiunque per qualunque via possa raggiungere lo stato di rigenerati (è il livello democratizzante delle pretese moderne della spiritualità) e gli atti di devozione che potranno ancora esser eseguiti non produrranno più alcun risultato.” “La terra sarà venerata solo per i suoi tesori minerali. (industrializzazione ad oltranza, morte della religione della terra)” “Ogni ordine di vita sarà uguale promiscuamente per tutti. (conformismo, standardizzazione).” “Il rispetto per le caste, per l’ordine sociale e per le istituzioni (tradizionali) verrà meno nell’età oscura.” “La debolezza sarà la sola causa dell’obbedire. (fine degli antichi rapporti di lealismo e di onore)” “Colui che distribuirà più danaro sarà signore degli uomini e la discendenza familiare cesserà di essere un titolo di preminenza” (superamento della nobiltà tradizionale).” “Ogni specie di uomo si immaginerà di essere pari ad un brahmana” (pretese prevaricatrici della libera cultura accademica; arroganza dell’ignoranza).” “La gente quanto mai avrà terrore della morte e paventerà l’indigenza: solo per questo conserverà forma (un’apparenza) di culto.” “I matrimoni in questa età cesseranno di essere un rito e le norme connettenti un discepolo ad un maestro spirituale non avranno più forza.” “La razza sarà incapace di produrre nascite divine.” “Le donne non seguiranno il volere dei mariti o dei genitori. Saranno egoiste, abiette, discentrate e mentitrici e sarà a dei dissoluti che si attaccheranno. Esse diventeranno semplici oggetti di disfacimento sessuale.” “Solo movente della devozione sarà la preoccupazione per la salute fisica, solo legame fra i sessi sarà il piacere, sola via al successo nelle competizioni sarà la frode.” “La sanità (interiore) e la legge (conforme alla propria natura) diminuiranno di giorno in giorno finché il mondo sarà completamente pervertito.” “Quando i riti insegnati dai testi tradizionali e le istituzioni della legge staranno per cessare e il termine dell’età oscura sarà vicino, una parte dell’essere divino esistente per la sua propria natura spirituale secondo il carattere di Brahman, che è il Principio e la Fine… scenderà sulla terra… Sulla terra, ristabilirà la giustizia: e le menti di coloro che saranno vivi alla fine dell’età oscura verranno destate e acquisteranno una trasparenza cristallina. Gli uomini così trasmutati in virtù di tale speciale epoca costituiranno quasi una semenza di esseri umani [nuovi] e daranno nascita ad una razza che seguirà le leggi dell’età primordiale (krta-yuga).”

(Vishnu Purana, uno dei testi sacri piú antichi della tradizione induista, profezia che si riferisce alla cosiddetta Età Oscura, il Kali-yuga, punto eticamente piú basso del ciclo evolutivo di questa civiltà)

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universe-brain

“Gli scienziati più illuminati si avvicinano alle posizioni dei filosofi indù e degli occultisti occidentali, ammettendo e insegnando che l’universo è vivo e possiede una sua mente. Rifletteteci e vedrete come la natura sia Una nella sua essenza e come sia viva e pregna di energia mentale. Secondo l’antica sapienza indù, non vi è che l’Uno e questo Uno è Spirito. Nella mente infinita di questo Unico Spirito si sviluppò l’immagine mentale o forma-pensiero di questo Universo. Cominciando dal pensiero del principio della mente, passando poi al principio dell’energia e poi a quello della materia, si compì il processo involutivo della creazione. Poi iniziò il processo evolutivo e si formarono i centri individuali o unità. Spazio, tempo e leggi non sono che immagini mentali in quella mente, come lo sono tutte le forme, le figure e i fenomeni. La sola cosa reale dell’uomo è lo Spirito compreso nella forma-pensiero: il resto è pura personalità che cambia e cessa di essere. Mano a mano che eliminiamo gli involucri che ci limitano, ci avviciniamo sempre più allo Spirito che è in noi e che pervade tutte le cose. Nulla può danneggiarci, poichè il nostro vero Sè è il vero Sè della mente infinita. L’Assoluto non può “pensare” alle cose senza mettere se stesso in esse come sua essenza, allo stesso modo in cui le immagini mentali di un uomo non soltanto sono nella sua mente, ma la sua mente è in esse. Ad esempio, quando Otello, Iago e Amleto vennero alla luce come personaggi, esistevano solo nella mente dell’autore, Shakespeare, il quale, a sua volta, esisteva in ognuno di essi, in quanto dava loro vita, spirito e capacità d’agire. Il personaggio potrebbe infatti dire: “Lo spirito del mio creatore è in me, pur tuttavia io non sono in lui”. Quant’è diverso tutto questo dalla sciocca saccenza di certi mezzi saggi che proclamano “Io sono Dio!”. Sebbene il Tutto sia anche nel verme della terra, si è ben lungi dall’affermare che un verme sia il Tutto. La più grande soddisfazione che si possa avere è quella di riconoscere che siamo nella mente dell’Essere Infinito. Da qui viene la consapevolezza che in questa vita non vi può essere la morte. L’uomo s’innalzerà sulla scala spirituale della vita quanto più riconoscerà lo spirito immanente nel suo essere. Evoluzione spirituale non significa “crescita dello spirito” poichè lo spirito non può crescere, essendo già perfetto, ma sviluppo della mente individuale affinchè possa riconoscere lo spirito dentro di sè.”

(William Walker Atkinson)

shiva

“La fisica moderna ci ha mostrato che movimento e ritmo sono proprietà essenziali della materia; che tutta la materia, sia qui sulla Terra sia nello spazio esterno, è coinvolta in una continua danza cosmica. La metafora della danza cosmica ha trovato nell’Induismo la più profonda e splendida espressione nell’immagine del dio Siva che danza. Tra le sue numerose incarnazioni, Siva, una delle divinità indiane più antiche e popolari, appare come il re dei danzatori. Secondo la dottrina indù, tutta la vita è parte di una grande processo ritmico di creazione e distruzione, morte e rinascita, e la danza di Siva simboleggia questo ritmo eterno di vita e morte che continua in cicli infiniti. Come dice Ananda Coomara: “Nella notte di Brahman, la Natura è inerte e non può danzare fino a che Siva non vuole: Egli si risveglia dall’estasi, e danzando trasmette alla materia inerte onde pulsanti di suono che la risvegliano; ed ecco! Anche la materia danza, e forma come un’aureola che ruota attorno a lui. Danzando, Egli permette il dispiegarsi dei multiformi fenomeni della materia, quando il tempo è compiuto, ancora danzando, Egli distrugge tutte le forme e i nomi col fuoco e riporta una nuova pace. Questa è poesia, e tuttavia anche scienza”. La danza di Siva simboleggia non solo i cicli cosmici di creazione e distruzione, ma anche il ritmo quotidiano di nascita e morte che nel misticismo indiano è considerato la base di tutta l’esistenza. Al tempo stesso, Siva ci ricorda che le molteplici forme del mondo sono maya – non fondamentali, ma illusorie e sempre mutevoli – creandole e dissolvendole nel flusso incessante della sua danza. Così è stata descritta da Heinrich Zimmer: “I suoi gesti sfrenati e pieni di grazia evidenziano l’illusione cosmica; l’aleggiare delle sue braccia e delle sue gambe e l’ondeggiare del suo tronco producono – anzi, sono – la continua creazione-distruzione dell’universo, dove la morte è in perfetto equilibrio con la nascita, l’annichilamento è l’esito di ogni venire in essere”. Gli artisti indiani del decimo e del dodicesimo secolo hanno rappresentato la danza cosmica di Siva in magnifiche sculture in bronzo di figure umane danzanti, con quattro braccia, i cui gesti, stupendamente equilibrati e tuttavia dinamici, esprimono il ritmo e l’unità della Vita.

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(Shiva Nataraja)

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I vari significati della danza sono espressi dai particolari di queste figure in una complessa e vivida allegoria. La mano destra superiore della divinità tiene un tamburo per simboleggiare il suono primordiale della creazione, la mano sinistra superior regge una fiamma, l’elemento della distruzione. L’equilibrio delle mani rappresenta l’equilibrio dinamico di creazione e distruzione nel mondo, reso ancora più evidente dalla calma e dalla serenità del volto del Danzatore, al centro tra le due mani, in cui la polarità di creazione e distruzione è dissolta e trascesa. La seconda mano destra è alzata nel segno del “non temere”, e simboleggia la conservazione, la protezione e la pace, mentre l’altra mano sinistra è rivolta in basso verso il piede sollevato che simboleggia la liberazione dall’incantesimo della maya. Il dio è rappresentato mentre danza sul corpo di un demone, il simbolo dell’ignoranza umana che dev’essere sconfitta prima che si possa raggiungere la liberazione. La danza di Siva è la danza dell’universo; il flusso incessante di energia che attraversa una infinita varietà di configurazioni che si fondono una nell’altra. La fisica moderna ha mostrato che il ritmo di creazione e distruzione si manifesta non solo nell’avvicendarsi delle stagioni e nella nascita e morte di tutte le creature viventi, ma costituisce anche l’essenza stessa della materia inorganica. Secondo la teoria dei campi, tutte le interazioni tra i costituenti della materia avvengono mediante l’emissione e l’assorbimento di particelle virtuali. Per di più, la danza di creazione e distruzione è la base dell’esistenza stessa della materia, poiché tutte le particelle materiali “auto interagiscono” emettendo e riassorbendo particelle virtuali. La fisica moderna ha quindi rivelato che ogni particella subatomica non solo compie una danza di energia, ma è anche una danza di energia, un processo pulsante di creazione e distruzione. Per i fisici moderni, quindi, la danza di Siva è la danza della materia subatomica. Come nella mitologia indù, essa è una danza incessante di creazione e distruzione che coinvolge l’intero cosmo; è la base di tutta l’esistenza e di tutti i fenomeni naturali. Centinaia di anni or sono, gli artisti indiani crearono immagini visive della danza di Siva in una meravigliosa serie di sculture in bronzo. Ai giorni nostri, i fisici hanno usato la tecnologia più avanzata per ritrarre le forme della danza cosmica. Le fotografie delle particelle interagenti ottenute con la camera a bolle, che testimoniano il continuo ritmo di creazione e distruzione dell’universo, sono immagini visive della danza di Siva che eguagliano quelle degli artisti indiani in bellezza e in profondità di significato. La metafora della danza cosmica unifica quindi l’antica mitologia, l’arte religiosa, e la fisica moderna. Come ha detto Coomara, è veramente “poesia e tuttavia anche scienza”.”

(Fritjof Capra – Il Tao della Fisica)

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