Buddismo

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Il Buddha, il cui nome era Siddharta Gautama, visse nell’India del Nord nel VI sec. a.C. Il Buddha nacque, durante il viaggio che doveva portare la regina Maya, moglie del capo del clan degli Sakya, il nobile guerriero Suddhodana, a partorire il primo figlio nella casa paterna, secondo la tradizione del tempo. Ma la tradizione vuole che la giovane non raggiungesse mai la casa e partorisse in un boschetto, mettendo al mondo colui che diventerà il Buddha. Prima di intraprendere la sua ricerca spirituale, il Buddha viveva nell’agio presso il palazzo del padre, seguendo l’educazione necessaria a divenire, un giorno, re di una regione che corrisponde all’incirca all’attuale Nepal.

Poco prima di compiere trent’anni il principe Siddharta incontrò delle persone che stavano vivendo l’esperienza della malattia, della vecchiaia e della morte, rimanendone molto impressionato e turbato. Allo stesso modo rimase profondamente ammirato dalla serenità mostrata da un saggio eremita. Maturando tali esperienze, il principe Siddharta realizzò la precarietà e la temporaneità del suo stato di agio ed abbandonò la sua casa e la sua famiglia, in cerca di una soluzione definitiva alle grandi sofferenze del mondo. Intraprese in tale ricerca diverse pratiche spirituali ed incontrò molti maestri, finché, insoddisfatto di quanto sperimentato, ricercò la sua via: una via di mezzo tra l’estremo ascetismo e una vita legata ai piaceri dei sensi. Fu come risultato di questa ricerca che una sera, all’età di trentacinque anni, meditando sotto un albero, poi conosciuto come l’albero della Bodhi o del Risveglio presso Bodhgaya (nell’attuale regione del Bihar, in India), il principe Siddharta raggiunse lo stato dell’Illuminazione, lo stato di completa e profonda saggezza, al di là di ogni sofferenza. Da quel giorno fu noto come il Buddha, il Risvegliato.

Dopo l’Illuminazione il Buddha diede il suo primo insegnamento a Sarnath, noto come “Le Quattro Nobili Verità” che indicano la via per liberarsi dallo stato di sofferenza esistenziale propria dell’uomo, senza il bisogno di intermediari sacerdotali come i brahmani, ma attraverso un lavoro su se stessi. Da quel momento passò la sua vita ad insegnare come raggiungere il suo stato di Illuminato ad innumerevoli persone.

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“Oh monaci, il Tathāgatha, il Venerabile, il Perfettamente risvegliato, ha messo in moto presso Vāraṇasī, a Isipatana (Sarnath), nel Parco delle gazzelle, l’incomparabile ruota della Legge, che non può essere ostacolata da alcun asceta o brāhamana o deva o Māra o Brahmā né da chiunque altro al mondo – la ruota della Legge, cioè l’annunciazione, l’esposizione, la dichiarazione, la manifestazione, la determinazione, la chiarificazione, l’esposizione dettagliata delle Quattro nobili verità. E di quali quattro?

Della nobile verità del dolore,
della nobile verità dell’origine del dolore,
della nobile verità della cessazione del dolore,
della nobile verità della via che porta alla cessazione del dolore.”

(Buddha)

“Questa, o monaci, la nobile verità sulla cessazione del dolore;
il nobile ottuplice sentiero:

Retta visione,
Retta risoluzione,
Retto parlare,
Retto agire,
Retto modo di sostentarsi,
Retto sforzo,
Retta concentrazione,
Retta meditazione.”

(Buddha)

“Coloro che confondono l’essenziale con il superfluo, che si nutrono d’immaginazione, mai perverranno all’essenza. Coloro invece che riconoscono l’essenziale e il superfluo come tali, ritrovano la vera natura e giungono all’essenza. Un uomo giusto è colui che discrimina tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Impermanenti sono tutte le cose di questo mondo, il saggio che ha compreso questa verità si libera dalla sofferenza. Questa è la Via verso la purificazione. Veglia su te stesso come su una città fortificata ai confini del regno. Non lasciare che un solo momento trascorra nell’inconsapevolezza. Coloro che si lasciano sfuggire il momento presente precipitano nell’oscurità. L’ignorante agisce distrattamente, il saggio custodisce l’attenzione come il suo tesoro più prezioso. L’attenzione è la via che conduce all’immortalità, l’inconsapevolezza è il cammino verso la morte. Chi pratica uno stato d’attenzione costante non perisce. Chi vive inconsapevolmente è come se fosse già morto. Come un’alluvione trascina via un villaggio addormentato, così la morte rapisce colui che coglie i fiori del piacere, preso nel sonno dell’inconsapevolezza. È difficile la vita dell’asceta, ma è anche difficile vivere nel mondo. Doloroso è vivere in mezzo agli inconsapevoli, e vagare nel vortice della vita e della morte. Non metterti in cammino se non vuoi soffrire.”

(Buddha – Dhammapada)

“La felicità deriva dalla comprensione della verità, l’infelicità dalla sua mancata comprensione.”

(Buddha)

“La causa di ogni dolore esiste in noi, non nell’universo; esiste nella nostra ingnoranza, non nella natura delle cose; esiste nella nostra cecità, non nella vita.”

(Buddha)

“Fratelli, so che la vostra attenzione è imprigionata nel mondo immaginario del vostro pensiero. So che guardare dentro voi stessi richiede uno sforzo di volontà. Fratelli, fate lo sforzo di guardare dentro voi stessi. Facendo lo sforzo di guardare dentro voi stessi vi libererete dai fantasmi del vostro pensiero. Allora la vostra attenzione potrà rivolgersi alla realtà che vi circonda, ed essa si rivelerà a voi in tutta la su bellezza e la sua gioia. Scoprirete che nella realtà non vi è sofferenza: la sofferenza è soltanto nel vostro pensiero.”

(Buddha)

“Il significato etimologico della parola “nirvana” è “estinzione di una fiamma per mancanza di alimento”. La fiamma che deve estinguersi è l’identificazione che genera dolore, la sofferenza costante in cui vive l’uomo. L’alimento che deve venire a mancare è l’ignoranza, nel senso di non consapevolezza di sè. Nell’incapacità di comprendere l’essenza della sua anima (atman), l’uomo confonde il suo essere con il ruolo posseduto nella vita sociale e con l’immagine che da tale ruolo deriva. Egli crede che il suo essere possa venire leso dalla mancanza degli oggetti ritenuti socialmente prestigiosi oppure dall’accadere di eventi che minacciano il suo ruolo e la sua immagine. In questo modo l’anima individuale viene presa dalle passioni, dalle illusioni, dal rancore nei confronti di cose ed eventi di cui si sente privata o da cui si sente minacciata. Solo quando l’anima individuale esce dal sonno e ha il “risveglio della sapienza” e l’illuminazione, solo allora le passioni, le illusioni e il rancore svaniscono, come le immagini di un sogno al momento del risveglio. Ogni desiderio allora si estingue e con esso si estingue il dolore e l’impulso a quella reincarnazione che rinnova il dolore in una nuova esistenza. Questa estinzione di ogni desiderio, questa “suprema indifferenza”, è appunto il nirvana. L’esistenza del dolore, Buddha afferma, è una “nobile verità”, ma questo è determinato dall’ignoranza della propria natura. Colui che davvero conosce, comprende la natura irreale dei propri attaccamenti e si libera da quelli che vengono chiamati i “veleni”, ovvero le emozioni distruttive. Quando l’uomo indaga se stesso e il mondo, scopre una realtà impermanente, relativa, ed i sentimenti di gioia o dispiacere che gli possono derivare da questa, divengono per lui insignificanti: la sua mente ed il suo cuore si sostengono l’un l’altro nel liberarsi dall’illusione. La conoscenza della mente si riflette nel cuore, trasformando l’essere dell’uomo.”

(Buddha – Estinguere il Dolore)

“La gente talvolta considera i voti di comportamento etico una limitazione o una punizione, il che è assolutamente sbagliato. Come intraprendiamo una dieta per migliorare la salute, e non per punirci, così le regole dettate da Buddha puntano a tenere sotto controllo i comportamenti controproducenti e a sconfiggere le emozioni afflittive perchè sono rovinose. Per il nostro bene limitiamo le motivazioni e le azioni che generano sofferenza. Tale regime ci protegge non ci punisce.”

(Dalai Lama – Conosci Te Stesso)

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(Polonnaruwa – Sri Lanka)

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“La miseria degli uomini dipende dal fatto che essi prendono per realtà cose esistenti solo come creazioni della loro mente; illusa dall’apparenza fallace di realtà degli esseri, delle cose e dei fenomeni, del mondo e degli dèi, l’azione li conduce sempre più lontano dalla vera realtà, alimenta l'”ignoranza”, crea sempre più forti vincoli, fa continuare l’irrazionale girare dei viventi. L’uomo proietta la propria anima sul mondo, lo “intimizza”, gli presta sentimenti, intenzioni e finalità; vi proietta un “pathos”, vi proietta valori e distinzioni che in un modo o nel’altro sempre riconducono alla forza stessa che trasporta la sua vita, all’appetito, all’avversione, all’ignoranza. L’uomo non conosce il mondo nudo, la natura nuda, appunto perchè il suo stesso percepire è un “ardere”, è un identificarsi, è un continuo vincolarsi, in un consumare simultaneo ad un essere consumati. Lo stato giusto, nel senso supremo, è quello di un essere non più alterato, che ha spento la sete, che ha fatto propria la natura olimpica e siderea – come nelle origini. Quello di un buddha, è lo stato normale dell’uomo. Chi è abbastanza forte per portarsi oltre l’illusione, non può non giungere a questa sconcertante constatazione: “Tu non sei vita in te. Tu non esisti. “Mio” non puoi dirlo di nulla. La vita, non la possiedi, è essa che ti possiede. Tu la soffri. Ed è una chimera che questo fantasma di “Io” possa sussistere immortale al disfarsi del corpo.” Chi giunga a questa percezione spaventosa, simile a quella di una voragine improvvisamente apertasi, coglie il mistero del samsàra e comprende, vive a pieno il senso della dottrina buddhista. Fra sè e sè va posta distanza, fino a presentire, appunto, che la stessa propria persona è un semplice strumento di espressione, qualcosa di contingente che a suo tempo si dissolverà e scomparirà nella corrente samsàrica, senza che per tal via il nucleo sovrannaturale, olimpico in noi stessi ne sia menomamente pregiudicato. La dottrina della inessenzialità della persona, dell’Io psicologico e passionale, deve aver dunque per effetto una mente che diviene pacata, rasserenata, sollevata, schiarita. Non deve esser motivo di sgomento, ma la sorgente di una forza superiore. Chi non pensa più nè all’essere nè al non-essere e però a nulla più si attacca ed afferra, questi non trema più, consegue la somma sovrannaturale ‘fermezza di calma’. Se si dovesse caratterizzare la civiltà moderna – quella che non pochi continuano a chiamare come la civiltà per eccellenza – si potrebbe dire che essa non solamente è una civiltà affatto samsàrica ma che, fra tutte, è la civiltà che del samsàra ha fatto un vero culto, esaltandolo e gettando discredito e disprezzo su ogni diverso punto di vista. Così una realtà sovratemporale e trascendente in senso positivo oggi non si sa più che sia, nè desta interesse. È un’oggetto di semplice “storia delle religioni”. La situazione ormai è tale che pensare alla possibilità di una reazione efficace e ricostruttiva generale è frivolo: fra l’altro, ciò significherebbe ignorare la concatenazione delle cause che attraverso i tempi hanno portato fino ad essa. In fatto di civiltà generale si può unicamente dire che solo il destarsi di forze dell'”essere”, di forze di centralità e di stabilità di contro a quelle del mondo del divenire, dell’immanenza e dell’immedesimazione samsàrica potrebbe ristabilire un equilibrio e prevenire una catastrofe. Ma come si possa venire a tanto, oggi non è possibile vederlo.”

(Julius Evola – La Dottrina del Risveglio)

“L’esser coscienti dei propri atti è l’unico sentiero. Ben custodisci dunque la coscienza: s’essa vien meno il Dharma si dissolve.”

(Acharya Nagarjuna)

“A volte, quando mi trovo in una grande città e osservo il traffico da una camera d’albergo a uno dei piani più alti le centinaia o addirittura le migliaia di automobili che vanno in tutte le direzioni, rifletto sul fatto che, pur essendo impermanenti, tutti questi esseri pensano “Voglio essere felice”, “Devo fare questo lavoro”, “Devo guadagnare questo denaro”, “Devo fare questo”. Costoro immaginano erroneamente di essere permanenti. Questo pensiero suscita la mia compassione.”

(Dalai Lama)

“L’attaccamento è la radice della sofferenza.”

(Buddha)

“Se vi grattate dove avete prurito, provate un certo sollievo; ma invece di provare quel sollievo sarebbe stato meglio non avere il prurito. Nessuno desidera il prurito per poi avere il piacere di grattarsi. Allo steso modo, quando si desidera qualcosa, nell’ottenerla si prova un piacere effimero; invece del piacere effimero, sarebbe meglio non avere desideri o non provare affatto attaccamento.”

(Dalai Lama)

“Questo mondo è una bolla di schiuma, un miraggio.
Coglilo nella sua realtà e renditi invisibile alla morte.
Questo mondo è un carro regale dipinto a vivaci colori.
L’inconsapevole vi si perde. Ma il saggio resta distaccato.”

(Buddha)

“Che importa dei tuoi capelli intrecciati, stupido?
Che importa del tuo abito di pelle di antilope?
Dentro di te c’è la giungla e tu pulisci di fuori!”

(Dhammapada)

“Coloro che sono destinati alla Liberazione saranno condotti a conoscere la Verità e molti, con questo mezzo, raggiungeranno la Liberazione. Ma coloro che superbamente sono radicati nella cattiveria e caparbiamente seguitano a caricarsi di colpe dovute alla forza delle illusioni, impossibilitati a riconoscere la Verità, se ne allontaneranno discendendo a precipizio sempre più in basso.”

(Bardo Todol – Libro Tibetano dei Morti)

 

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“Con la consapevolezza, con la padronanza di sé, il saggio si costruisce un’isola che nessun diluvio può sommergere.”

(Buddha)

“Non vi è altro mezzo per ottenere la Liberazione completa e finale che la Conoscenza: solo questa infatti scioglie i vincoli delle passioni; senza la Conoscenza, la Beatitudine non può essere ottenuta. L’azione, non essendo opposta all’ignoranza, non può allontanarla; ma la Conoscenza dissipa l’ignoranza come la luce le tenebre. Allorchè l’ignoranza che nasce dalle affezioni terrene è allontanata, il Sè, per il suo splendore, brilla lontano in uno stato indiviso, come il sole diffonde la sua luce quando la nuvola è dispersa. Colui che ha attraversato il mare delle passioni, è unito alla Tranquillità nella pienezza della propria essenza. Durante la permanenza nel corpo, egli non è affetto dalle proprietà di quest’ultimo, come il firmamento non è affetto da ciò che in esso volteggia; conoscendo ogni cosa, egli rimane immutabile, non toccato dalle contingenze.”

(Shankaracharya – Atmabodha)

“L’uomo è così costituito, che appena ha acquietato un desiderio, poi un altro ne spunta con forza uguale al primo, e lo stimola; così, perpetuamente è tenuto in movimento, nè mai giunge a potersi intimamente soddisfare. Il desiderio è un miraggio che spinge a un moto senza fine, a una strada senza uscita. La gamma dei desideri è illimitata, rappresenta una scala: più la sali, più insoddisfatto ti trovi. Cerchiamo la felicità perchè, in verità, la nostra intima natura è Beatitudine, purtroppo questa la cerchiamo negli oggetti (sensazioni, emozioni, pensieri, ecc.), oggetti che rappresentano, in definitiva, conflitto e smarrimento. Prima o poi occorre arrivare alla conclusione che la vera Beatitudine non è che in noi, nel più riposto angolo del Cuore, e si svela quando tutto tace, quando l’oggetto svanisce. Un desiderio soddisfatto non rappresenta altro che la sua morte. Quando brami la felicità, non cerchi altro che la morte del tuo stesso desiderio. Ciò significa che il tuo più vero desiderio è proprio il non-desiderio, che appare alla tua coscienza come semplice vacuità. Eppure è in questa vacuità che puoi scoprire la vera natura del Fuoco beatifico e puro, il Fuoco radiante, quello che non può essere spento dall’acqua. Quando sorge un desiderio vuol dire che non sei in pace con te stesso; in altri termini non sei fissato in te stesso. Che cos’è quella irrequietezza che brama e desidera? Che cos’è che disturba? Noi siamo continuamente impulsati, costretti e incatenati da immagini, siamo imprigionati nella tela che ci siamo costruiti con la potenza proiettiva del fuoco mentale. Comprendere il processo dell’imprigionamento significa essere liberi. Vogliamo essere questo o quello, vogliamo perseguire ideali, coronare sogni e così via. Ma chi vuole essere questo o quello e tutto il resto? Qualcuno o qualcosa che, appunto, non è poichè, se fosse, non potrebbe desiderare alcunchè. Ora l’io, non essendo, si illude di divenire; quindi si muove ed esperimenta trasmigrando, costretto dalla sua incompiutezza.”

(Raphael)

“Guardati dall’illusione della materia; tutto ciò che è composto è perituro. Lo spirito è l’unica, elementare e primordiale unità; e ognuno dei suoi raggi è immortale, infinito e indistruggibile.”

(Buddha)

“Aggrapparsi alla rabbia è come afferrare un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei sempre e solo tu quello che rimane bruciato.”

(Buddha)

“Non credere a quel che hai sentito. Non credere alle tradizioni solo perché si tramandano da generazioni. Non credere a nulla di cui si parli da molto tempo. Non credere ad affermazioni scritte solo perché provengono da un vecchio saggio. Non credere nelle ipotesi. Non credere nell’autorità dei maestri o degli anziani. Ma, dopo un’attenta osservazione e analisi, se ciò concorderà con la ragione e sarà di beneficio a tutti, allora accettalo e vivi in accordo con esso.”

(Buddha)

“Non cercare di seguire le orme dei saggi. Cerca ciò che essi cercavano.”

(Ma-tsu)

“Non sempre gli occhi chiusi dormono.
Non sempre gli occhi aperti vedono.”

(Detto Zen)

“La mente che percepisce la limitazione, è la limitazione.”

(Buddha)

“Colui nella cui mano non sia ferita può prendere con la mano il veleno: il veleno non penetra ove non c’è ferita, né vi è male per chi non lo commetta.”

(Dhammapada)

“Questo mondo è cieco,
in pochi qui vedono chiaramente;
difficile è la vita dei mortali,
difficile è udire la vera Dottrina,
difficile è la comparsa dei Risvegliati.”

(Dhammapada)

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(Golden Temple – Sri Lanka)

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“Siamo ciò che pensiamo. Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri. Con i nostri pensieri formiamo il mondo. Parla o agisci con mente pura e la felicità ti seguirà come ombra inamovibile.”

(Buddha)

“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”

(Dalai Lama)

“L’uomo deve salvare se stesso con i propri sforzi, nessuno può fare per lui quel ch’egli deve fare per se stesso.”

(Buddha)

“Ardere incenso, prostrarsi davanti al Buddha, recitare preghiere, offrire sacrifici, confessare i propri peccati, leggere le scritture fino ai confini estremi della pratica zen: tutto ciò è perfettamente inutile. Liberare se stessi dai lacci del corpo e della mente: ecco ciò che è necessario.”

(Dogen)

“Non pensare a nulla significa pensare a tutte le cose senza lasciarsi infettare da esse.”

(Hui-Neng)

“Questa terra, o Discepolo ignaro, è soltanto il vestibolo tenebroso che conduce a quel crepuscolo che precede la valle di vera luce – quella luce che vento non può estinguere, che arde senza lucignolo e senza alimento. Questa terra, o Discepolo, è la stanza del Dolore, dove lungo il Sentiero delle dure prove sono sparse insidie per avvolgere il tuo Ego nell’illusione detta la «Grande Eresia».
I SAGGI non si attardano nei giardini dei sensi.
I SAGGI non curano le voci seduttrici dell’illusione
L’ammirazione di sé, o Discepolo, è come un’alta torre sulla quale sia salito uno stolto vanitoso. Egli vi sta in orgogliosa solitudine, non visto da alcuno fuor che da se stesso. L’Anima imprudente, che non riesce nella lotta contro il demone beffardo dell’illusione, ritornerà, schiava di Mâra, alla terra.”

(H.P. Blavatsky – Il Libro dei Precetti Aurei)

“Molti sono i maestri: l’ANIMA-MAESTRA è una, Alaya, l’Anima universale. Vivi in questa MAESTRA come il suo raggio in te. Ahimè, tutti gli uomini posseggono Alaya, sono uniti con la Grande Anima, e tuttavia Alaya giova loro così poco! Osserva come, simile alla luna riflessa nelle acque tranquille, Alaya si specchia in ciò che è piccolo come in ciò che è grande, si riflette nei più minuti atomi, e pur non riesce a giungere al cuore di tutti. Ahimè, sì pochi uomini approfittano del dono, del beneficio inestimabile di ottenere la verità, la retta percezione delle cose esistenti, la conoscenza del non-esistente! Nulla è permanente nell’uomo, tranne la pura e limpida essenza di Alaya. L’uomo ne è il raggio cristallino, raggio di luce immacolata all’interno, materiale forma di argilla alla superficie inferiore. Questo raggio è la guida della tua vita e il tuo vero Sé, lo spettatore, il pensante silenzioso, la vittima del tuo sé inferiore. La tua Anima non può essere ferita che attraverso il tuo corpo che erra; dirigili e dominali entrambi, e oltrepasserai felicemente la ormai vicina “porta dell’equilibrio”. Reprimi con il tuo divino Sé quello inferiore. Vigila l’inferiore, affinché non contamini il superiore. I semi della sapienza non possono germogliare né crescere in un luogo senz’aria. Per vivere e raccogliere esperienza la mente abbisogna di larghezza, di profondità e di punti per attirarla verso l’Anima Diamante. Non cercare questi punti nel regno di Maya, ma sorvola oltre le illusioni e cerca l’eterno, l’immutabile, diffidando dei falsi suggerimenti della fantasia. Ricorda, o tu che lotti per la liberazione dell’uomo, che ogni sconfitta è un successo, e che ogni sincero sforzo col tempo ottiene la sua ricompensa. I sacri germi spuntano e crescono invisibili nell’anima del discepolo, e i loro steli si rafforzano ad ogni novella prova, piegano come giunchi, ma non si spezzano né mai possono inaridire. Ma, quando l’ora è suonata, fioriscono.”

(H.P. Blavatsky – Il Libro dei Precetti Aurei)

“Colui che sperimenta l’unità della vita vede il suo Sé in tutti gli esseri, e tutti gli esseri in se stesso, e guarda tutto con occhio imparziale.”

(Buddha)

“Non credere a quel che hai sentito.
Non credere alle tradizioni solo perché si tramandano da generazioni.
Non credere a nulla di cui si parli da molto tempo.
Non credere ad affermazioni scritte solo perché provengono da un vecchio saggio.
Non credere nelle ipotesi.
Non credere nell’autorità dei maestri o degli anziani.
Non prendere nessun dogma o libro come infallibile.
Ma, dopo un’attenta osservazione e analisi, se ciò concorderà con la ragione e sarà di beneficio a tutti,
allora accettalo e vivi in accordo con esso.”

(Buddha)

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(Tempio Buddista – Sri Lanka)

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“Per vedere ciò che pochi hanno visto dovete andare dove pochi sono andati.”

(Buddha)

“Il viaggiatore, se non incontra a tenergli compagnia uno migliore di lui o simile a lui, proceda decisamente da solo: con lo stolto non vi è compagnia.”

(Buddha)

“Lo stolto che sa di essere uno sciocco, è almeno per quanto riguarda questo aspetto – saggio.  L’inconsapevole che si crede saggio è uno sciocco incurabile.”

(Buddha)

“Lo sciocco dice, “Questi sono i miei figli, questa è la mia terra, questo è il mio denaro”. In realtà, lo sciocco non possiede se stesso, tanto meno i figli, la terra o il denaro.”

(Buddha)

“È meglio se sei un vagabondo e viaggi da solo, anziché ammuffire in compagnia degli stolti.”

(Buddha)

“La vita è un ponte, perciò non costruirci sopra una casa.”

(Buddha)

“Ogni cosa ha l’attributo della falsità e dell’inganno. Tutto ciò che dipende da condizioni è vuoto di esitstenza intrinseca. Sebbene tutti i fenomeni siano vuoti, gli esseri senzienti si aggrappano alla visione dell’esistenza intrinseca.”

(Buddha)

“Rendi il tuo spirito simile al vento, che passa su tutte le cose senza attaccarsi a nessuna di esse.”

(Proverbio Zen)

“L’uomo è immagine dei suoi pensieri, quindi spesso egli diventa ciò che crede di essere.”

(Buddha)

“Semina un pensiero e raccoglierai un’azione,
semina un’azione e raccoglierai un’abitudine,
semina un’abitudine e raccoglierai un carattere,
semina un carattere e raccoglierai un destino.”

(Buddha)

“Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi d’essere.”

(Buddha)

“Che strana creatura l’essere umano: brancola nel buio con espressione intelligente!”

(Kodo Sawaki Roshi)

“L’uomo si trova nella sua stessa ombra e si chiede perchè è al buio.”

(Proverbio Zen)

“Il numero dei nemici, degli esseri ostili è vasto quanto lo spazio,
quanti quindi potrei ucciderne?
Ma ecco che una volta estinto il pensiero della rabbia dentro la mia mente
tutti questi in un istante sono sconfitti.

In che luogo posso trovare abbastanza cuoio
da ricoprire tutto il suolo della terra?
Eppure mi basta di coprire di cuoio la suola delle mie calzature
per ricoprirla tutta calpestandola.

Allo stesso modo mai sarà possibile
che io riesca a tenere sotto il mio potere
tutti gli eventi esterni alla mia mente.
Ma una volta che io avrò potere sulla mia mente,
che altro dovrei padroneggiare?”

(Bodhisattvacharyavatara)

“La mente segue l’impulso dell’amore e dell’odio, non ha tempo di concepire il mondo reale.”

(Milarepa)

“Si può portare il bue assetato al fiume, ma, se non sarà lui a bere, morirà.”

(Detto Zen)

“Quando l’uomo comune capisce diventa saggio, quando il saggio capisce diventa un uomo comune.”

(Detto Zen)

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“Nel momento in cui proviamo della rabbia, abbiamo già smesso di lottare per la verità e abbiamo iniziato a lottare soltanto per noi stessi.”

(Detto Zen)

“Nessuno è nobile per eredità. Nobiltà è ripulire se stessi da tutti i veleni e gli attaccamenti.”

(Dhammapada)

“Nel cielo non c’è distinzione tra Est e Ovest; le persone creano distinzioni fuori della propria mente e quindi credono che siano vere.”

(Buddha)

“Nel mondo dell’impermanenza, non si deve permettere alla mente di indugiare nella gioia o nel dolore. Chi è euforico nei giorni felici, sarà depresso in quelli tristi.”

(Tsunetomo Yamamoto)

“L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori.”

(Buddha)

“Meglio del possesso del mondo intero, meglio del paradiso, meglio del dominio su tutti i mondi… è compiere il primo passo sulla Via del Risveglio.”

(Buddha)

“Poichè tutto è un riflesso della nostra mente, tutto può essere cambiato dalla nostra mente.”

(Buddha)

“Tutti gli esseri hanno la natura di buddha, ma poiché essa è nascosta dall’ignoranza, non ottengono la liberazione. La natura di buddha è comprensione. Basta riuscire a comprendere. Se la comprensione è limpida e si è lontani da ciò che la nasconde, questo è ciò che chiamo liberazione.”

(Dogen – Shobogenzo)

“Ciascuno ha perso il proprio centro, ma se conosci te stesso, nessuno può scuotere questa conoscenza.”

(Buddha)

“Affinché le cose possano rivelarsi per come sono, dobbiamo essere pronti ad abbandonare le nostre opinioni su di esse.”

(Thich Nhat Hanh)

“Non identificarti. Non identificandoti, ti ritroverai.”

(Buddha)

“La nozione del nulla genera la pietà. La pietà abolisce la differenza tra sé e gli altri. Il confondere sé con gli altri realizza la causa comune. Chi realizza la causa comune mi trova. Chi mi trova sarà Buddha.”

(Milarepa)

“Se vuoi raggiungere la nuda verità, non preoccuparti di giusto o sbagliato. Il conflitto tra giusto e sbagliato è la malattia della mente.”

(Seng-Ts’an)

“La liberazione spontanea è abbracciare il Grande Sigillo,
il Grande Sigillo è la propria mente non-duale,
la liberazione è la liberazione nell’essenza della mente.”

(Milarepa)

“I desideri soddisfatti, come l’acqua salata, fanno venire più sete.”

(Milarepa)

“Prendere i demoni per demoni: ecco il pericolo.
Saperli cosa vana: ecco la Via.
Comprendere ciò che sono davvero: ecco la liberazione.
Riconoscerli come padre e madre: ecco la loro fine.
Ammetterli come creazione della mente: ecco che si trasformano in ornamento.
Conosciuti questi usi, il Tutto sarà liberato.”

(Milarepa)

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“È la mente dell’uomo, non i suoi nemici o le circostanze, che lo trascinano nelle vie del male e della sofferenza. Sono le scelte, non le circostanze, che determinano il suo destino. Devi andare il più possibile in profondità nella consapevolezza, allora nessuno potrà illuderti poiché allora non vedrai l’apparenza, ma la realtà.”

(Buddha)

“Un giorno, scossi dalla realtà esteriore, immersi in un’intima disperazione causata dall’aver visto tutto e dal non aver trovato nulla, sarà inevitabile volgersi verso la dimensione interiore.”

(Buddha)

“Non fatevi guidare dalla tradizione, dalla consuetudine o dal sentito dire; dai testi sacri, dalla logica o dalla verosimiglianza, né dalla dialettica o dall’inclinazione per una teoria. Non fatevi convincere dall’apparente intelligenza di qualcuno o dal rispetto per un maestro. Quando capite da voi stessi che cosa è falso, stolto e cattivo, vedendo che porta danno e sofferenza, abbandonatelo. E quando capite da voi stessi che cosa è giusto, coltivatelo.”

(Buddha)

“La mente crea. Voi siete gli artefici della vostra condizione, passata, presente e futura. La felicità o la sofferenza, dipendono dalla mente, dalla vostra interpretazione, non dipendono dagli altri, da cause esteriori o da esseri superiori. Ogni problema e ogni soddisfazione è creato da voi, dalla vostra mente.”

(Buddha)

“Quando un individuo si attacca a un credo o a una dottrina perde la propria libertà. Diventando dogmatico, ritiene che la propria dottrina corrisponda alla sola e unica verità e considera eretica ogni altra credenza. Da una tale visione ristretta scaturisce ogni forma di discordia e conflitto. Le dispute che ne derivano si sviluppano all’infinito e, oltre a rappresentare una perdita di tempo, talvolta degenerano in guerra. L’attaccamento alla propria visione è il più grave ostacolo al cammino spirituale. In virtù di tali visioni ristrette, l’individuo è talmente irretito da non saper più mantenere aperta la porta della verità.”

(Buddha)

“Questa è un’epoca dove tutto viene messo in vista sulla finestra per occultare il vuoto della stanza…
Abbiamo case più grandi, ma famiglie più piccole…
Più opportunità, ma meno tempo…
Più istruzione, ma meno buon senso…
Più conoscenza, ma meno senso critico…
Più esperti, ma più problemi…
Più medicine, ma meno benessere…
Siamo andati e tornati dalla luna, ma facciamo fatica ad attraversare la strada per stringere la mano ad un uomo vicino…
Abbiamo prodotto più computer per registrare più informazione, per replicare più documenti come non mai, ma siamo meno capaci di comunicare…
Siamo imbattibili sulla quantità, ma scarsi sulla qualità…
Questi sono tempi da fast-food, ma dalla digestione lenta…
Sono i tempi dei grandi uomini, ma di carattere mediocre…
Sono tempi in cui si realizzano profitti astronomici, ma povere relazioni…”

(Dalai Lama)

“Il rumore interiore vi impedisce di comprendere chi siete realmente. Regolate i vostri pensieri e le vostre emozioni! Le nuvole di pensieri e di emozioni ottenebrano tutto ciò che una persona osserva e ciò impedisce di pensare con chiarezza.
La Luce c’è sempre, quanta ve ne arrivi dipende da voi.
Il Distacco non ha nulla a che vedere con la freddezza, non significa che dovete essere indifferenti. Il vero significato del Distacco è comprendere che nulla è permanente. Siate obbiettivamente distaccati, ma al tempo stesso agite in modo appropriato.
La natura è la fabbrica di Dio. Osservare la natura è osservare la creazione di Dio.”

(Master Choa Kok Sui)

“La mente è come uno stagno la cui superficie è increspata dai venti (emozioni e pensieri) e come tale non può riflettere perfettamente la realtà senza distorcerla. Questo mondo è cieco; in pochi qui vedono chiaramente.”

(Dhammapada)

“I tuoi parenti cosiddetti “vivi” possono, perseguire l’abitudine, compiere quelle solite, inutili cerimonie che si dedicano ai cosiddetti “morti”. Tu, a motivo di ciò, potresti lasciarti trasportare da disappunto vedendo i loro inutili atti. Ciò ti porrebbe in una situazione davvero poco piacevole. Qualunque cosa possano fare coloro che hai lasciato dietro di te, agisci in modo che nessun pensiero di collera possa tormentarti, anzi medita con amore su di essi e compatiscili. Non sanno quello che fanno e credono di far bene, di agire in modo pio. Inoltre, se ti sentirai attaccata ai beni del mondo che hai lasciati dietro di te o se, vedendo in mano altrui i beni che tu possedevi, ti ci attaccherai per debolezza, se sentirai collera verso i tuoi successori, questo sentimento eserciterà una tale influenzza psicologica su di te che, anche se tu fossi destinata a nascere in un piano superiore, saresti costretta a ripiombare giù. D’altra parte, perchè restare attaccata ai beni del mondo? Non ti serviranno più a nulla! Abbandona dunque ogni debolezza, ogni attaccamento ad essi. Rinuncia ad essi con tutto il cuore. Poco ti importi di chi possiede le tue ricchezze.”

(Bardo Todol – Libro Tibetano dei Morti)

“Neppure la morte è da temere per chi ha vissuto con saggezza. Possiamo perdere solo ciò a cui ci aggrappiamo.”

(Buddha)

121 (45)

(Tempio del Sacro Dente – Sri Lanka)

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